7
luglio

Chi Vuole Sposare mia Mamma, un rovescio generazionale che tende al ridicolo

Chi vuole Sposare mia Mamma? - Maria Corso, la figlia Carlotta e Caterina Balivo

Chi vuole Sposare mia Mamma? - Maria Corso, la figlia Carlotta e Caterina Balivo

I dating show sono roba vecchia: visto uno, visti tutti. Inventarsi qualcosa che sia in grado di dar loro un’identità specifica è un’impresa difficile e va reso merito a TV8 di averci provato con Chi Vuole Sposa mia Mamma?, programma del mercoledì sera che vede una madre, supportata dalla prole, alla ricerca dell’uomo ideale. Un esperimento migliorabile e non privo di attimi pruriginosi che potevano essere evitati, ma che ci fa anche intravedere cosa potrebbe fare Caterina Balivo “da grande”.

La conduttrice è tornata al timone di un programma tutto suo dopo alcuni anni lontana dalla tv, giuria de Il Cantante Mascherato a parte. E lo ha fatto con una formula che le è congeniale: il suo manierismo, gli sforzi per apparire sempre e per forza in empatia con coloro che intervistava nei suoi salotti, qui sembrano annullati e di forzato, nei suoi approcci e nel tentativo di essere d’aiuto, non si avverte più nulla. La Balivo che ascolta, che consiglia e che talvolta si stupisce delle scelte degli altri appare naturale: forse, ad aiutarla a mettere da parte la proverbiale enfasi, è il fatto di non essere in diretta.

Caterina Balivo

Caterina Balivo

Con una conduttrice che funziona, il “gioco” diventa più facile, nonostante l’inevitabile imbarazzo. Perchè vedere delle madri perdersi dinanzi ai muscoli e alla prosa artefatta di alcuni pretendenti e notare gli sforzi dei figli per indirizzarle verso scelte più ragionate e meno istintive, crea un rovescio generazionale tendente al ridicolo. La maturità di questi figli salva la situazione, basti pensare a Giacomo che ha eliminato il preferito della madre Stefania perchè, secondo lui, un poco più che trentenne appassionato di discoteche e vita mondana non era adatto a costruire una vita insieme a lei: come dargli torto?

Una delle particolarità del programma sta nel fatto che la presenza di un figlio maschio o di una figlia femmina accanto alla protagonista cambia completamente gli equilibri della storia. E, benchè in entrambi i casi si inneschi un meccanismo di protezione, nel primo caso trionfa la gelosia recondita, nell’altro una sorta di amicizia e sorellanza: è il caso di Maria Corso – cantante e musicista che ha anche partecipato al Novecento di Pippo Baudo – e della figlia Carlotta.

L’altra particolarità sta nel fatto che, contrariamente a quanto accade di solito in questo tipo di offerta, la storia della protagonista non si esaurisce nell’arco di una puntata e nemmeno di una serata. Ognuna occupa ben due prime time per un totale di quattro episodi e, se questo rende un po’ lungo l’insieme, dà di contro la possibilità di conoscere meglio i protagonisti e creare un minimo di spessore in storie che possono apparire per natura alquanto superficiali.

Per mantenere la credibilità e non svilire il costrutto emotivo, sarebbe da eliminare – o quantomeno arginare – tutto il contorno di massaggi, abbracci e nottate intere nella vasca idromassaggio con la staffetta dei pretendenti.



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1 Commento dei lettori »

1. Do Rosario ha scritto:

7 luglio 2022 alle 15:22

La Balivo è troppo bona.



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