
Silvio Berlusconi
25
maggio
MULTE AGCOM AI TG, PER BERLUSCONI E’ “UNA VERA FOLLIA”

Silvio-Berlusconi
Quando si dice fare i conti senza l’Agcom. Ai vertici Mediaset gira ancora la testa dopo la batosta che venerdì scorso si è abbattuta impietosa sui telegiornali del gruppo: più di 258.000 euro la multa per il TG4, 100.000 per il TG5 e per Studio Aperto. Il conto per le interviste a Silvio Berlusconi è salato: 458.000 gli euro in totale da pagare (per maggiori info clicca qui).
Sconcerto e stupore hanno prevalso nelle reazioni dei Direttori. Mediaset ha dichiarato di voler ricorrere immediatamente al Tar contro quella che è sembrata una spedizione punitiva. Ma il Cavaliere come ha reagito alla presa di posizione dell’Authority? I primi commenti dal diretto interessato arrivano solo oggi, dall’Ufficio di Presidenza del PdL e a riferirli sono alcuni presenti:
“Una follia, una vera follia. Nei giorni in cui sono rimasto in silenzio tutti, a cominciare dall’opposizione, mi chiedevano di pronunciarmi sull’esito del primo turno. Insomma, prima mi chiedono di parlare e poi puniscono i Tg per avermi dato la parola, una vera follia”.
25
maggio
ELISA ANZALDO LASCIA IL TG DELLA ‘MALAINFORMAZIONE’. MINZOLINI: FATTI SUOI

Elisa Anzaldo, Tg1
Al Tg1 c’è chi gira i tacchi, e se ne va. E’ la giornalista Elisa Anzaldo che, in una lettera, ha chiesto al direttore della testata Augusto Minzolini di essere rimossa dall’incarico di conduttrice del notiziario della notte. “Ritengo non sia più possibile per me rappresentare un telegiornale che, secondo la mia opinione, ogni giorno rischia di violare i più elementari doveri dell’informazione pubblica: l’equilibrio, l’imparzialità, la correttezza, la completezza…” ha scritto l’anchorwoman, gettando il tg della prima rete nell’ennesima polemica.
“Per motivi professionali e deontologici non ritengo più possibile mettere la faccia in un tg che fa una campagna di informazione contro” afferma la Anzaldo nella missiva spedita a Minzolini l’11 maggio scorso ma resa nota solo oggi tramite La Repubblica. In realtà già il 19 aprile scorso la giornalista intendeva lasciare il suo incarico, ma il direttore l’aveva convinta a desistere. Ora la decisione pare invece irrevocabile, tanto più dopo la sua pubblica divulgazione. A sostegno della sua scelta, il mezzobusto del Tg1 racconta anche una serie di episodi in cui la testata avrebbe censurato notizie sgradite a Berlusconi.
Si tratta dell’oscuramento del Rubygate, ma anche dell’aver “ignorato lo scandalo dei manifesti sui pm brigatisti, la proposta di un deputato del Pdl di cambiare l’articolo primo della Costituzione o il nuovo caos rifiuti a Napoli“. News scomode che per volontà della direzione sarebbero prontamente finite sotto il tappeto. Alla luce di questi casi di “malainformazione“ la Alzaldo gira i tacchi, e prima di sbattere la porta ringrazia ironicamente Minzolini, “per avermi spiegato il perché non consideri notizia quelle che io invece ritengo tali e come me molti mezzi di informazione“.

24
maggio
AGCOM: SUPER MULTE AI TG CHE HANNO ‘SOVRAESPOSTO’ IL PREMIER. ERA INEVITABILE?

