Televisione


7
ottobre

MATRIX: ALESSIO VINCI LO PREFERIAMO “ON THE ROAD” PIUTTOSTO CHE “IN CATTIVITA’”

Alessio Vinci (Matrix)

E’ al timone di Matrix da pochi mesi, ma, nonostante tutti gli sforzi ed i rinnovamenti anche grafici apportati, c’è ancora qualcosa di Alessio Vinci che non ci convince. Sarà il suo piglio anglosassone, saranno i suoi modi (troppo?) garbati, sarà la sua mancanza di polso ad ogni accenno di telerissa, ma l’ex giornalista della CNN ci sembra, a volte, un pesce fuor d’acqua.

Ciò è accaduto anche ieri sera, quando nel salotto della seconda serata di Canale5 si parlava del mega-risarcimento di 750 milioni di Euro che Fininvest è stata condannata a pagare alla Cir di De Benedetti,  in un clima di scambi di opinioni tra gli ospiti presenti  riscaldato anzi surriscaldato“, che si respirava oltre che nel nostro Paese - come ha precisato lo stesso Vinci – anche in studio. E confusione al seguito.

Il lodo Mondadori diventa più volte il lodo Alfano, un reato prescritto per il conduttore è sinonimo di proscioglimento tout court, una decisione in primo grado risulta eccezionalmente immediatamente  esecutiva, mentre gli ospiti continuavano ad accavallarsi e lui stava lì a provare a  prendere la parola. C’è davvero qualcosa che non va nel nuovo Matrix. Proprio a partire dallo stesso Vinci.




7
ottobre

CHI HA INCASTRATO PETER PAN: TORNANO QUESTA SERA PAOLO BONOLIS E LUCA LAURENTI CON ANTONELLA CLERICI, JOSE’ MOURINHO E MAX TORTORA

D’accordo, ma chi ha incastrato Paolo Bonolis? Saranno ormai note ai più le recentissime esternazioni del presentatore romano: “Per ora il programma di Fiorello sempre quello è, ha detto Paolino a Sorrisi non più tardi di ieri; “Se su Sky c’è tutta ’sta libertà di innovare, beh, che ce la facesse vedè”, ha detto ancora il retore magno del piccolo schermo rivolgendosi allo showman siciliano, a parer suo in crisi d’originalità dacché s’è dato al satellite; “Zero idee, zero voglia di sperimentare e zero soldi”, poi, i palinsesti autunno-inverno di Rai e Mediaset – sempre a detta di chi, questa stagione sarà in video con Il Senso della vita (quarta edizione) e Ciao Darwin (sesta!).

Ma allora, chi ha incastrato Paolo Bonolis e il grande innovatore che c’è in lui? “Io avrei voluto fare qualcosa di nuovo, ma ho fatto un patto con Mediaset: quest’anno accontento loro, il prossimo invece ci daremo alle novità“. In pratica, nella spasmodica attesa di un futuro migliore, pare ci tocchi ancora una sana riproposizione di classici della tv bonolisiana sin da stasera, quando il do ut des tra Cologno Monzese e cotanto ostaggio del proprio glorioso passato prenderà ufficilamente il via su Canale5 con il ritorno di Peter Pan.

Così, con una settimana di anticipo sul previsto per riempire il vuoto lasciato dalla Tribù mancata, Paolo Bonolis e Luca Laurenti riesumano Chi ha incastrato Peter Pan?, il fortunato format a misura di bambino che oggi, a dieci anni dal debutto televisivo, arriva alla sua terza edizione (quarta, se si tiene conto anche della parentesi del 2005 quando padroni di casa furono lo zio Gerry e Michelle Hunziker). La formula non è cambiata: ci saranno le spassose candid camera, nuove e vintage (daje coi classici, però!), l’angolo della natura con gli animali del Bioparco di Roma, quello della scienza con gli esperimenti di fisica del ‘prof.’ Laurenti, le favole della buonanotte, l’attualità e le notizie di cronaca commentate in studio dai baby opinionisti (4-9 anni d’età) e le consuete incursioni tra i bimbi di ospiti vip dal mondo dello spettacolo e dello sport.


