Interviste


Le più importanti interviste ai personaggi della televisione italiana.


15
dicembre

ANTONELLA CLERICI ‘PUNGE’ SCOTTI, ZALONE E I PROGRAMMI DI CUCINA. E SU MARIA DE FILIPPI: “VORREI LAVORARE CON LEI. HO UN’IDEA BELLISSIMA”

Antonella Clerici

Sempre col sorriso, anche quando c’è da togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Antonella Clerici, passata la sbornia del sabato sera con Ti lascio una Canzone, si gode l’altra sua personale fatica (La Prova del Cuoco), quest’anno abbinata alla Lotteria Italia. Ma il tanto bistrattato (non dai telespettatori, però) baby talent ha ancora qualcosa da dire: venerdì 23 dicembre, su Rai 1 a partire dalle 21.10, va in onda lo speciale dedicato al Natale.

Ed è proprio il programma con tutti i “suoi” bambini a renderla raggiante, nonostante – numeri alla mano – il sabato sera targato De Filippi sia risultato sempre vincente (ad eccezione della Posta Prioritaria, inevitabilmente superata dalla finale di Ti lascio una Canzone). Ma, si sa, in tv c’è sconfitta e sconfitta… e chissà che in futuro le due conduttrici non si ritrovino a dividere lo stesso palcoscenico:

“Onestamente devo dire che, nella normale programmazione, ho sempre perso con Maria De Filippi – dichiara la Clerici a Chi – Ci sentivamo la domenica per commentare i risultati e ogni volta l’ho riconosciuto. Ma ho raggiunto il mio scopo: darle filo da torcere e rilanciare la serata clou di Rai 1 (…) E’ una cara amica e, in futuro, vorrei lavorare con lei. Ho un’idea bellissima, ma non posso dire niente. Abbiamo un sacco di cose in comune. Siamo anche dello stesso segno: Sagittario”.

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12
dicembre

GIOVANNI FLORIS: LA CONCORRENZA DI LA 7 CI FA VENIRE VOGLIA DI DARCI DA FARE

Giovanni Floris a Ballarò

L’hanno più o meno fatto intendere sia Roberto Benigni con l’ironico ringraziamento alla precedente fase politica per i frequenti spunti regalati ai comici, sia Fiorello presagendo la difficoltà a fare satira sull’austero e sobrio Monti, per adesso ben parodiato dal solo Maurizio Crozza. Ci pensa però Giovanni Floris a smentire quest’equazione governo tecnico-scarsa televisività.

Il conduttore di Ballarò in un’intervista a Il Venerdì di Repubblica rompe gli indugi e racconta la propria percezione di questa fase di transizione, limitatamente all’aspetto che più lo coinvolge, il talk show. Sul poco appeal televisivo dei personaggi del nuovo governo la sua risposta è categorica:

“Secondo me è sbagliato guardare alla composizione di un esecutivo come al casting di un reality ed è sbagliato pensare che a Ballarò sia centrale l’ospite. [...] Gli ospiti sono importanti ma più importante è centrare l’argomento e la chiave di lettura dei fatti. Noi siamo giornalisti: la gente ci segue se raccontiamo bene, in maniera equilibrata, quello che succede nel Paese.”

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9
dicembre

LICIA COLO’ BOCCIA FIORELLO (E NON SOLO): NON CAPISCO COME SI FACCIA A FARE IL 44% CON UNO SPETTACOLO COSI’

Licia Colò

Alla faccia… del Kilimangiaro! Chi l’avrebbe mai detto che Licia Colò, rassicurante volto della domenica pomeriggio targata Rai 3, avrebbe sparato a zero sulla tv di oggi, a cominciare da Il più grande spettacolo dopo il weekend, programma evento della stagione ma che la conduttrice boccia senza appello. In un’intervista rilasciata a Vero, la Colò non si lascia “fregare” dallo share esagerato portato a casa da Fiorello:

Io l’ho trovato noioso e per nulla innovativo. Forse sarò strana io. Mi ricorda i vecchi spettacoli e non mi sembra che si sia rinnovato. Non ha fatto un brutto programma, per carità, ma a me non ha entusiasmato. Non capisco come si faccia a fare il 44 per cento di share con uno spettacolo così. Beato lui che ci riesce, tutta invidia la mia (ride, ndr)!”.

