AGCOM



12
aprile

MATTEO RENZI IN TV, IL MOVIMENTO CINQUE STELLE SI RIVOLGE ALL’AGCOM. FRIZIONI TRA RAI E VIGILANZA?

Matteo Renzi

La (sovra)esposizione mediatica di Matteo Renzi diventa un caso politico. E, come in ogni campagna elettorale che si rispetti, è bufera sulla Rai. A scagliarsi contro il premier e le sue apparizioni televisive sono stati i deputati e i senatori del Movimento Cinque Stelle, che ieri hanno presentato un esposto all’Agcom per la “vergognosa violazione del pluralismo del servizio pubblico in favore del presidente del Consiglio e dei suoi ministri“. Il documento di accusa è stato accompagnato da una segnalazione diretta alla presidente del servizio pubblico, Anna Maria Tarantola.

A scatenare la reazione grillina contro Renzi sono stati i dati forniti dell’Osservatorio di Pavia (che monitora il pluralismo politico in tv) secondo cui, nella settimana che va dal 22 al 28 marzo, il tempo destinato al governo è stato pari al 45,1% dello spazio televisivo nei tg, al 29,2% nelle rubriche di approfondimento, al 18% nelle trasmissioni di informazione e al 50% nei programmi di Rai Parlamento. Al Movimento Cinque Stelle è stato invece riservato il 7,2% del tempo.

In Rai – hanno accusato i parlamentari pentastellati – si registra un preoccupante servilismo nei confronti del Governo che rasenta livelli da regime. Renzi è diventato una sorta di showman ambulante: è ovunque“. Per completezza, ricordiamo che l’ampia esposizione mediatica tributata a Renzi era stata evidenziata anche dai dati elaborati da Geca Italia per il quotidiano La Stampa, secondo cui nel periodo tra il 17 e il 31 marzo, il premier è stato in tv per quasi cinque ore al giorno.




26
luglio

L’AGCOM RICHIAMA FAZIO E ANNUNZIATA: “PIU’ SPAZIO AGLI ESPONENTI DEL PDL”. BRUNETTA ESULTA

Lucia Annunziata

Ahi ahi. Stavolta la tirata d’orecchie è arrivata proprio a loro: ai primi della classe, quelli che non sgarrano mai (solo in apparenza, pare). L’Agcom ha infatti ‘pizzicato’ Fabio FazioLucia Annunziata, dando ordine alla Rai di garantire “una maggiore presenza di esponenti del Pdl” nei loro rispettivi programmi, Che tempo che fa e In mezz’ora. L’accorgimento dovrà essere adottato nella prossima stagione di Rai3, per riequilibrare il pluralismo nei talk show in questione. Il provvedimento del Garante è scattato ieri, a seguito dell’esposto presentato a fine giugno dal capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta.

“Il Consiglio dell’Agcom, all’esito dell’istruttoria avviata per verificare il rispetto dei principi di parità di accesso e pluralismo politico nei programmi In mezz’ora, Che tempo che fa e Ballarò nel ciclo di programmazione 2012-2013, ha ordinato alla Rai di riequilibrare, garantendo una maggiore presenza di esponenti del Pdl nei programmi In mezz’ora e Che tempo che fa previsti per il prossimo ciclo 2013-2014. Il programma Ballarò è stato invece giudicato non lesivo dei principi di pluralismo e quindi non oggetto di intervento”.

Si legge nel comunicato divulgato dall’Agcom. Secondo il Garante, i programmi di Fabio Fazio e Lucia Annunciata non avrebbero rispettato il pluralismo delle voci, penalizzando gli esponenti del Pdl. Tutto in regola, invece, per Ballarò: il programma di Giovanni Floris si è attenuto alla par condicio. Dopo l’emissione del provvedimento, Renato Brunetta – che per primo aveva denunciato una presunta disparità di trattamento – ha esultato. “La prima battaglia è stata vinta: par condicio e trasparenza nel servizio pubblico radio-tv devono diventare la regola e non più l’eccezione” ha detto.


29
aprile

TELECOMANDO, ECCO LA NUOVA NUMERAZIONE (LCN): PIU’ SPAZIO AI CANALI NAZIONALI E MENO AI LOCALI. LE PRIME 9 POSIZIONI INVARIATE

Nuova LCN

Nuova LCN

Non c’è pace per la numerazione automatica (LCN) dei canali del digitale terrestre. Dopo l’annullamento ad opera del Consiglio di Stato del precedente piano in virtù dei ricorsi di alcune emittenti locali, in testa Telenorba, ma anche di Sky, che avevano espresso dubbi circa l’attribuzione dei numeri 7, 8 e 9, AGCOM ha finalmente ridefinito lo schema in base ad un’attenta indagine di mercato (svolta dall’Istituto Piepoli con metodologia CATI su un campione di 23600 unità) e alle consuete consultazioni pubbliche, avviate lo scorso ottobre.