6
ottobre

L’ONORE E IL RISPETTO 2 VS UN MEDICO IN FAMIGLIA 6: SFIDA TRA TITANI DELLA FICTION, PER LA CONQUISTA DEL MARTEDI’ SERA

garko_scarpati

La Clerici non è riuscita nell’intento di conquistare i telespettatori con il suo programma amarcord e la chiusura di “Tutti pazzi per la tele” ha creato il primo “tassello vuoto” nel palinsesto di Raiuno. Succede così che, per correre ai ripari e “recuperare quel tassello”, il direttore di Raiuno Mauro Mazza decida di puntare su uno dei pochi prodotti che al momento brilla nel palinsesto della rete ammiraglia Rai: “Un Medico in Famiglia“. Il ritorno della famiglia Martini è stato infatti salutato con calore da parte del pubblico, superando spesso e volentieri un invidiabile share del 25%.

Forte di quest’approvazione, Mazza ha deciso quindi di puntare su un’autentica  ”testa di serie” per contrastare e, se possibile, offuscare il successo del mafioso Garko (L’onore e il rispetto 2). Le due fiction hanno in realtà già “duellato” domenica 20 settembre e in quell’occasione, la puntata di esordio di Nonno Libero & company (una media di oltre 6 milioni di spettatori) ebbe la meglio sulla concorrenza di Canale 5 (ferma a 5 milioni e mezzo). Ora, a distanza di qualche settimana, “L’onore e il rispetto 2″ ha guadagnato ascolti e credibilità, diventando la vera fiction “trita-concorrenza” del Biscione (a farne le spese la stessa Clerici e addirirttura il Premier ospite di Vespa), nonchè “la serie da battere” in una delle serate cruciali della settimana.

Stasera in prima serata, si consumerà quindi questa sfida tra “titani delle serie Tv” (e dell’auditel): da un lato il buon padre di famiglia Lele Martini (Giulio Scarpati), dall’altro Tonio Fortebbracci (Gabriel Garko) e le sue storie di mafia e vendetta; da un lato la “Pubblispei” e un “evergreen” giunto senza difficoltà alla sesta edizione, dall’altro la “Janus international” e un’acclamata epopea che continuerà anche l’anno prossimo con la terza edizione (qui alcuni rumors).





6
ottobre

LA TELERISSA E’ SEMPRE DIETRO L’ANGOLO: VITTORIO SGARBI CONTRO LE PETTEGOLE DI POMERIGGIO CINQUE!

TELERISSA A POMERIGGIO CINQUE VITTORIO SGARBI

Noi lo avevamo detto domenica scorsa, quando l’ex moglie di Zequila ha attentato all’incolumità del caro mutanda cercando di mollargli uno schiaffone nel salotto della bislacca: cara Barbara, il trash è dietro l’angolo e la tele-rissa è sempre molto difficile da evitare.

Ne è la prova quanto accaduto oggi a Pomeriggio Cinque, durante quello che sembrava essere un tranquillo e drammatico momento di talk dedicato ad un tema quanto mai scottante come quello della violenza sulle donne. Ospite in studio, a raccontare la sua drammatica esperienza, una pacatissima Irene Fargo, alla cui calma farà da contraltare qualche minuto più tardi l’esplosione d’ira del famigerato Vittorio Sgarbi. Questi i due fronti della battaglia mediatica consumatasi pochi minuti fa su Canale 5: da un lato Daniela Santanchè e Giampiero Mughini, laureati ad honorem in opinionologia, con le loro poltrone ormai prenotate per l’intera stagione, presenze fisse dello show della Bislacca di Cologno. Dall’altro, solo ma combattivo come sempre, Vittorio Sgarbi, pronto a schierare le armi dell’urlo inesauribile e della ripetizione dell’insulto ipnotizzante che tanti caduti hanno ormai provocato nei salotti  tv (ne sa qualcosa Cecchi Paone, vittima di un “capra, capra ignorante, capra, capra” ad libitum).

