Televisione


2
luglio

NESSUNA DATA CERTA PER LO SWITCH OFF VALDOSTANO

Switch off Aosta

La Valle d’Aosta è ancora lontana dallo switch off e una data certa non c’è. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Augusto Rollandin, durante l’ultima seduta del Consiglio regionale.

Lo switch off era stato previsto, nei calendari ministeriali, per i giorni tra il 14 e il 23 settembre 2009 ma è sorto un problema: trovare le frequenze per i canali francofoni. La regione ha chiesto la disponibilità di un’ulteriore frequenza che permetta la trasmissione dei canali francesi sul territorio valdostano per garantire visibilità alla minoranza linguistica francese.

Le dichiarazioni del presidente della Valle d’Aosta smentiscono di fatto, quindi, quanto annunciato dall’on. Paolo Romani durante la presentazione dei Mediaset Days per lo switch over romano. Romani, viceministro alle Comunicazioni, aveva sottolineato che “Il calendario sarà rispettato” e “i canali a disposizione saranno largamente sufficienti per soddisfare le aspettative di tutti i broadcaster nazionali e locali, compreso anche il dividendo digitale”.

Con molta probabilità, lo switch off aostano slitterà solo per il tempo necessario all’assegnazione di un canale digitale alle emittenti francofone come già è avvenuto in Trentino dove la Ras, che cura la ritrasmissione dei segnali tedeschi e austriaci sul territorio italiano, ha già attivato molti impianti digitali in vista del prossimo switch-off.

Intanto Aosta e altri 16 comuni limitrofi hanno già spento Rai2 e Rete4 e ora li ricevono solo in digitale.

Rimaniamo in attesa di novità che possano, in conclusione, accontentare tutti: ministero, consiglio regionale e popolazione.




2
luglio

AMADEUS: CONTI, RIPRENDITI LA SCOSSA ALL’EREDITA’

Amadeus Intervista Seconda Parte @ Davide Maggio .it

[Di seguito la seconda parte dell'intervista esclusiva ad Amadeus. Qualora aveste perso la prima, potete trovarla qui]

  • Dopo 1 contro 100 sono stati testati Fifty Fifty e Jackpot. Un parere su entrambi e sui conduttori.

Io nelle mie dichiarazioni mi sono sempre fermato al lato professionale. Non mi sognerei mai di dare un apprezzamento su un conduttore. Nel caso di Gerry, ad esempio, che è uno che comunque ha fatto tutta la sua bella gavetta, mi è dispiaciuto leggere su Sorrisi e Canzoni che, ad una domanda postagli dal giornalista, ha risposto “Chi l’ha detto?”. E il giornalista: “Amadeus”. Scotti rispose: “ah, pensavo uno importante”. Ecco, questa è una cosa che io trovo veramente triste. In relazione al programma (Fifty Fifty, ndDM), invece, sarebbe da ipocriti non ammettere che sia andato male. Anche se mi piacerebbe sapere come mai non leggo alcuna critica e anzi vengono offerte al conduttore altre possibilità per testare altrettanti programmi. Significa che l’azienda crede in quel personaggio e io non posso far altro che essere contento per lui.

  • A te, invece, seconde chance non ne sono arrivate?

Non solo a me non mi sono state offerte le stesse possibilità, ma mentre i miei programmi sono stati etichettati come fiaschi, dei suoi non si è fatta alcuna menzione. Ecco perché, illo tempore, parlai di figli e figliastri”. C’è chi viene tutelato e chi no.

  • I rapporti tra voi sono, dunque, poco “simpatici”.

Beh, se lo incontro gli offro anche un caffè. Anzi, l’ho incontrato anche al ristorante e gli ho offerto una bottiglia.

  • Lui ti ha mai offerto niente?

In quell’occasione mi disse “A buon rendere”. Sto ancora aspettando, sono passati tre anni.

  • Probabilmente hai rappresentato per lui una minaccia, visto che eri stato chiamato per “soffiargli la poltrona”.

Non credo che sia stata una scelta lampo da parte dell’azienda e presumo che ne fosse a conoscenza.  

  • Per assurdo, poi, il fatto che Formula Segreta e 1 Contro 100 abbiano avuto vita breve, sembrano aver accresciuto il suo potere.