Silvio Berlusconi, Tg1
L’Agcom non perdona e picchia duro. Rocky gli fa un baffo. Ieri l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha tartassato i principali tg di Rai e Mediaset, multandoli sonoramente per aver violato la par condicio in occasione delle interviste rilasciate venerdì scorso dal premier Silvio Berlusconi. Una stangata senza precedenti, emessa a maggioranza dalla Commissione servizi e prodotti dell’Authority per punire la sovraesposizione che Tg1, Tg2, Tg5, Tg4 e Studio Aperto avrebbero ‘regalato’ al Cavaliere in questi delicati giorni di campagna elettorale. L’onerosa batosta ha suscitato reazioni, critiche ed anche perplessità sul ruolo assunto dal Garante.
“Alla luce degli esposti presentati” ieri l’Agcom ha deliberato di infliggere a Tg1 e Tg4 la sanzione massima prevista dalla legge (258.230 euro), in quanto recidivi, mentre a Tg2, Tg5 e Studio Aperto una multa di 100 mila euro ciascuno. Tanto costò loro un’intervista a Berlusconi. Dopo aver ricevuto la bastonata, i diretti interessati hanno manifestato il loro disappunto. Secondo il direttore del Tg1 Augusto Minzolini la sanzione avrebbe messo da parte il criterio giornalistico, mentre il responsabile del Tg5 Clemente Mimun ha affermato che ”quel che è accaduto è di una gravita inaudita e si manifesta come una pesante intimidazione“. In un comunicato, Mediaset ha fatto sapere che “ricorrerà immediatamente al Tar“.
Intanto le multe emesse del Garante gravano sulle principali testate telegiornalistiche – solo Tg3 e Tg La7 si salvano - gettando benzina sul già rovente clima politico raggiunto negli ultimi giorni in vista dei ballottaggi per le Amministrative. L’informazione televisiva non ne esce certo rafforzata nell’immagine. Anzi. Così, viene spontaneo domandarsi se la super tirata d’orecchie dell’Authority si potesse in qualche modo evitare. Dopotutto la notizia delle interviste a Berlusconi era stata divulgata diverse ore prima della loro trasmissione (se ne parlava già dalle 9 del venerdì mattino, ndDM), e qualche dirigente avrebbe potuto valutare per tempo l’opportunità di bloccarne la messa in onda integrale causa par condicio. Pare che questa accortezza non ci sia stata.

21
maggio
RAI, GARIMBERTI RICHIAMA I TG DOPO IL BERLUSCONI SHOW: ORA SERVE RIEQUILIBRIO

Il Presidente della RAI, Paolo Garimberti
Il Presidente della Rai Paolo Garimberti chiede un riequilibrio tempestivo per dare spazio a punti di vista di candidati o leader di partiti diversi da quello del Presidente del Consiglio. La richiesta arriva con toni severi ed espliciti, dopo che ieri Silvio Berlusconi aveva rilasciato interviste ai principali notiziari nazionali (Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Studio Aperto). Un contropiede mediatico inaugurato dal Cavaliere a seguito della batosta elettorale al primo turno delle Amministrative.
”Un conto è dare una notizia, e il primo commento del Presidente del Consiglio ai risultati delle amministrative certamente lo era. Altro discorso è consentire che questa notizia diventi poi una sorta di comizio, per giunta senza un’adeguata compensazione con opinioni di altri candidati” ha affermato Garimberti, proseguendo: “Questo nessun giornalista dovrebbe mai permetterlo, meno che mai i giornalisti del Servizio Pubblico che devono sempre avere chiara la missione fondamentale che è affidata loro: informare e dare al cittadino la possibilità di avere un panorama completo delle opinioni“.
Una sferzata ai notiziari Rai che ieri hanno offerto ampio spazio alle dichiarazioni del premier, il quale ha parlato del responso delle urne ma ha anche utilizzato toni da campagna elettorale. “Alla luce di quanto accaduto, è necessario che la Rai – per adempiere appieno alla sua missione di servizio pubblico – riequilibri tempestivamente dando spazio sui temi delle amministrative a punti di vista di candidati o leader di partiti diversi da quello del presidente del Consiglio” ha concluso il Presidente della Rai.

