TG/Informazione


25
maggio

SANTORO ROMPE (LE TRATTATIVE) E RESTA IN RAI. MICHELE, PER TE ANNOZERO… CONTINUA?

Michele Santoro ci ripensa. Tra comunicati, fughe di notizie, voci di corridoio, il rapporto tra il giornalista e la Rai si fa sempre più complicato. L‘accordo milionario per lasciare l’azienda e collaborare a progetto per i prossimi due anni sembrava vicino, ma le ultime dichiarazioni di Santoro aprono un nuovo scenario:

Le continue fughe di notizie hanno violato l’impegno di riservatezza indispensabile per un possibile accordo con la Rai favorendo interpretazioni fantasiose lesive della mia immagine“. (Dagospia titola: “Il puzzone vuole la legge bavaglio sulle sue trattative milionarie con la Rai!”).

La “colpa” sarebbe del quotidiano La Stampa che in un pezzo apparso questa mattina ha svelato l’accordo nei dettagli. Ed ora Santoro potrebbe rimanere un dipendente Rai e Annozero potrebbe continuare ad andare in onda (per la “gioia” di Raidue). La questione, oltre che televisiva, è sempre più politica: le battaglie di Santoro e della sua squadra, spine nel fianco per il centrodestra,  non si fermeranno e le polemiche pure.

Nel frattempo la Commissione di Vigilanza ha convocato la prossima settimana il direttore generale Masi sui casi Santoro e Busi, e il Presidente Paolo Garimberti, dal canto suo, vuole che Santoro resti un volto Rai (“Non voglio influenzare in alcuna maniera ma resto dell’opinione che Santoro deve restare in Rai, nella formula consueta o in un’altra che sara’ definita“).




21
maggio

MARIA LUISA BUSI RINUNCIA AL VIDEO: COERENZA O VOLONTA’ DI EVITARE UN RIDIMENSIONAMENTO OBBLIGATO?

maria luisa busi rinuncia alla conduzione del tg1

Alla fine ha gettato la spugna. Dopo una serie di screzi e attriti con il suo direttore, Maria Luisa Busi ha deciso di rinunciare alla conduzione del Tg1 delle 20. Una scelta che si è resa inevitabile, come la giornalista spiega in una lettera affissa nel bacheca redazionale, dopo che la stessa ha smesso di riconoscersi nella linea editoriale della testata per la quale lavora. Per questo motivo la Busi ha scelto di utilizzare l’unico strumento, secondo lei, possibile per un conduttore per difendere le proprie prerogative professionali: togliere la propria faccia dal video.

Dietro la rinuncia, però, potrebbe esserci altresì l’ipotesi che Minzolini aveva discusso con la direzione dell’ufficio del personale, ossia lo spostamento della Busi alle 13.30 per dare il via al restlyling dell’edizione. Inevitabili e contrastate le reazioni alle dimissioni. Se Minzolini dice di non condividere la lettera d’addio e respinge le accuse di faziosità al mittente (“Il mio telegionale non e’ mai stato di parte, ho sempre dato voce a tutti e gli ascolti mi hanno dato ragione. Le accuse che mi rivolge la collega sono false. Per questo non condivido neanche una riga della sua lettera”), il cdr del Tg1 è di tutt’altra opinione e sembra appoggiare in toto la dimissionaria.

Questo, un estratto della nota diramata dal comitato di redazione: “La lettera chiama la redazione a una riflessione. Quello di Maria Luisa Busi è un gesto mai fatto prima da nessun altro conduttore nella testata che testimonia il suo disagio e quello che attraversa una parte della redazione sull’indirizzo che Augusto Minzolini ha fatto prendere al Tg1″ - e rincarando la dose nei confronti di Minzolini - “Come la collega Busi siamo preoccupati per la rinuncia del Tg1 alla leadership nella qualità e nella credibilità: anche ieri la clamorosa notizia sulla prima cellula artificiale che ha aperto i siti mondiali (…) è stata ignorata nell’edizione delle 20″


18
maggio

RAINEWS C’E’ MA NON SI VEDE. LA RAPPRESENTANZA SINDACALE PRONTA A DENUNCIARE LA RAI, I GIORNALISTI IN ASSEMBLEA.