1
luglio

COMCAST PREPARA LO SBARCO IN ITALIA… E NON DA FORNITORE

Comcast in Italia @ Davide Maggio .it

A fine giugno è arrivato in Italia, con un volo intercontinentale direttamente dagli Stati Uniti, Kevin MacLellan, quarantaduenne presidente di Comcast International Media Group, la divisione del colosso americano che studia le operazioni all’estero.

Durante il soggiorno italiano, MacLellan ha incontrato i vertici di Rai, Mediaset e Sky per sondare il terreno italiano e preparalo ad un futuro sbarco del suo rodato modello di pay tv, anche se riguardo al network satellitare ha subito precisato che «è stata una visita di cortesia, non mi risulta che pensino di investire nel digitale». Gli incontri con i vertici Rai e Mediaset sono stati, invece, finalizzati a proporre il ruolo che Comcast potrà avere nel mercato televisivo italiano in seguito al suo ingresso. «Abbiamo molti soldi e le esperienze di una pay tv digitale terrestre di successo, quello che serve qui Ha detto MacLellan «Si parla molto dell’enorme battaglia tra Sky e Mediaset e della rivalità tra digitale e satellite, per questo possiamo entrare in gioco noi. Insomma per adesso la pay tv non ha funzionato, basta vedere le difficoltà di Mediaset per arrivare a break even».

A seguito dell’incontro con la tv di stato italiana, il presidente di Comcast International non ha neppure escluso un ingresso della Rai nella tv a pagamento magari in joint venture proprio con Comcast. L’obiettivo da raggiungere in Italia sarà l’ingresso nell’azionariato o nella produzione dei contenuti non limitandosi, come già avviene in tanti altri paesi, ad essere semplici fornitori. L’entrata nel mercato italiano sarà strategica per Comcast, bloccata in patria dai vincoli Antitrust, perchè permetterà al più grande operatore via cavo del mondo di crescere, nonostante ha già in portafoglio 20 network televisivi (tra cui E! trasmesso in Italia su Sky) e due squadre sportive e il suo fatturato sia di circa 34 miliardi di dollari.





1
luglio

CITIZEN BERLUSCONI REGISTRA ASCOLTI RECORD: NUOVA SPINTA ALL’ASCESA DI CURRENT TV

Current Tv @ Davide Maggio .it

Quando il web incontra il satellite, e i contenuti prodotti in rete esplodono in tv, lo scambio di informazioni diventa Current Tv, piattaforma che è l’emblema del cross-over fra media diversi.

Documentari, inchieste, giornalismo a 360°, in un sistema peer-to-peer che vede analizzati ogni giorno politica, costume, cultura pop, cronaca; questi gli ingredienti del network, visibile in Italia al canale 130 di Sky. Current Tv è per molti un’oasi, in cui il giornalismo non è qualcosa da guardare con distacco, ma uno scopo comune a cui poter collaborare. Basta un video, un pod, un’inchiesta “fatta in casa”, per entrare nella grande community di Collective Journalism che caratterizza il canale. E Current, che l’8 maggio ha spento la prima candelina, si sta pian piano imponendo, con ascolti in crescita, un’eco notevole nei social network (facebook e twitter in testa), e una community di utenti sempre più numerosa e attiva.

A spingere il trend di costante crescita, che ha favorito il passaggio da un palinsesto shuffle (brevi video in sequenza casuale) ad uno più complesso e variegato, è stata sicuramente la messa in onda di un documentario controverso e tanto discusso. Stiamo parlando di Citizen Berlusconi, diretto da Andrea Cairola e Susan Gray e prodotto dall’italiana Stefilm nel 2003, fino al giugno scorso mai andato in onda in Italia, ma già visto da tantissimi italiani attraverso i più conosciuti software di peer-to-peer, Emule in testa. Current Tv è stata infatti la prima emittente del bel paese ad aver messo in onda Citizen Berlusconi in un’edizione rivista e corretta, contenente le aggiunte del caso, in vista degli anni passati dalle sua “prima edizione”. L’ascesa del nostro primo ministro, dunque, raccontata in collaborazione con giornalisti e politici di tutto il mondo, è stata l’occasione di un notevole rilancio per il Network fondato nel 2005 da Al Gore.

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1
luglio

K2 DA OGGI IN ONDA (UFFICIALMENTE) SU SATELLITE, DTT E ANALOGICO

K2 @ Davide Maggio .it

A partire da oggi, K2, il canale dedicato ai bambini e ragazzi tra i 4 e 14 anni, ed edito da Digital Tv Channels, è presente ufficialmente su satellite, digitale terrestre e analogico, coprendo la quasi totalità del pubblico televisivo italiano.