21
maggio
SILVIO CI (RI)METTE LA FACCIA. IL PREMIER INVADE I TG E PREPARA ‘L’ARMA SEGRETA’ IN VISTA DEL VOTO

Silvio Berlusconi, Studio Aperto
Silviuccio se la fa sotto, teme la sconfitta. Per un attimo qualcuno ci avrà creduto davvero, ingannato da quei quattro giorni di silenzio stampa che Berlusconi si era riservato dopo la batosta ricevuta al primo round delle Amministrative. Da lunedì scorso, quando i risultati delle urne facevano rialzare il crestino alla sinistra, il Cavaliere sembrava infatti diventato muto e incapace di reagire alla tranvata elettorale arrivatagli tra capo, collo e tupè. In realtà il premier ha impiegato questo tempo per incontrarsi con collaboratori, alleati, spin doctor e delineare una micidiale controffensiva mediatica iniziata proprio ieri. Alla fine ha deciso di metterci nuovamente la faccia, e nel giro di 24 ore ha rilasciato cinque interviste ad altrettanti telegiornali: Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto. Un vero blitz.
Il contropiede berlusconiano è scattato nel tardo pomeriggio di ieri con l’apparizione a Studio Aperto. “Non consegneremo Milano agli estremisti” ha promesso il Cav, confidando sull’appoggio di quei cittadini “rimasti turbati dalle bandiere rosse con la falce e martello” sventolate all’ombra della Madunina per Giuliano Pisapia. I toni scelti dal premier sono rassicuranti, propagandistici ma lontani dalle accuse aggressive che avevano caratterizzato la prima tornata, penalizzandolo.
Da un tg all’altro: avanti il prossimo. Berlusconi sta fisso, seduto alla scrivania presidenziale, mentre davanti a lui si succedono giornalisti e telecamere. Così si passa al Tg4, dove il premier elenca le sciagure che potrebbero colpire Milano in caso di vittoria del centrosinistra: “Più tasse per tutti con la revisione del catasto, poi estensione dell’Ecopass che il sindaco Moratti ha deciso di abolire per i residenti, la costruzione di un grande centro islamico e il voto agli immigrati“. Roba che neanche le dieci piaghe d’Egitto, stando al racconto del Cavaliere. E il copione si ripete poi al Tg1, al Tg2 e alTg5 che assieme coprono il 60% degli ascolti.

20
maggio
SKY VS CURRENT TV: AL GORE, IL COMPLOTTO E I NANO SHARE
maggio 20th, 2011 18:00 Marco Leardi

"Salviamo Current"
L’Italia sta inguaiata e un solo uomo può salvarla. E’ Al Gore, l’ex vicepresidente degli Stati Uniti, che proprio ieri ha denunciato la decisione di Sky di chiudere Current tv nel nostro Paese. Un segnale inequivocabile che sulla Penisola “per chi racconta la verità non c’è momento più critico di questo”. All’armi, all’armi! Bisogna reagire, come ha invitato a fare lo stesso premio Nobel ospite ieri sera ad Annozero. Nel talk show di Michele Santoro, Al Gore ha ribadito che il canale di giornalismo investigativo da lui fondato nel 2008 sarebbe stato chiuso improvvisamente e senza valide motivazioni, forse a causa di un super inciucio tra il proprietario di Sky Rupert Murdoch e il proprietario del “mondo” Silvio Berlusconi.
Un complotto demoplutogiudaico contro Current. Secondo Al Gore dietro la decisione di blindare l’emittente della libera informazione non ci sarebbero motivi finanziari né di ascolti, semmai un tentativo da parte di Murdock di ingraziarsi il premier levandogli dai piedi una voce scomoda. L’obiettivo della cospirazione sarebbe quello di fare entrare Newscorp nel digitale terrestre italiano, con l’indispensabile appoggio di Berlusconi (ma Sky non voleva entrare nel dtt per fare uno sgambetto a Mediaset e per questo Silvio faceva di tutto per evitarlo?). Secondo la versione dei fatti resa da Sky, invece, il canale avrebbe rifutato l’offerta di rinnovo, richiedendo un aumento dei corrispettivi pari al doppio di quelli attuali. Questione di soldi, dunque.
La vicenda, in verità, appare ancora poco chiara nelle argomentazioni addotte dalle parti e al momento gli unici dati certi riguardo alla contesa Sky-Current sono quelli di ascolto. Nonostante Al Gore abbia presentato la sua emittente come una delle poche libere, in grado di scuotere la opinione pubblica raccontando la verità, l’auditel mostra degli ascolti piuttosto bassi. Nel 2009 lo share minuto medio totale anno è stato dello 0,02%; nel 2010 dello 0,04%. Una crescita che in questi primi cinque mesi del 2011 sembra essersi arrestata, almeno a guardare i dati più recenti.

18
maggio
CI TOCCA ANCHE VITTORIO SGARBI: STASERA IL DEBUTTO SU RAI1. MONOLOGHI E CULTURA, SARA’ L’ANTI-SAVIANO?

