Par Condicio



1
febbraio

Var Condicio: nel preserale di La7 arriva il «moviolone» elettorale

Marco Fratini

Contro le mirabolanti promesse da campagna elettorale, il TgLa7 di Enrico Mentana attiva il «moviolone». Si intitola Var Condicio il nuovo spazio quotidiano d’approfondimento che la rete terzopolista trasmetterà da lunedì 5 febbraio alle 19.15, con l’obiettivo di passare al vaglio le dichiarazioni dei principali esponenti politici in vista del voto.




25
gennaio

Par condicio, l’Agcom richiama cinque Tg. Dura replica di Mentana: «Patetico, offensivo»

Enrico Mentana

Ce n’è per tutti. In piena campagna elettorale, e a poco più di un mese dal voto, l’Agcom ha rivolto richiami ai notiziari delle principali emittenti per il mancato rispetto della par condicio. In riferimento al periodo 15-21 gennaio, il Garante per le Comunicazioni ha espresso rimostranze per le rilevate disparità sul “tempo di parola” (fruito da un soggetto politico in voce diretta, senza mediazione giornalistica) e sul “tempo di notizia” (attribuito dai tg alle varie forze politiche per esprimere la loro posizione). Ma alcune testate hanno duramente contestato le doglianze dell’Authority.


20
gennaio

Par condicio, l’Agcom richiama Lilli Gruber per la puntata con De Benedetti. Lei si scusa: «Non succederà più»

Lilli Gruber, Carlo De Benedetti

Chiedo venia, non succederà più“. Lilli Gruber ha dovuto fare pubblica ammenda. A denti stretti, certo, ma non aveva alternativa. Ieri sera, in diretta su La7, la conduttrice di Otto e Mezzo ha porto le proprie scuse a seguito di un richiamo arrivatole dall’Agcom per violazione della par condicio. L’Autorità Garante, infatti, ha messo in evidenza una scorrettezza avvenuta mercoledì scorso durante l’ospitata di Carlo De Benedetti, il quale – contravvenendo alle norme sulla comunicazione pre elettorale – aveva espresso la propria intenzione di voto.





14
ottobre

REFERENDUM COSTITUZIONALE, PAR CONDICIO IN RAI: ECCO IL REGOLAMENTO

Referendum costituzionale

La recente ospitata di Matteo Renzi a Politics avrà messo in crisi i garanti della parità referendaria. Su Rai3, infatti, il premier ha dato vita ad un serrato botta e risposta con i suoi intervistatori, sfidando così il ferreo regolamento sulla par condicio varato di recente dalla Commissione di Vigilanza. Il provvedimento, attuato in vista del referendum costituzionale di dicembre, è stato approvato all’unanimità con alcune modifiche rispetto al testo iniziale, apportate per arrivare ad una formulazione pienamente condivisa.


23
aprile

UNA BUONA STAGIONE: IVANO MARESCOTTI “TAGLIATO” PERCHE’ CANDIDATO ALLE EUROPEE. L’ATTORE ACCUSA LA RAI DI CIALTRONAGGINE

Una Buona stagione - Ivano Marescotti

Proprio ieri sera vi abbiamo parlato di Ivano Marescotti e del fatto che in Una Buona Stagione si cimentava finalmente con un ruolo positivo e diverso dai soliti traffichini che interpreta. Ebbene, se vi avevamo incuriositi rimarrete a bocca asciutta, a meno che non recuperiate le puntate già andate in onda della fiction ambientata tra le vigne del Trentino: il suo personaggio, Neri Ferrari, non c’è più.

Una Buona stagione: eliminato il padre della protagonista Silvia

La Rai ha infatti deciso di tagliare tutte le scene in cui compariva Marescotti perché l’attore si è candidato alle prossime Europee nella lista Tsipras e, secondo la norma sulla par condicio, i candidati non possono apparire durante la campagna elettorale in programmi di intrattenimento. Una scelta che ha presumibilmente reso necessario un nuovo lavoro di montaggio per ovviare all’assenza di Ferrari, che nella storia aveva un ruolo secondario ma importante, in quanto padre di Silvia (Luisana Lopilato) ed alleato del protagonista Andrea Masci (Ricardo Dal Moro) nel tentativo di creare il tanto agognato vino. L’agronomo era poi fondamentale nella linea narrativa che riguardava la sua storia d’amore con Elisabetta (Anna Melato) e la battaglia di quest’ultima per ritrovare suo figlio: che ne sarà adesso di tutto il materiale che li riguarda? Dubbi legittimi che hanno scatenato le “ire” dell’attore, come leggiamo su Repubblica.

“Hanno tagliato anche il nome dai titoli, una cosa veramente inedita ed inaudita. Hanno tagliato le scene a spregio del pubblico senza neanche avvisare. Ed è sparito il padre della protagonista [...] Questa non è par condicio, ma è manipolazione di un’opera dell’intelletto. Danneggia gli altri attori che lavorano con me. La regia, la scrittura, il montaggio e il pubblico che vede una cosa manipolata e censurata. Una cosa che non si può fare”.

Una Buona stagione, Ivano Marescotti, candidato alle Europee, spara a zero sulla Rai





8
aprile

PAR CONDICIO, COLPACCIO DI RAI3: 9 PROGRAMMI SU 14 AUTORIZZATI A PARLARE DI POLITICA SONO DELLA RETE DI ANDREA VIANELLO. C’E’ ANCHE IL CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO

Fabio Fazio

Ora non ci sono più scuse: siamo in par condicio a tutti gli effetti. Il periodo di garanzia in vista delle prossime Elezioni europee era scattato il 18 marzo scorso, ma di fatto le disposizioni sono entrare in vigore solo pochi giorni fa, il 2 aprile per l’esattezza, dopo la pubblicazione dei Regolamenti sulla Gazzetta Ufficiale. Così, sono diventate operative le regole che garantiranno una parità di trattamento mediatica alle forze politiche coinvolte nella consultazione del prossimo 25 maggio.