E a proposito di share, la conduttrice di Alle falde del Kilimangiaro si dichiara felice per i risultati portati a casa fin qui dal suo programma che, in un panorama televisivo sempre più ampio – dove la “concorrenza generalista” fatica a confermare i numeri delle precedenti stagioni – ha saputo mantenere il suo zoccolo duro di affezionati:

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7
dicembre

INTERVISTA AD ALBA PARIETTI: SONO INNAMORATA DI UN PRETE… WILD WEST E’ STATO IL PROGRAMMA PIU’ BRUTTO CHE HO FATTO

Alba Parietti

[Mattia Buonocore per Vero Tv] Tra alti e bassi da più di vent’anni Alba Parietti è sempre sulla cresta dell’onda. Nella sua carriera ha fatto di tutto: l’opinionista, la conduttrice, l’attrice e la cantante. E ha avuto una vita privata costellata da amori da prima pagina. Tante storie che ha sempre vissuto intensamente senza però mai farsi distogliere dall’unico e vero amore della sua vita: suo figlio Francesco, nato dal matrimonio con Franco Oppini. Ecco a voi la signora Parietti.

Dopo un lungo esilio, a sorpresa, recentemente sei ritornata su Raiuno, ospite de L’Arena di Giletti.

Non so  fino a che punto sia stato un ritorno vero. Piuttosto è stato un evento eccezionale che non ha avuto altre conseguenze. Comunque ringrazio Giletti, ma anche a Bruno Vespa e a tutte le maestranze Rai, che mi hanno sempre sostenuto in questi anni di assenza.

L’anno scorso ti abbiamo vista a L’Isola dei famosi, opinionista insieme a Nicola Savino e Luxuria che con ogni probabilità saranno rispettivamente conduttore e inviato della nuova edizione. Cosa puoi dirci di loro?

Sono una bell’accoppiata, due persone di grandissima personalità.

Invece tu ritorneresti?

Non so se tornerei a fare l’opinionista, sono molto impegnata a crescere professionalmente con alcune scelte che sto intraprendendo come l’esperienza fatta con Alballoscuro.

Rivedremo una nuova edizione?

Non lo so se torna ma è una cosa di cui vado fiera e che funzionato molto bene, con punte del 5% su La7. E’ un programma cult, che costava poco e alla gente piaceva. C’erano anche delle cose che ritengo geniali come l’inserimento di un pubblico virtuale che sembrava un capolavoro d’arte moderna.

 Qual è la cosa più bella che hai fatto in tv?

Per il pubblico credo Macao o Galagol. Per me Grimilde, e ancora oggi mi domando il motivo per cui non sia stato fatto. Oltretutto so per certo che il direttore di Italia1, Luca Tiraboschi, mi ha sempre sostenuta. Il programma dove mi sono divertita di più è La piscina su Raitre, uno dei varietà più innovativi.

E quella più brutta?

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2
dicembre

MARIA DE FILIPPI: BALLANDO AVRA’ LA MEGLIO SU ITALIA’S GOT TALENT. SANREMO? MAI

Maria De Filippi

Un’altra stagione di C’è Posta per te è stata archiviata e, seppur con qualche telespettatore in calo rispetto alle passate edizioni, il sabato sera targato Maria De Filippi si è confermato ancora vincente sulla concorrenza. Ma il tempo di esultare è poco: tra poco più di un mese (7 gennaio 2012) scatta un’altra sfida, la terza che vede la conduttrice del Biscione opposta a Milly Carlucci e il suo Ballando con le Stelle. Maria si gioca la carta Italia’s Got Talent 3, ma stavolta sembra sicura che non sarà lei a trionfare:

Sono certa, e non mi vergogno a dirlo, che Ballando avrà la meglio – dichiara in un’intervista a Il Giornale – Noi abbiamo davvero poche possibilità di batterli. Soprattutto per la tipologia di pubblico che al sabato sera guarda la tv: lo show della Carlucci corrisponde perfettamente a quelle aspettative. Ballando è un bel programma, molto ben consolidato, è un vero e proprio show, con grandi ospiti, mentre Italia’s conta su tanti diversi sapori. Noi comunque cercheremo di fare la nostra parte”.