Giornalisti RaiNews

Non si placa la protesta, da oggi anche in video, di RaiNews (con la nuova offerta Rai senza il “24″) contro i vertici dell’azienda pubblica. Dopo il taglio al budget (e il conseguente “niet” sul rafforzamento dei mezzi), che non permetterà alla testata diretta da Corradino Mineo di competere con SkyTG24 (che si appresta ad adottare il 16:9 e l’alta definizione), e dopo la chiusura (in parte) della finestra mattutina su Rai3 (sostituita da Buongiorno Italia), RaiNews 24 si è svegliata questa mattina, all’alba dello switch over in Lombardia, con un’altra sorpresa: c’è, ma… non si vede.

Il problema, spiega il Direttore Corradino Mineo in una nota, è dovuto allo switch over della Lombardia che ha provocato una variazione delle frequenze in tutta Italia. Questa variazione, comunque prevista, ha portato allo slittamento del canale “verso il fondo della pitlane del decoder, in posizione 998 in alcuni casi” (in precedenza il canale era in posizione 42 della numerazione automatica) e alla sua scomparsa dalla piattaforma Sky, sostituito – in posizione 506 – da RaiSport 2 pronto a partire in giornata.

Mentre Mineo si scusa con i telespettatori per il problema tecnico e cercherà di porvi rimedio il prima possibile, la rappresentanza sindacale ha annunciato di essere pronta a denunciare la Rai per “interruzione di servizio pubblico” fissando in giornata un’assemblea con tutti i giornalisti per studiare le varie forme di protesta da attuare. Non solo: il CdR di RaiNews ha chiesto un incontro urgente con il Direttore Generale Mauro Masi per capire, alla luce di quanto sta succedendo, quale destino toccherà alla testata che, nonostante gli ottimi ascolti, viene perennemente bistrattata.

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10
maggio

STEFANIA PETYX, UNA SIGNORA IN GIALLO IN CHIAVE MODERNA PER LA LOTTA ALLA MAFIA IN TV

Metti che la signora in giallo morda i picciotti più di Roberto Saviano. Come noto, la lotta alla mafia è una questione serissima che si gioca in gran parte sull’informazione, sul racconto di quelle ingiustizie rimaste coperte da un silenzio omertoso e complice. E’ una battaglia culturale, prima ancora che fisica e di polizia, da sostenere col coraggio e l’onestà di chi è convinto che il Male si possa calpestare, umiliandolo nella sua viltà. Per questo guardiamo con interesse a quei programmi televisivi che, negli ultimi tempi, danno spazio ad inchieste, approfondimenti ed interviste che svelano il vero volto della criminalità organizzata, quello bastardo e vessatorio. Le forzature romanzate della fiction sono altra cosa. Sfidare la mafia in tv è una missione: non tutti ne sono all’altezza. E in molti peccano nel metodo.

Là dove non osano i professionisti dell’antimafia. Senza fare nomi, potremmo ora parlare di tutte quelle trasmissioni che affrontano l’argomento mitragliando editoriali di fuoco o aprendo i microfoni a quei santoni che hanno fatto dell’antimafia un lavoro a tempo pieno, pure ben retribuito. Si dice che la camorra è brutta, che la mafia uccide, sfrutta, ricatta, che estorce denaro e favori anche ad insospettabili colletti bianchi. Tutto verissimo, per carità, ma spesso alle parole in tv non segue nulla. Si fanno accuse importanti, che però corrono il rischio di rimanere fini a se stesse. Sono in pochi ad aver coraggio, ad andare oltre le semplici invettive.

La virtuosa signora in giallo. Il caso che più colpisce è quello di Stefania Petyx, inviata siciliana di Striscia la notizia. La ragazza ha un look da cartone animato, indossa un impermeabile giallo canarino coordinato a degli stivali di gomma, si muove ‘scortata’ da un cane bassotto, ma ha fegato ed ostinazione da vendere. Da qualche anno, non passa mese che non realizzi un servizio sulle ingiustize che la mafia opera nel quotidiano della sua Sicilia, spesso con la complicità di chi amministra la cosa pubblica. Denunce reali, fatte sul campo, faccia a faccia con i loro protagonisti.