Tesi del giorno dell’inferocito Sgarbi, l’inutilità di parlare di certi temi delicatissimi, sciorinati in televisione soltanto per compiacere le telespettatrici più pettegole e per riempire di gioia la fetta più voyaur del pubblico, evidentemente a secco di reality da spiare e commentare. La scena è raccapricciante e si consuma in una telerissa a distanza (il caro Vittorio è in collegamento) in cui le voci si accavallano come nella migliore delle tradizioni, e il pubblico si ribella come nella più classica delle rivolte popolari; da registrare l’intervento di una signora del pubblico, novella Masaniello, che essendosi scagliata contro il critico d’arte, è poi rimasta vittima dell’insulto ipnotico di cui sopra “ridicola, ridicola, ridicola, mi fa ridere” ripetuto fino alla nausea.


6
ottobre

SIMONA VENTURA SI SCUSA CON PAOLA PEREGO: “LA TRIBU’ UN CLONE DELL’ISOLA? POTEVO TENERMELO PER ME”

Simona Ventura (La tribù)

In fondo fu Paola Perego in persona a chiedercelo proprio qui, sulle pagine di DM: “Trash la Tribù? Come fate a dirlo ancora prima che il programma sia iniziato?” Giusto. Chissà allora cosa avrà pensato qualche tempo dopo Paola sentendo le speziate parole spese a riguardo della sua missione indiana dalla Ventura: “La Tribù? Un clone dell’Isola dei Famosi, disse Simona in conferenza stampa presentando ai giornalisti Quelli che il calcio; “Comunque bene, i cloni non sono mai fortunati e la gente davanti alla Tribù non farà altro che chiedersi «Ma quando inizia l’Isola, chiosò la presentatrice chivassese.

Poi, com’è noto, la Tribù di rimando in rimando alla fine è naufragata e, dal momento che si può essere anche dei pessimi vincitori, intervistata dal quotidiano Libero Simona Ventura ha trovato fosse opportuno fare un bel passo indietro. Così, sfoderando un esemplare quanto raro savoir faire (ragion per cui eviteremo di affrontare in questa sede la presunta s-mutandata live su Raidue domenica scorsa, ndDM), la show-woman ha fatto pubblica ammenda chiedendo elegantemente scusa alla collega: “Quell’esternazione potevo tenermela per me anche perché non avevo visto il programma, ha dichiarato la Mona con gran signorilità, “Mi scuso con Paola Perego e Presta, non era cattiveria: non puoi farlo un reality in un mese e mezzo, per l’Isola ci mettiamo un anno” – e in fondo come darle torto, considerando l’infausto destino karmico del reality di Canale5.

Resta solo da chiarire un dubbio: com’è, Simona, che dei concorrenti della Tribù non avresti voluto nessuno, mentre ora si fa con insistenza proprio il nome di un ex indiano, il principino Emanuele Filiberto, per la prossima Isola dei Famosi? Chissà che la prossima intervista esclusiva per il web di DM a Supersimo non ci sveli l’arcano…





6
ottobre

“QUESTE COSE NON MI FERMANO”: MINACCE DI MORTE A SANDRO RUOTOLO DI ANNOZERO

Sandro Ruotolo (Minacce di morte)“Continuerò a fare il giornalista con la schiena dritta. Queste cose non mi fermano: questo è quanto ha dichiarato a caldo il giornalista Sandro Ruotolo dopo le minacce di morte ricevute da lui e dalla sua famiglia.  La Digos di Roma infatti è stata ora chiamata ad indagare su una lettera anonima da cui emerge chiaramente che lo storico collaboratore di Michele Santoro, al suo fianco a tutt’oggi nella tribuna di Anno Zero, è stato preso di mira da qualcosa di più di un semplice mitomane.

La lettera, ora in esame dalle autorità di pubblica sicurezza, conterrebbe chiari riferimenti alla vita quotidiana e familiare di Ruotolo che quindi sarebbe stato pedinato e sorvegliato da ignoti. Dato ancora più inquietante, il fatto che la missiva sia stata recapitata al domicilio privato del giornalista, già in prima linea su tanti fronti ben più pericolosi di quello frivolo delle escort di lusso; dato inquietante, si diceva, perché l’indirizzo di Ruotolo, così come il numero di telefono della sua abitazione, non compaiono certo negli elenchi telefonici.  