K2 viene trasmesso gratuitamente, come avveniva già ufficiosamente ieri, sul canale 810 dei decoder Sky, sul canale LCN 20 del digitale terrestre  (multiplex TIMB2) e su molte tv locali in analogico per due ore al giorno. Per il lancio ufficiale del canale, tra i vincitori della graduatoria Agcom per l’assegnazione del 40% della banda trasmissiva dei mux nazionali,  verranno trasmessi alcuni tra i titoli più noti fra i ragazzi, come Uomo Ragno”, “Power Rangers” e “Pokémon e dall’autunno saranno resi disponibili i dati Auditel, unificati per tutte le piattaforme.

In un intervento il Managing Director del gruppo editore del canale, Francesco Nespega, ha spiegato le motivazioni del lancio: «Abbiamo deciso di avviare le trasmissioni di K2 in digitale terrestre in corrispondenza con lo switchover di Roma e del Lazio, ovvero nel momento che di fatto segna l’irreversibilità di un processo che porterà entro tre anni alla sostituzione totale delle trasmissioni analogiche con il digitale». Il canale, che oggi si trova ad affrontare il suo importante D-Day, il 30 maggio scorso aveva esteso all’intera giornata le trasmissioni su satellite ed è apparso lo scorso 3 giugno nel mux TIMB2 (che contiene, tra gli altri, La7 e i canali Dahlia), iniziando le trasmissioni 12 giorni dopo anche se limitate alla fascia 7-22.





30
giugno

L’ITALIA HA TALENTO? LO SCOPRIRA’ GERRY SCOTTI, SE LA CORRIDA ANDRA’ IN PENSIONE

L’italia ha talento? Giudicando dalle folle che si riversano ogni qual volta vengono dichiarati aperti i casting di programmi come X-Factor ed Amici, sembrerebbe che l’Italia sia piena di talenti ancora da scoprire. E proprio per questi talentuosi artisti che vivono ancora nell’ombra, Simon Cowell, dopo essersi dedicato ai talent canori (American Idol ed X Factor), ha messo in piedi anche il progetto Americas’ Got Talent, arrivato poi anche in Inghilterra con il doveroso cambio di titolo, Britain’s Got Talent.

Ballerini, cantanti, giocolieri, rapper, acrobati, comici, attori, e chi più ne ha più ne metta. Perchè il talento ha mille forme e mille colori, e si esprime sempre e comunque come un dono originale, capace di suscitare emozioni. Su queste convinzioni è basato il format dei talenti, che miscela il sensazionalismo di esibizioni che hanno del miracoloso, vedi il caso Susan Boyle, al ridicolo di personaggi che credono di aver talento ma che troveranno la bocciatura appena dietro l’angolo, vedi la nostra cara Corrida con il suo pubblico impietoso. E proprio il padrone di casa dello show dei dilettanti allo sbaraglio potrebbe abbandonare la storica arena ereditata da Corrado per approdare a “L’Italia ha talento“, alla scoperta di talenti che sappiano far gridare al miracolo, tutti figli di quella prima storica vincitrice, Biana Ryan, la cantante bambina che nello show “Ti Lascio una Canzone” ha emozionato anche il pubblico italiano.

E’ questa l’indiscrezione trapelata dalle pagine di Libero, che si lascia anche scappare un ipotetico giorno di messa in onda, quel tanto discusso sabato sera, in cui recentemente hanno dominato proprio le voci giovani dei bambini di Antonellina Clerici. E se Mediaset avesse realmente i diritti per America’s Got Talent, si potrebbe proprio pensare che La Corrida stia per andare in pensione, a favore della formula ormai stra-collaudata nel mondo che vedrebbe gli aspiranti-famosi alle prese con un conduttore, Gerry Scotti, tre giurati tutti da definirsi, e un pubblico delle grandi occasioni. Sperando di trovare la nostrana Susan Boyle, crisi di nervi escluse, e fiduciosi nella nuova occasione che i kamikaze provinandi del bel paese avranno per gettarsi nella loro ennesima emozionante avventura.


30
giugno

ENRICO RUGGERI SVELA IL “MISTERO” DI ITALIA 1: UN ALTRO “VOYAGER”?