Meno preoccupata, invece, per la rivoluzione che sta scuotendo la tv, in particolare quella generalista. L’offerta è sempre più ampia e, come lei stessa dichiara, “il telespettatore non si accontenta più di far la spesa al solito banco”. Ma non per questo cambia il suo modo di fare televisione, al quale non ha alcuna intenzione di rinunciare:

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2
dicembre

MICHELE CUCUZZA: “VORREI TORNARE CON UN PROGRAMMA NUOVO MA NON HO L’ASTINENZA DAL VIDEO”

Michele Cucuzza

Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare dell’assenza in Rai di Caterina Balivo, ma c’è un altro ‘escluso’ che merita attenzione al pari, o forse di più, della napoletana in rotta con Mazza: Michele Cucuzza. Ventitrè anni di onorata carriera non sono bastati al volto storico de La Vita in Diretta (programma che ha condotto dal 1998 al 2008) per essere riconfermato dalla tv di Stato nella stagione in corso. Il diretto interessato non si dispera, pur accettando mal volentieri la “panchina”, ed auspica un possibile ritorno:

“Ci tengo a chiarire che non ho assolutamente l’astinenza dal video. Posso assicurare che è così – dichiara Cucuzza in un’intervista a Vero – Ma mi piacerebbe riuscire a trovare una collocazione adeguata nei palinsesti televisivi per dare un contributo, magari con un programma nuovo. Io ho fatto tantissime cose, dal telegiornale (ha condotto il Tg2, ndDM) sino ai primi passi dell’infotainment in Italia con La Vita in Diretta, una trasmissione che ho contribuito a creare. Anzi, quando ho cominciato a condurla era quasi uno scandalo che un telegiornalista potesse occuparsi di personaggi dello spettacolo”.

Un decennio, quello alla conduzione del programma pomeridiano di Rai 1, che l’ha portato ad essere considerato uno dei volti di punta nel daytime dell’ammiraglia di Viale Mazzini. Poi la decisione dell’azienda di cambiare: via Cucuzza e dentro Lamberto Sposini. All’ex padrone di casa fu affidata la conduzione di Uno Mattina ma, con il nuovo passaggio del testimone (avvenuto lo scorso settembre) a Elisa Isoardi e Franco Di Mare, ora Cucuzza si ritrova fuori dai giochi.

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29
novembre

GIANLUIGI NUZZI A DM: CON ‘GLI INTOCCABILI’ I SEGRETI D’ITALIA SENZA L’IPOTECA DEL PREGIUDIZIO. TOLTO BERLUSCONI I TALK SHOW PERDONO ASCOLTI

Gianluigi Nuzzi

Una trattativa clamorosa, micidiale. Senza via d’uscita. E una mano tesa alla ‘ndrangheta da parte delle Istituzioni. Inizierà così, con uno squarcio sui rapporti tra Stato e mafia, il racconto de Gli Intoccabili, la nuova trasmissione d’inchiesta condotta da Gianluigi Nuzzi su La7. Il programma, un viaggio sottotraccia nella “zona grigia” del Paese, esordirà stasera alle 23.10 con una storia in grado di far sobbalzare dalla sedia anche il magistrato Nicola Gratteri. “E’ la prima volta che sento di una trattativa” ha detto il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, ospite in studio della prima puntata. E questo è solo l’inizio. Gli Intoccabili passerà in rassegna tutti i centri nevralgici del potere, svelando intrecci pericolosi e retroscena inediti. Per saperne di più abbiamo parlato direttamente con il conduttore del nuovo format giornalistico di La7.

Gianluigi, innanzitutto oggi chi sono gli Intoccabili?

Sono fondamentalmente quelle reti di potere sottese e poco conosciute in Italia che possono essere di criminalità economica, finanziaria, di criminalità organizzata. Sono anche le cosiddette ‘cricche’, le lobby che tengono in pugno pezzi della nostra società.

