AGCOM



18
novembre

CHE TEMPO CHE FA: AGCOM CHIEDE A FAZIO LA LISTA DEGLI OSPITI. DOPO RENZI CI SARÀ SALVINI

Matteo Renzi, Fabio Fazio

Che tempo che fa sotto osservazione. Dopo l’ospitata del premier Matteo Renzi nella puntata di domenica scorsa, l’Agcomha ordinato alla Rai di far pervenire entro 24 ore la lista dei prossimi ospiti” del programma. Il motivo del richiamo – si legge in una nota dell’Authority – è quello di “poter valutare il rispetto delle condizioni di parità di trattamento” ai sensi del regolamento della commissione di Vigilanza in materia di par condicio referendaria. E la trasmissione di Fabio Fazio non si è fatta pregare.

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24
ottobre

AGCOM: LIMITARE LA PRESENZA DEL PREMIER IN TV. NEI TG PREVALE IL SÌ ALLA RIFORMA

Matteo Renzi

L’Agcom ha inoltrato un nuovo richiamo a Rai, Mediaset, Sky e La7. In piena par condicio, l’Autorità per le Comunicazioni ha pubblicato i dati di monitoraggio della campagna referendaria nelle prime tre settimane dall’indizione dei comizi (28 settembre-16 ottobre). E il risultato è che, sui temi del referendum, si ravvisa “un comportamento sostanzialmente equilibrato” da parte di tutte le emittenti, sebbene Matteo Renzi (che è pur sempre l’alfiere del Sì) dilaghi quando non si parla direttamente della consultazione costituzionale.

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4
agosto

REFERENDUM COSTITUZIONALE, DATI AGCOM SUL TEMPO DI PAROLA: IN RAI E MEDIASET PREVALE IL SÌ

Rai

Sul referendum costituzionale d’autunno Matteo Renzi si gioca la testa. Il premier ha infatti legato il proprio futuro politico all’esito di quel voto ed è evidente che la comunicazione stia giocando sin da ora un ruolo decisivo per entrambi gli schieramenti in campo. Non sono dunque da sottovalutare i dati che l’Agcom ha divulgato di recente in merito al tempo di parola riservato alla consultazione dai tg del servizio pubblico e delle emittenti commerciali. Il report in questione fotografa il periodo dal 16 giugno al 15 luglio: ecco i dati.

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28
aprile

AGCOM: “FERMO RICHIAMO” ALLA RAI PER L’INTERVISTA DI VESPA A RIINA

Porta a Porta, intervista a Salvo Riina

Le polemiche sull’intervista di Bruno Vespa al figlio di Totò Riina non si spengono. A rinfocolarle ci ha pensato il Garante per le Comunicazioni (Agcom), che ha inviato un fermo richiamo” alla Rai per l’intervento televisivo di Salvo Riina, trasmesso lo scorso 6 aprile a Porta a Porta. Dopo l’esposto presentato dal deputato Pd Michele Anzaldi, sulla scrivania dell’AD Antonio Campo Dall’Orto è arrivata una lettera in cui l’Autorità segnala una “censurabile unilateralità di molte fasi dell’intervista, condotta senza un adeguato contraddittorio“.

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1
novembre

TIBERIO TIMPERI BESTEMMIA: AGCOM MULTA LA RAI PER 25MILA EURO

Tiberio Timperi

Vi ricordate la bestemmia? Ma sì, quella sussurrata da Tiberio Timperi durante una registrazione di UnoMattina in Famiglia e, poi, incautamente mandata in onda. Ecco: per quell’episodio, l’Agcom ha elevato nei confronti della Rai una sanzione da 25mila euro per la violazione del Codice di Autoregolamentazione Media e Minori, accogliendo la denuncia presentata dal Codacons. Ma Viale Mazzini ha deciso di presentare ricorso al Tar del Lazio.