3
maggio

TELERATTI 2010: LA CRITICA PREMIA AUGUSTO MINZOLINI

La Giuria di Qualità (*) dei TeleRatti 2010 ha raggiunto un verdetto. Dopo delle inaspettatamente frenetiche consultazioni, che si son protratte per oltre una settimana, anche il TeleRatto della Critica ha trovato un degno vincitore. Le 28 prestigiose firme del giornalismo italiano, chiamate ad esprimersi in merito, hanno individuato nel Direttore del TG1 Augusto Minzolini il destinatario ideale del temuto sorcio catodico. Queste le motivazioni:

Il Tg1 ha perso il suo carattere istituzionale, telegiornale principe, ecumenico, rivolto a tutti gli italiani. Non perchè Minzolini non possa fare i suoi editoriali, ci mancherebbe. Ma se sono schierati o peggio, militanti, si può pensare che tutto il resto dell’informazione di quel telegiornale sia orientata allo stesso modo.

La premessa è confermata dal fatto che la tendenza generale della qualità delle notizie e dei servizi si è abbassata. Molta cronaca locale e spicciola, incidenti, guai domestici e molto costume leggero, abitudini frivole, turismo locale, luoghi comuni…

Per essere riuscito, dunque, a trasformare completamente il Tg1, da sempre voce dell’ufficialità, schierato ma neutro, anodino e governativo, attento a bilanciare le sue notizie con cura certosina, assegniamo ad Augusto Minzolini il TeleRatto della Critica 2010.

Ora non resta che scoprire i vincitori di categoria dei TeleRatti 2010. L’appuntamento è fissato per giovedi, 6 maggio 2010, quando all’interno di Festa Italiana, in onda su Raiuno e condotto da Caterina Balivo (in nomination come Peggior Personaggio Femminile dell’Anno), sveleremo in contemporanea a davidemaggio.it i vincitori del nostro premio al peggio della tv. Televisori sintonizzati, dunque, sull’ammiraglia della TV di Stato a partire dalle 14.30.





3
maggio

(AH) iPIROSO, SU LA7 L’INFORMAZIONE DEL MATTINO ENTRA NELL’ERA DELLA CONNETTIVITA’

Su iPhone “c’è un’App praticamente per tutto”. Su La7 non son da meno: ci pensa Antonello Piroso. Da questa mattina, lunedì 3 maggio, il direttore News e Sport del canale televisivo condurrà un nuovo programma di informazione dal titolo “(Ah) iPiroso”. La trasmissione inizierà alle 10:00 e andrà in onda dal lunedì al venerdì, subito dopo il contenitore mattutino di “Omnibus”. In questo modo La7 si gioca l’asso dell’attualità giornalistica, prolungando lo spazio del day time dedicato alle notizie.

Il ‘factotum’ delle news in maniche di camicia. La7, che intende arricchire il suo palinsesto riservando una particolare sensibilità agli spazi di informazione, punta ancora una volta su Antonello Piroso. E il giornalista, noto per avere sempre la battuta pronta e per presentarsi in video in maniche di camicia, si prepara a non deludere. Il suo sarà uno spazio in stile “helzapoppin”, con approfondimenti e rubriche dai titoli a dir poco originali: “Sgc” e “C-tua” , ma anche “C’è morchi@ x te”. Per chi non lo avesse capito, il programma conterrà una buona dose di provocazioni e di insolite trovate giornalistiche alla maniera del suo conduttore.  A fianco di Piroso non mancheranno alcuni ospiti, come in ogni approfondimento d’attualità che si rispetti. In fondo, anche il giornalismo 2.0 deve pur avere una parvenza di normalità.

“(Ah) iPiroso”, il titolo del nuovo programma d’attualità di La7 fa chiaramente il verso ad iPod, iPhone e iPad, dispositivi ipertecnologici apprezzati per le loro qualità multimediali e le molteplici funzionalità. Allo stesso modo, la trasmissione dovrebbe aprire uno sguardo sull’attualità in modo non convenzionale, facilmente fruibile. Il pubblico saprà accogliere le innovazioni di questa esperienza tutta slanciata verso futuro delle news?