Enrico Ruggeri - Mistero

Che Italia 1 e Rai 2 non siano in buoni rapporti in questi ultimi mesi non è una novità; e che si vogliano preparare ad animare una lotta senza esclusione di colpi nel prossimo autunno, è opinione comune, vista la campagna acquisti cominciata dall’una e dall’altra rete durante l’estate. Tra un Nicola Savino che da Rai 2 trasloca sulla tv commerciale per condurre ”Colorado” e una Gialappa’s che sembrerebbe sempre più vicina a sbarcare sulla tv pubblica, non pare così difficile capire come i due network “giovani” della televisione italiana si stiano imitando e “rubando” a vicenda i propri punti di forza.

Questa sembrerebbe, a parere di chi vi scrive, la filosofia che ispira il nuovo programma di Enrico Ruggeri, in partenza mercoledì 1 luglio, in prima serata su Italia 1 per otto puntate. “Mistero”, questo il titolo tratto da una canzone del celebre cantante, mira a dar vita ad una via di mezzo tra “Il Bivio”, “Quello che le donne non dicono” (andati in onda in seconda serata sempre sulla rete giovane del Biscione con la conduzione di Ruggeri) e Voyager, il programma scientifico di Roberto Giacobbo sperimentato con successo nella prima serata di Rai 2.

Nella magica ed ambigua ambientazione del Parco Museale Pagani di Castellanza, Ruggeri tratterà misteri italiani ed internazionali, spaziando dalla fantascienza all’archeologia fino all’antropologia, cercando di riprodurre quel tanto di ‘inquietante ed angoscioso’, che ha giovato ed animato il diretto concorrente della tv pubblica; in questo senso Italia 1 spererebbe di trainare la novità con la conduzione ‘misteriosa e dubbiosa’ tipica del cantautore nei programmai condotti sino ad ora. Senza dimenticare però, che di programma scientifico non si tratta; né tantomeno Ruggeri parrebbe un esperto giornalista del settore, ma piuttosto un “presentatore di tanto in tanto”, come lui stesso si definisce. “Resto comunque sempre un cantante prima di tutto”, afferma Ruggeri, “e ho la fortuna di tanto in tanto di prendermi il lusso di fare tv. Ma solo quando il progetto mi piace.

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29
giugno

DAI DETERSIVI ALL’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA: ECCO I VERI MOTIVI DEL DECLINO (PROVVISORIO) DELLA SOAP OPERA NEGLI STATES

Soap Opera DigestIn una soap che si rispetti e che sia degna di questo nome, le trame contorte e spesso avvizzite sono all’ordine del giorno, soprattutto quando sono previste spettacolari uscite di scena degli interpreti principali.

La soap americana “Days of our lives” ha recentemente visto ben quattro coppie di attori estromessi dalla storyline principale; in “The Young and the restless”, meglio nota in Italia come “Febbre d’amore”, attualmente in onda nel mattino di Rete 4, Brad Carlton, interpretato da Don Diamont, è morto annegato in un lago ghiacciato prima di riunirsi con la sua fidanzata, Sharon Newman (l’attrice Sharon Case); la stessa Susan Lucci, popolarissima star americana di “All my children”, conosciuta in Italia come “La valle dei pini”, trasmessa da Canale 5 fino al 1992, ha dovuto dire addio dopo ben 38 anni di carriera al suo personaggio, Erica Kane, accoltellato dalla psicotica Annie.

Il destino di queste e molte altre soap americane è a rischio. Ascolti in calo, eccessive pretese contrattuali e stipendi da capogiro. Il vero colpevole? La crisi americana. Volendo essere più precisi, la crisi dell’industria automobilistica. General Motors, Ford, Chrysler e altri rivenditori locali hanno tappato la fonte di accesso dei finanziamenti alle soap di daytime. Se un tempo, infatti, erano i detersivi e i saponi a pubblicizzare queste produzioni tv dal target tipicamente femminile, ora sono i colossi industriali automobilistici a fare la parte più grossa. Ma se in passato i costi di produzione erano trascurabili, quasi a voler dare l’impressione di un prodotto artigianale confezionato alla meno peggio, oggi la qualità e quindi il budget sono aumentati considerevolmente. Basti pensare che le stesse “Febbre d’amore” e “General Hospital” sono girate in alta definizione.