Per quanto riguarda l’assetto dei primi 9 canali del telecomando, le ex analogiche generaliste sostanzialmente, dal momento che solo l’1% degli intervistati ha cambiato l’impostazione automatica, nella nuova LCN rimarrà tutto pressoché invariato e quindi La7 sarà sul tasto 7, MTV sull’8 e Deejay TV sul 9. Radicalmente modificata invece la numerazione dei restanti canali, soprattuto quelli locali che, nel primo arco, potranno occupare i numeri dal 10 al 19 e dal 97 al 99 (e i corrispondenti numeri nel secondo arco).

Pertanto ai network all digital verrà concesso maggiore spazio e potranno occupare i numeri dal 21 al 96 nel primo arco (e i corrispondenti nel secondo arco) rispetto al precedente range 21-70. Il terzo arco invece (201-299) verrà concesso alle sole televisioni locali, mentre i due archi successivi (301-399 e 401-499) ai canali a pagamento, ovverosia attualmente solo ai canali dell’offerta Mediaset Premium. Infine le radio e i servizi accessori – come i canali interattivi – troveranno posto nel nono arco (801-899).





13
marzo

FISICA O CHIMICA: AGCOM DELIBERA A FAVORE DELLA SERIE

Fisica o Chimica

Fisica o Chimica

Carlo Freccero può stappare lo champagne. L’AGCOM, chiamato in causa nel periodo “clou” delle polemiche, ha spazzato via ogni dubbio deliberando definitivamente su Fisica o Chimica, ad un anno di distanza dagli attacchi di Libero – che la bollò polemicamente come “pornografia” – e dell’Aiart, l’associazione degli spettatori cattolici italiani, che ne chiese l’immediata sospensione.

Fisica o Chimica può e anzi deve tornare in onda: come rivelato sulla pagina Facebook di Rai4, la Commissione per i servizi e i prodotti dell’Autorità, con delle parole chiare e nette in suo favore, ha infatti deliberato l’archiviazione del procedimento relativo alla famosa serie spagnola di Antena3. Alla faccia dei perbenisti e di coloro che tuonavano contro la serie perché “induceva chiaramente i giovani all’omosessualità e al sesso spinto”. L’AGCOM, rilevate la sensibilità e le criticità di determinate tematiche trattate, ha invece preso atto che le scene appaiono giustificate dal plot narrativo e anzi queste risultano scevre di qualsiasi attenzione morbosa e particolari gratuiti.

Per Freccero – che parlava di serie pedagogica – si tratta di una vittoria sofferta ma meritata: come ricorderete, il Direttore di Rai4 si ritrovò suo malgrado protagonista sul giornale diretto da Maurizio Belpietro con la trascrizione della conversazione (privata) con il giornalista Francesco Borgonovo, in cui si lasciò andare ad epiteti forti contro lo stesso giornalista (“Complimenti per il tuo articolo di merda” – “Fascisti, siete un giornale di merda“) ma anche contro i piani alti di viale Mazzini – allora c’era Lorenza Lei alla guida della Rai – parlando di amicizie un po’ particolari tra la Direzione Generale e alcuni ambienti ecclesiastici.

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25
gennaio

DM LIVE24: 25 GENNAIO 2013. AGCOM SANZIONA TGLA7, A SKYTG24 E’ CAPODANNO, MARIA CARMELA HA FREDDO

Enrico Mentana Tg La7

Enrico Mentana Tg La7

>>> Dal Diario di ieri…

  • AgCom sanziona… Mentana replica

WHITE-difensore-di-vieniviaconme ha scritto alle 10:04

L’agcom ha sanzionato il Tg La7. Ecco la risposta di Mentana che ha inoltre scritto su Twitter che questa storia non lo ha fatto dormire tutta la notte.

  • A SkyTg24 è Capodanno
jonathan ha scritto alle 20:08

Su SKYTG24 al termine del telegiornale delle 19:00 anziché mandare in onda la sigla normale mandano quella di Natale con scritto Buon Anno.

  • MariaCarmela ha freddo

tania ha scritto alle 17:45





17
gennaio

PAR CONDICIO, L’AGCOM RICHIAMA TG4 E STUDIO APERTO. SU TGLA7 E TGCOM24 TROPPO SPAZIO A MONTI

Mario Monti

Per stavolta è una semplice ammonizione: la seconda in quindici giorni. Ma, se le violazioni registrate non verranno corrette, l’Agcom farà scattare le sanzioni vere e proprie. L’Autorità Garante per le Comunicazioni ha rilevato nuovi squilibri in tema di par condicio, richiamando i principali tg nazionali a quaranta giorni dal voto. In particolare, il Garante ha attestato in Studio Aperto e Tg4 un’eccessiva presenza del Pdl, nel TgLa7 una sovraesposizione di Mario Monti a discapito di Pd e Pdl, in Tgcom24 una sottopresenza del Pd e troppo spazio al Premier.

