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aprile

LIBERTA’ DI PAROLA: LA PIAZZA IN TV FUNZIONA SEMPRE, MA CORONA CAPOPOPOLO NON CONVINCE

Libertà di Parola, Fabrizio Corona

Quando porti la piazza in tv puoi star certo che questa funzionerà in una sua qualsiasi forma e declinazione. E non potrebbe essere altrimenti per Libertà di parola, il nuovo people show di Canale Italia condotto da Fabrizio Corona. L’esperimento ha fatto centro per un semplice motivo: la particolare situazione economica che il cittadino è ‘costretto’ a subire e a cui deve porre rimedio. Le persone, soprattutto ora, sentono il bisogno naturale di parlare e sfogarsi, di capire e di analizzare le conseguenze di una politica poco amata ma alla quale sono comunque obbligate ad appellarsi.

Il ritorno al talk sociale – A Canale Italia hanno fatto la scoperta dell’acqua calda riportando in auge un formato vecchio come il cucù inspiegabilmente soppresso negli ultimi anni, anche da chi ne è stato precursore. La “pancia” del Paese ha poi trovato nel web la valvola di sfogo, consumando caratteri tra blog e social network, una “piazza” tutt’oggi ancora poco capita e considerata. Ecco, Libertà di Parola nasce proprio dalle ceneri dei programmi di Funari e Santoro (dei bei tempi che furono) e tenta di riportare sul piccolo schermo il pubblico confinato sulla rete: dal talk politico al talk sociale e popolare.

Oltre l’Arena ma… – Libertà di Parola ha una struttura semplicissima: 100 persone di sesso e ceto sociale differente sono chiamate a confrontarsi sul tema della serata, cercando di intavolare una discussione il più possibile costruttiva, che possa aiutare anche i meno ferrati a farsi un’idea o a cambiare idea. Durante la discussione, i protagonisti hanno l’opportunità di schierarsi verso una delle due soluzioni proposte: un’idea di sicuro impatto scenografico ma che fondamentalmente non aggiunge nulla a livello dialettico, utile più che altro ad evitare l’effetto dispersione, dirottando – e in qualche modo banalizzando – le opinioni riducendole al solito “pro e contro” di berlusconiana memoria. Populismo allo stato puro, verrebbe da dire: d’altronde è la naturale conseguenza della totale assenza di una figura autorevole ed esperta (presente invece a L’Arena di Giletti), a supporto di una discussione che rischia quindi di parlare solo a sè stessa senza sfociare in un’idea comune e condivisa.

Corona il tuttologo che non convince – Corona è alla sua prima conduzione televisiva e i limiti si notano tutti, nonostante in tutta sincerità vi sia ben di peggio sulla piazza. Fabrizio fa il capopopolo ma non ha nè l’esperienza nè la conoscenza necessaria per ricoprire tale ruolo. Per carità, c’è tempo per imparare ma forse sarebbe stato più consono – almeno in un primo momento – limitarlo alla semplice figura di arbitro, dove non riesce affatto ad eccellere facendosi il più delle volte schiacciare da quella carica incontrollabile dei 100. Un problema che si è cercato di risolvere con l’introduzione del “comitato” di guardiniana memoria, che ha il solo scopo di guidare il conduttore e portare una discussione  sui giusti binari.

Il futuro del talk show – Aldilà dei difetti, Libertà di parola ha avuto il grande merito di gettare le basi per il futuro del genere talk show, ultimamente in affanno, riportando al centro il motore del Paese, troppo spesso confinato tra gli spalti ad applaudire le fazioni. Non c’è macchina che funzioni senza una persona che sappia guidarla come d’altro canto non ha senso di esistere un’autista senza macchina: non c’è dubbio che il genere necessiti di un rinnovamento, e la combinazione di popolo e politica è un’ipotesi che a questo punto non si può non considerare.