Dopo la presentazione delle candidature, gli spazi delle tribune elettorali saranno ripartiti tra le liste dei candidati che interessano almeno un quarto degli elettori. Norme altrettanto precise riguarderanno i tg ed i programmi d’approfondimento. Nel regolamento approvato dalla Vigilanza Rai si legge che tutti dovranno uniformarsi ai criteri del pluralismo, della completezza, della imparzialità, dell’obiettività e – novità di quest’anno – dell’equilibrata rappresentanza di genere. Alcune regole sono in comune con l’Agcom, che controllerà i privati nazionali.

Per il servizio pubblico, tuttavia, ci saranno più vincoli. I direttori responsabili dei programmi Rai dovranno infatti controllare anche i contributi filmati, la composizione e il comportamento del pubblico in studio, nonché la ricostruzione delle vicende narrate, garantendo un “contraddittorio in condizioni di effettiva parità“. Nel periodo di garanzia, saranno 14 i programmi del servizio pubblico autorizzati ad ospitare i politici e, tra questi, nove sono di Rai3. Un bel colpo per la rete di Andrea Vianello.

Par condicio: i programmi Rai che ospiteranno politici

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3
febbraio

PAR CONDICIO: DOPO LA LEGGE ELETTORALE VA RIFORMATA (O ABOLITA?)

Angelino Alfano, Bruno Vespa, Matteo Renzi

Agli italiani importa poco (o quasi). Ma in tv non si parla d’altro. La proposta di riforma della legge elettorale tiene banco nei talk show ormai a tutte le ore, soprattutto dopo l’intesa scattata tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Nei giorni scorsi, i due avrebbero trovato l’accordo su modello che introduce il premio di maggioranza dal 37% dei voti e fissa lo sbarramento al 4,5%. Favorevoli e contrari commentano le proposte sul tavolo, provando a immaginare i futuri scenari della politica.

Qualcosa si muove, ma è evidente che il processo di rinnovamento sia ancora agli inizi. Sistemata la legge elettorale, infatti, bisognerà fare i conti anche con un altro tema annoso e collaterale alla politica: quello della par condicio. Sì, perché le nuove regole avranno ripercussioni sulla gestione - anche mediatica – delle campagne elettorali: sarà una guerra all’ultimo (tele)voto. L’occupazione degli spazi televisivi tornerà d’attualità e, visti anche gli atteggiamenti maneschi degli giorni, voleranno ‘gomitate’ tra vecchie e nuove forze politiche. Alla faccia dell’equilibrio auspicato, passeremo dal confronto tra i punti vista a quello tra i punti di sutura.

Ironia a parte: l’attuale par condicio stabilisce che tutti i partiti abbiano uguale spazio sui media, indipendentemente dalla loro consistenza elettorale. Tuttavia, oltre a favorire – in linea teorica – le formazioni più piccole, questo criterio si è spesso rivelato di difficile applicazione ed ha anche generato situazioni paradossali. Nel 2010, ad esempio, il Cda e la Vilanza Rai fermarono la messa in onda dei talk show ad un mese dalle elezioni, mentre nel 2011 si tentò (senza esito) di equiparare i talk alle tribune politiche. Per non parlare di più recenti scaramucce sul minutaggio concesso a questo o quello schieramento.

Par condicio: va cambiata o abolita?

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28
giugno

BRUNETTA, ESPOSTO ALL’AGCOM CONTRO I PROGRAMMI DI FAZIO E ANNUNZIATA: VIOLATI PLURALISMO E PAR CONDICIO

Renato Brunetta

Politica e tv sono due poli che non si capisce se siano positivi o negativi: si attraggono e si respingono allo stesso tempo, portando conseguenze. Le ultime sono gli esposti che il presidente dei deputati del Pdl, Renato Brunetta, ha presentato all’Agcom, l’Autorità garante per le comunicazioni, nei confronti di Fabio Fazio e Lucia Annunziata. Esposti che arrivano dopo delle interrogazioni già presentate in commissione sul medesimo tema.

Brunetta, che ha evidentemente preso sul serio il suo ruolo di guida della delegazione del Popolo della Libertà in Commissione di Vigilanza Rai, ha cominciato dunque a fare le pulci ai programmi che maggiormente si occupano di politica, in particolare quelli che virano a sinistra per definizione. Ecco dunque che, come leggiamo sul Corriere, In mezz’ora avrebbe violato la par condicio perché su 29 puntate “ben 14 hanno ospitato appartenenti al Pd e solo 2 il segretario del Pdl Angelino Alfano”. Brunetta afferma altresì che Che tempo che fa avrebbe violato il pluralismo visto che su 60 puntate “sono stati ospitati ben 20 del Pd” mentre del centrodestra solo 4.

I due programmi sarebbero dunque sfacciatamente di parte, il che ha spinto Brunetta a procedere. Ma l’economista e personaggio politico veneto ha anche altre questioni irrisolte, quantomeno nei confronti dell’Annunziata che, in qualità di direttore dell’Huffington Post, lo avrebbe definito in un titolo Il killer dei mercati, passo falso e incomprensibile per il quale è stata da lui bocciata in economia e bocciata in giornalismo.