Nel dettaglio, analizzando il periodo dal 7 al 13 gennaio, l’Autorità ha riscontrato che per il Tg4 e Studio Aperto «si è ridotto lo squilibrio registrato nelle settimane precedenti con riferimento al dato relativo a tutte le edizioni dei telegiornali, mentre permangono nelle edizioni principali dei citati telegiornali evidenti squilibri per l’eccessiva presenza del Pdl (68,77% nel Tg4 e 74,90% in Studio Aperto) rispetto a tutti gli altri soggetti politici». Il Garante ha ordinato un immediato equilibrio, da assicurare entro il 20 gennaio prossimo.

Soffermandosi poi sui notiziari di TiMedia (Tg La7, Tg La7d e Mtv News), l’Agcom ha evidenziato una sovraesposizione del premier Mario Monti in qualità di soggetto politico, una sottopresenza di Pdl e Pd e una assenza di Fli e Italia dei Valori. Quest’ultima, però, appoggerà la Rivoluzione Civile di Ingroia, che secondo i dati ha goduto di sovraesposizione assieme al MoVimento di Grillo.


28
novembre

TG2: MULTA DI 50 MILA EURO PER L’INTERVISTA AL MINORENNE SALVO PER MIRACOLO DOPO L’ALLUVIONE DI GENOVA

TG2

TG2

L’AgCom ha multato il TG2 per il pessimo servizio che l’inviata Daniela Orsello del telegiornale diretto da Marcello Masi aveva confezionato per l’edizione delle 13 in occasione dell’alluvione che colpì la città di Genova a fine 2011. Con poca delicatezza, la giornalista si era infatti avvicinata ad un adolescente di 16 anni (accompagnato dal padre) per chiedergli di raccontarle i momenti “salienti” dell’alluvione. Lo stesso adolescente però, intrappolato nel fango in cantina, si era salvato poche ore prima per miracolo mentre la madre non era purtroppo riuscita ad uscirne salva.

Tra l’indignazione generale, la testata è poi corsa ai ripari nell’edizione successiva delle 20.30 scusandosi con i telespettatori per il grave errore commesso, dovuto alla concitazione e la drammaticità della situazione, e ribadendo con forza che tra le mission del telegiornale vi è proprio quella di evitare qualsivoglia sfruttamento del dolore, sopratutto quando sono coinvolti dei minori.

Ma le scuse, anche del Direttore Masi, non sono bastate. A distanza di un anno, l’Agcom è intervenuta sanzionando per 50 mila euro la Rai per quel servizio, come annunciato in una nota dal Consiglio nazionale degli utenti, considerando il fatto una evidente violazione del codice per la tutela dei minori, che la Rai, essendo anche servizio pubblico, è tenuta a maggior ragione a rispettare.

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26
settembre

LA LEGA NORD DENUNCIA ALL’AGCOM LA ‘SISTEMATICA CENSURA’ DEL TG3

Lega Nord- Roberto Maroni

Che il verde non sia esattamente il colore preferito del terzo canale era cosa nota anche alle statue di bronzo, nonostante le sempre belle speranze della rete tradizionalmente più dotta del servizio pubblico. La Lega Nord non gradisce però il trattamento riservato ai rappresentanti della riscossa padana negli ultimi tempi e si rivolge all’Agcom portando con sé alcune cifre, a loro dire controprova di un atteggiamento ostile da parte della linea editoriale del Tg 3.

”I dati riportati mostrano inequivocabilmente la sistematica censura, da parte del Tg3, della Lega Nord e dei suoi esponenti che dal primo al 23 settembre compreso, quindi in un arco di oltre tre settimane, hanno avuto un solo minuto a video. In ben 31 delle 46 edizioni principali monitorate (14.20 e 19.00) la Lega Nord non è stata citata e i suoi esponenti non sono andati in onda né in video né in sonoro. Il Carroccio in questo lasso di tempo è stato citato 9 volte (10 se conteggiamo il riferimento al caso giudiziario che ha coinvolto l`ex tesoriere Belsito).”

Questi i numeri che il responsabile della comunicazione del partito, Davide Caparini, porta all’attenzione dell’autorità garante per l’equilibrio e il pluralismo dell’informazione. Da quando i Verdi eredi di Bossi hanno lasciato il governo non aderendo alla big coalition a sostegno del risanamento tecnico il vessillo della Lega e le acque sacre del Po’ sembrano essere uscite di scena dai titoli e dalle scalette di Bianca Berlinguer e compagni.

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