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7 Commenti dei lettori »

1. Mattia Bravi ha scritto:

3 aprile 2012 alle 11:57

L’idea secondo me è vincente, ma c’è un ma.. Avrei inserito nella narrazione della puntata almeno un caso, come elemento di dibattito, oltre al tema della puntata. E avrei regolato meglio gli interventi delle persone in studio, sottolineando meglio la divisione di quelli “pro” e “contro”.



2. Giuseppe ha scritto:

3 aprile 2012 alle 11:57

“Non c’è macchina che funzioni senza una persona che sappia guidarla”. Gran parte della riuscita dei talk dipende dal conduttore. Se confronto quello che p.e. fece Funari (che non era un fine intellettuale) dalla fine degli anni ‘80 del secolo scorso fino alla prima metà dei ‘90 in un periodo di grande crisi come quello attuale, con ciò che passa il convento televisivo oggi, mi viene da sbadigliare.



3. MisterGrr ha scritto:

3 aprile 2012 alle 11:59

Io sono riuscito a vederlo dalle 22.15 in poi, quindi un giudizio sommario non riesco a darlo.

Onestamente questo programma non è così pessimo come uno possa pensarlo (associare Corona-Talk show?), anzi…poi lo staff del programma interagiva coi social network (anche se l’effettiva interazione programma-social mancava).

Secondo me, però, ci sono diversi problemi:

1) Corona. Ma stava recitando?

2) Pubblico. Praticamente era un populismo unico, basta pensare che si parlava di “rivoluzione totale”…-.- non mi soffermo su altre cose.

3) I concetti espressi non venivano assolutamente approfonditi, ma buttati lì e poi si passava di palo in frasca, tant’è che non capivo nulla.

In ogni caso, secondo me possono solo migliorare. Direi, promossi con riserva.



4. lillina ha scritto:

3 aprile 2012 alle 12:04

Difatti il neo della trasmissione sta proprio in lui, sicuramente è uno che riesce ad aizzare le persone sia in bene che in male ma vederlo paladino di una certa piazza sapendo i suoi retroscena in tutti gli ambiti mi fa restare perplessa è troppo preso dai suoi egoismi, dal suo punto di vista di rispetto della persona che è un po diverso da quello che dovrebbe essere, visti i suoi comportamenti dispregiativi di qualsiasi norma legge o convenzione che leda le sue comodità o il suo modo di vedere su come far soldi senza alcun scrupolo in merito, lo vedo più un paladino di ulltrà scatenati che di gente che deve lottare per farsi sentire e per la sopravvivenza!



5. daniela ha scritto:

3 aprile 2012 alle 14:18

ho visto la trasmissione nel complesso mi e’ piaciuta, fabrizio mi ha stupito in quanto da uomo che passa per arrogante e maleducato e’ sembrato composto e preparato, probabilmente perche’ e’ un programma in cui crede veramente, certo per il pubblico non e’ facile intervenire e’ sempre difficile parlare davanti a tanta gente sopratutto se si e’ gente comune.
l’unica pecca che posso far notare e’ la mancanza di un moderatore (corona in questo ha un pochino peccato forse per non essere accusato di arroganza) ma forse con certi soggetti ce ne sarebbe voluta, in certi momenti si parlavano uno sull’altro e l’interesse per quello che veniva detto crollava, sono sicura che la prossima puntata verra’ limata a dovere, bravo fabrizio se fossi mi hai fatto ricredere sul tuo conto, tanti pregiudizi inutili continua cosi’ auguri



6. Alessandro ha scritto:

3 aprile 2012 alle 17:06

La figura autorevole ed esperta dell’arena sarebbe Giletti? Ahahahah.. no vabbè signori..



7. Daniele Pasquini ha scritto:

3 aprile 2012 alle 18:48

No, intendevo un qualsiasi politico o economista o vattelapesca.
E comunque Giletti è un giornalista e non mi pare un ignorante.



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