Ci tocca anche Vittorio Sgarbi
Il professore vi sbigottirà. Ci sono una sfida e una scommessa dietro il debutto televisivo di Vittorio Sgarbi che si terrà stasera su Rai1. L’ambizione, più volte dichiarata, è quella di realizzare un programma di prime time che parli di cultura, valori, grandi temi d’attualità nello stile impetuoso e ’scapigliato’ del critico d’arte. Un progetto pensato quasi come un contraltare ’moderato’ al successo di Vieni via con me, la trasmissione di Fazio e Saviano andata in onda lo scorso autunno sulla terza rete. Ecco dunque la sfida, di natura culturale. Rinvii, cambi di titolo, di contenuti e interventi della Direzione Generale della Rai (maggiori info qui) sembravano aver ridotto al lumicino la possibilità che la trasmissione andasse in onda in questa stagione. Ma Sgarbi non lo fermi manco con la bomba al neutrone: stasera il neoconduttore comincerà il suo show.
“…Ci tocca anche Vittorio Sgarbi – Or Vi Sbigottirà”, questo il titolo definitivo scelto in extremis tra la sfilza di nomi che erano stati annunciati nelle scorse settimane, da “Il Bene e il Male” a “Il mio canto è libero”. Stasera, nella prima puntata, si parlerà della figura del «Padre». Secondo indiscrezioni, il critico d’arte aprirà il programma con un lungo monologo di 22 minuti sui suoi padri politici, spirituali, letterari: Federico Zeri, Francesco Cossiga, Giovanni Paolo I, Leo Longanesi, Guido Ceronetti, Pasolini e Petrini. Non è da escludersi che il tema venga declinato anche in ambito spirituale, anche se il nuovo DG Rai Lorenza Lei aveva raccomandato al professore di non parlare di religione. Gli interventi di Sgarbi prenderanno spunto da opere d’arte, versi poetici, brani di saggi e di romanzi per poi approdare a considerazioni personali o polemiche.
E’ previsto anche l’intervento di alcuni ospiti come il vescovo di Noto, Morgan, e forse anche l’ex DG di Viale Mazzini Mauro Masi, uno dei primi sostenitori del progetto televisivo di Sgarbi. Nel corso del programma parleranno anche Carlo Vulpio e di Diego Volpe Pasini, che terranno un’analisi dei fatti di attualità. Lo show si concluderà con un altro monologo del critico d’arte. Durante la serata ci saranno spazi musicali realizzati dall’orchestra diretta dal Maestro Stefano Palatresi. La trasmissione sarà in diretta dagli studi De Paolis di Roma dove, come riporta Il Giornale, si sarebbe recato anche Silvio Berlusconi per una visita privata notturna.

17
maggio
I 4 MINUTI DI PASSIONE DI EMILIO FEDE: IL TG 4 TENTENNA NELL’ANNUNCIARE LA ‘BRECCIA DI PISAPIA’ (VIDEO)

Emilio Fede nell'edizione di ieri del Tg 4
La “Breccia di Pisapia” non l’aveva considerata. Tra le notizie che Emilio Fede non avrebbe mai voluto dare c’è sicuramente la batosta ricevuta ieri dal centrodestra a Milano. Il sindaco uscente Letizia Moratti staccato di 6,5 punti percentuali dallo sfidante Giuliano Pisapia, in attesa del ballottaggio. Per non parlare della vittoria del centrosinistra a Torino e Bologna: un incubo. E’ stata un’edizione davvero “speciale” quella che il direttore del Tg4 ha dovuto condurre alle 18.55 di ieri sui risultati delle Amministrative 2011. Visti i toni sommessi e tristanzuoli più che ad un tg pareva di assistere ad una seduta spiritica.
Ad essere rievocato era probabilmente il fantasma di Silvio, rimasto silente per quasi tutta la giornata. E anche ad Emilio Fede, al quale spettava il doloroso compito di annunciare le avvisaglie di una probabile disfatta, sembrava mancassero le parole. Cronometro alla mano, il giornalista ha impiegato più di quattro minuti, come fanno prontamente notare a Repubblica (video dopo il salto), a presentare le proiezioni elettorali, cioè la notizia del giorno. “Non c’è ancora un risultato, ma solo quelli che sono gli orientamenti di questo voto” ha ribadito più volte Fede in apertura di programma. Poi ha presentato gli ospiti in studio: Daniela Santanchè e Carolina Lussana con dei volti come pietrificati che al telespettatore non preannunciavano nulla di buono.
Il tempo passa e dopo un minuto il direttore si collega con un giornalista che ha alle spalle grafici e percentuali. Ma è ancora presto per rendere noti di risultati: “si parla di poche sezioni scrutinate e dunque di dato ufficiale non c’è nulla” annota Fede. Dopo altri due minuti pare arrivato il momento di annunciare il bollettino di guerra, ma il luogotenente del Tg4 la prende alla larga e preferisce iniziare da un dato inerte, quello sull’affluenza. Il cronometro scorre, ed ecco comparire la prima proiezione dei capoluoghi chiamati al voto. Si comincia da Torino, dove il centrosinistra si è pigliato tutto.













Ogni venerdi Davide Maggio è ospite di 