Nella lettera, oltre alle minacce, gli investigatori hanno trovato riferimento anche ad un elenco di obiettivi sensibili, elenco nel quale il giornalista sarebbe al secondo posto. “Non posso dire di più per ovvie ragioni di riserbo legate alle indagini”, ha concluso Ruotolo, Mi fido degli investigatori, quello che loro dicono mi va bene, sono dei professionisti”.

 


6
ottobre

ALLA FINE, HA RAGIONE MICHELE GUARDI’

Michele Guardì

Può piacere o non piacere, ma fatto sta che, dati auditel alla mano, Michele Guardì ha ragione. Quella televisione che non può certo essere definita innovativa, raccoglie consensi indiscutibilmente superiori ai tentativi, tanti, messi in atto sotto la direzione Marano, che si ponevano l’ambizioso obiettivo di svecchiare la seconda rete di Viale Mazzini.

Uno svecchiamento che aveva coinvolto anche il caro Guardì che, dopo tanti anni passati “in piazza”, aveva ceduto alle richieste del Direttore di rete mettendo in piedi un già dimenticato Insieme sul 2, salvo poi tornare alle origini con una nuova “frizzante” edizione de I Fatti Vostri. Ma non sono sono i fatti altrui a ristabilire il precario equilibrio della colonnina dell’auditel di Raidue: la rete 2 può, infatti, contare su tutto il “portafoglio” di Guardì che include anche il Mattino e il Mezzogiorno in Famiglia che, nel week end, totalizzano risultati eclatanti se confrontati con il resto della programmazione.

Il maggior gradimento del “vecchio sul nuovo” diventa imbarazzante se si confrontano i risutati della tv vecchio stampo di Guardi con tutto il “nuovo” day time di Raidue che altro non può fare che oscillare tra il 3 e il 6% di share. Briciole che non possono non smorzare qualunque entusiasmo e che rendono necessarie alcune riflessioni.


6
ottobre

LINO BANFI: “I MARTINI? SONO DEI CASINISTI”, E NONNO LIBERO PONTIFICA SUL MEDICO IN FAMIGLIA

Lino Banfi (Nonno Libero, Un Medico in Famiglia)Se il Medico in Famiglia fosse un disturbo della personalità, sarebbe il borderline: da un lato un super-nonno, Libero, un uomo d’altri tempi tradizionale e tradizionalista come pochi, un patriarca radicato nell’immaginario collettivo della famiglia à la Mulino Bianco quanto un ulivo plurisecolare nella campagna pugliese; dall’altro, il resto della ciurma di suoi consanguinei (e non), il Lele ritrovato e i Martini tutti, che da Mulino Bianco davvero non sono, anzi.

E infatti: “I Martini non sono proprio una bella famiglia”, ha sparato a zero Lino Banfi sul numero di Tv Sorrisi e Canzoni in edicola questa settimana. All’indomani della dura reprimenda papale“Di fronte a famiglie allargate che moltiplicano padri e madri, i ragazzi perdono dei riferimenti precisi per la loro educazione e si sentono orfani, non perché figli senza genitori, ma perché figli che ne hanno troppi, sono le parole di Sua Santità al riguardo -, ci si è messo anche nonno Libero a pontificare su quel che resta della famiglia italiana. Ma almeno ha avuto la buona creanza di farlo partendo dalla sua.

“La famiglia Martini è una famiglia di casinisti, ha tuonato Banfi dalle pagine del giornale diretto da Alfonso Signorini, “E’ sregolata. Sul nonno per esempio sono cadute troppe responsabilità, con un padre assente per dieci anni”. Di qui, la ragione data al monito di papa Ratzinger: “Le famiglie allargate rovinano la vita di molti bambini. Io sono per la famiglia unica. Non a caso sono sposato da 47 anni e mezzo”. Un santino da Family Day. Curioso, però, che se ne sia accorto solo oggi che nonno Libero è sempre più affaccendato a riassettare la sua masseria lontano dalle telecamere della fiction, non trovate? Possibile che, proprio ora che il medico è tornato in famiglia e che lui, il nonno, uscirà di scena, i ‘disgrazieti’ Martini siano diventati un cattivo esempio? Che ci sia dietro tutta una questione di interesse personale?