1
agosto

AGCOM: RETRANSMISSION FEE NON RIGUARDA LA TV COMMERCIALE

Agcom

La retransmission fee vale solo per il servizio pubblico. Con una recente delibera, l’Agcom è tornata ad esprimersi sul tema dei diritti di ritrasmissione per i canali free sul satellite e lo ha fatto in riferimento al contenzioso del marzo scorso tra Rai e Sky. Ma non solo. L’Authority ha infatti precisato che la decisione presa “determina i suoi effetti unicamente sul servizio pubblico radiotelevisivo“, rispondendo così alle posizioni assunte da Mediaset sul medesimo tema.

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30
aprile

CHAMPIONS LEAGUE 2015: L’ANDATA DI JUVENTUS-REAL MADRID ANCHE SU CANALE 5. LO STABILISCE L’AGCOM

Champions League 2015

La Juventus in semifinale di Champions League 2015 rientra tra gli eventi sportivi meritevoli di una copertura televisiva nazionale anche in chiaro sulle reti generaliste. A stabilirlo è l’Autorità italiana per le Comunicazioni (AgCom) e tale disposizione viene riconosciuta anche dall’Uefa. Dunque, la partita d’andata Juventus-Real Madrid, in programma allo Juventus Stadium di Torino martedì 5 maggio alle 20.45, non sarà un’esclusiva Sky ma verrà trasmessa anche su Canale 5.

Semifinali Champions League 2015 in tv: su Canale 5 tre partite su quattro (due in esclusiva)

La programmazione tv delle semifinali di Champions League 2015, quindi, non garantisce più a Sky l’esclusiva della serata del martedì, come avvenuto finora. Come detto, martedì 5 maggio Juventus-Real Madrid andrà anche su Canale 5 (oltre che sulla pay tv), mentre ventiquattro ore dopo – questa volta in esclusiva – sulla rete ammiraglia di Mediaset sarà la volta della seconda semifinale Barcellona-Bayern Monaco.

E sempre in esclusiva, Canale 5 trasmetterà mercoledì 13 maggio la partita di ritorno al Santiago Bernabeu Real Madrid-Juventus. Ai canali Sky, invece, resta il match di martedì 12 maggio Bayern Monaco-Barcellona.


13
marzo

RAI VS SKY: AGCOM IMPONE ACCORDO ECONOMICO E LO STOP ALL’OSCURAMENTO DEI CANALI RAI SU SATELLITE

Canali Rai non più oscurati su Sky

Canali Rai non più oscurati su Sky

Si conclude finalmente la battaglia tra Rai e Sky. Come riportato da Repubblica, l’AGCOM ha finalmente posto fine alla querelle che vedeva da una parte l’azienda pubblica richiedere a gran voce che i suoi palinsesti venissero trasmessi nella loro totalità sul satellite (dietro ad un lauto compenso ovviamente), dall’altra Sky che invece si ritrovava oscurati i programmi di cui non erano disponibili i diritti per la visione. Ma tra i due litiganti da oggi gli spettatori godono e nel giro di qualche settimana non dovranno (si spera) più ricorrere alla digital key né allo switch tra decoder satellitare e decoder terrestre per godere dei palinsesti delle reti generaliste Rai.

L’azienda pubblica dovrà inviare entro 30 giorni una proposta di contratto “equa e ragionevole” a Sky per la trasmissione dei suoi canali e non potrà più ricorrere a giustificazioni sui diritti pur di oscurare i propri canali sulla pay tv, mentre Sky dovrà appunto pagare viale Mazzini per i canali pubblici che mostra ai propri clienti. D’altronde – come si legge nella delibera approvata a maggioranza – è un diritto e un dovere per la Rai chiedere un compenso economico per il rilievo dei programmi e per il valore reputazionale del brand.

Per Luigi Gubitosi si tratta di una vittoria importante della sua gestione, anche se rimane ancora aperta la questione relativa alla rinuncia del rinnovo contrattuale tra Rai e Sky per i canali Rai e l’offerta RaiSat ad opera di Mauro Masi, canali passati successivamente free sul digitale terrestre. I dipendenti hanno infatti presentato un esposto alla Corte dei Conti della Regione Lazio per danno erariale (350 milioni di euro per 7 anni) e per violazione del principio di universalità della diffusione delle trasmissioni, chiedendo un risarcimento da parte dello stesso Mauro Masi e dei componenti del Consiglio di Amministrazione.

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