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16
aprile

RAI, POLEMICHE SUGLI ASCOLTI DEL TG1: MINZOLINI TRASCINA SUL RING ANCHE GARIMBERTI

Se va avanti così, questi si menano. Una cosa epica alla Rocky Balboa vs Ivan Drago, con i corridoi di Saxa Rubra come ring. Stavolta l’oggetto del contedere sono i dati d’ascolto del Tg1: da una parte abbiamo il direttore della testata Augusto Minzolini, ultimamente piuttosto rissoso, dall’altra il presidente della Rai Paolo Garimberti. La notizia è che tra i due pesi massimi della tv di Stato ci sia aria di bufera, con repliche e controrepliche, dopo che un consigliere Rai aveva accusato il Tg1 di perdere clamorosamente ascolti. Il giornalista, che certi affronti non li accetta proprio, ha indossato i guantoni. E giù botte. 

In realtà tutto è nato dalla lettura dei giornali, momento che procura comprensibili ansie al direttore Augusto Minzolini. La scintilla è stata un articolo comparso su Repubblica, nel quale il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo rendeva pubblici una serie di dati che documentavano un crollo degli ascolti del Tg nell’edizione delle 20. Auditel a picco: dal 32,79 per cento del 2006 con Riotta, al 32,69 nel 2007, al 29,64 nel 2008 al 28,12 da marzo 2009. E ad aprile lo share sarebbe del 27,5 per cento. Rizzo Nervo, consigliere d’opposizione, ha poi annunciato l’intenzione di sottoporre questi dati al Cda della Rai di lunedì, dichiarandosi preoccupato perché il Tg1 non sarebbe più “un riferimento” per gli italiani.    

Augusto Minzolini, che su certi attacchi ormai ci ha fatto il callo, non ha aspettato a replicare. “È in atto una campagna denigratoria da parte di Nino Rizzo Nervo, che parla male dell’azienda Rai. Io ho contenuto il calo di ascolti proveniente dalla gestione Riotta, pagando il prezzo dello switch off e in presenza dell’aumento dei canali del digitale terrestre. Nonostante tutto, ho avviato un circolo virtuoso aumentando la distanza in termini di ascolto con il Tg5”. In sostanza il direttore ha invitato a rivedere i dati da un’altra prospettiva, forse quella giusta. Poi ha assestato un destro su muso del sinistrorso Rizzo: “è fazioso, un uomo ridicolo”.


16
aprile

EXIT TORNA SU LA7. LA NEOMAMMA ILARIA D’AMICO RIPARTE DALLE INCHIESTE.

Ilaria D'AmicoAvanti con le inchieste, arma a doppio taglio dell’informazione in tv. Sulla scia dei decàni del genere, Riccardo Iacona e Milena Gabanelli, si inserisce anche Ilaria D’Amico con il suo “Exit”, da questa sera in prima serata su La7. Ci prova anche lei. Un ritorno che ha la pretesa di avvenire in grande stile, con otto puntate monografiche che saranno impostate, appunto, sull’inchiesta. Un genere che attira pubblico ma che richiede anche un alto tasso di professionalità perché sia svolto come Dio comanda. La prima puntata sarà dedicata alla TAV, la nuova linea ferroviaria che dovrà collegare Torino a Lione, passando sotto le Alpi. Attualità scottante, insomma.   

Parliamo di un’opera strategica, più costosa del faraonico ponte sullo stretto di Messina, e per questo determinante per il futuro del nostro Paese. Il programma di La7 ha inviato il giornalista Alessandro Sortino in Val di Susa, là dove materialmente dovranno passare i treni ad alta velocità che collegheranno l’Italia commerciale al resto d’Europa. In quelle zone si è concentrata la protesta del popolo No Tav, che si oppone da tempo alla grande opera con manifestazioni, atti dimostrativi e scontri con la polizia. Sortino ha ascoltato e raccolto le loro motivazioni, accanto a quelle dei cittadini che invece vedono la nuova linea ferroviaria come l’unico modo per avviare un processo di ripresa economica, con la speranza che questa possa compensare la fuga delle aziende manufatturiere dal territorio. Due fronti che si scambiano accuse pesanti e che non vogliono indietreggiare di un solo passo dalle loro posizioni.

Muovendo da questo dato d’attualità, la trasmissione arriverà a parlare degli inevitabili risvolti politici della vicenda. Infatti ci sono state le elezioni regionali con la vittoria, in Piemonte, del leghista Roberto Cota e l’irruzione sulla scena del movimento di Beppe Grillo, inaspettato outsider rubavoti. Ilaria D’Amico, dallo studio di La7, avrà il compito di mettere assieme tutti questi tasselli, cercando il contatto diretto con i telespettatori.    

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