Vi sarete fatti tanti bei nemici…

Ma no, perché tutto dipende da come racconti le cose. I nemici te li fai se colpisci sotto la cinta, se sei scorretto. Noi invece citiamo notizie, documenti, abbiamo tesimonianze in esclusiva: questa è l’ossatura del programma. Siamo una trasmissione che vuole proporre un giornalismo d’inchiesta scevro dalle teorie, e questo avviene grazie ad una redazione mista nella quale convergono esperienze diverse. Il nostro racconto non avviene per sentito dire, ma portiamo i protagonisti, le carte. Poter creare una propria squadra e affrontare i grandi segreti italiani senza l’ipoteca del pregiudizio è il grande sogno di ogni giornalista. Noi, in particolare, ci occuperemo di vicende quotidiane, recenti, che possono avere un’influenza specifica sulla nostra vita.

E infatti stasera parlerete di ‘ndrangheta.

La prima puntata è micidiale perché noi sveliamo trattative tra Stato e antistato che non sono quelle siciliane ma sono trattative che si sono verificate nel 2007. Stasera vedrete il protagonista del nostro racconto, un ufficiale di polizia giudiziaria, che racconta il ruolo nevralgico da paciere che ha avuto tra i boss della ‘ndrangheta coinvolti nella faida di Duisburg, nel 2007, dove morirono sei persone. Mentre si sviluppava l’indagine c’era una parte dello Stato che cercava di evitare una guerra di mafia. E questa è una cosa clamorosa.

Ci puoi già anticipare qualcosa sulle prossime puntate?


28
novembre

MARCO SALVATI A DM: AVANTI UN ALTRO, UN ONE MAN QUIZ IN CUI PAOLO DA’ IL MEGLIO DI SE’. HO UN CRUCCIO: RIPORTARE LA TALPA IN TV.

Marco Salvati

E’ una delle menti di Avanti un Altro, il game di Paolo Bonolis che ha riacceso il preserale di Canale5 dopo anni di ’soccombenza’ nei confronti del consolidato quiz trasmesso dall’ammiraglia della tv di Stato. Abbiamo cercato di rintracciare e definire le ragioni del successo insieme a Marco Salvati, storico autore di Bonolis, che non si tira indietro quando si tratta di annunciare anche i nuovi progetti che lo riguardano e che coinvolgono Lorella Cuccarini e Paola Perego. Lo fa con noi di DM perchè “a differenza degli altri blog televisivi che noi addetti ai lavori seguiamo, non riducete tutto a ‘top’ e ‘flop’ ma analizzate i numeri e circostanziate sempre tutto“.

Tanto per iniziare, quando la finirai di fare domande a doppio senso?

Ma non c’è nulla di peccaminoso! E’ soltanto un gioco bambinesco com’è un po’ nella nostra natura. Il doppio senso è sempre bonario.

Secondo te in bocca a Paolo nulla diventa volgare?

Il linguaggio di Paolo, quello che abbiamo sviluppato negli anni, è un linguaggio a tre livelli: un primo livello molto bambinesco, quello delle gag con Luca, della parolina detta e non detta, uno sberleffo elementare; poi c’è un secondo livello nazional popolare, per tutti, con tematiche più larghe, che dai bambini si solleva ad un pubblico più vasto; e il terzo, quello a cui teniamo di più, è per pochi, fatto di battute e di giochi di parole che a una mente semplice e non allenata possono non dire nulla ma che, se letti in profondità, sono messaggi veri e propri, fini, subliminali. Sono un po’ come quelle cose astratte che se, però, le guardi in profondità… ti esce un’altra cosa. E’ una fierezza professionale di poter dire una cosa che non tutti avranno colto, ma che noi abbiamo avuto piacere a dire.

Beh, è un linguaggio che ti permette di acchiappare un pubblico più vasto…

Il pubblico dei tre livelli. Quando dicono che Chi ha incastrato Peter Pan è un programma per bambini è l’errore più grande che possano fare. E’ un programma CON i bambini ma assolutamente per adulti.

Secondo te, risiede anche in questa tripliche chiave di lettura il successo di Avanti un Altro rispetto ad altri esperimenti preserali?

E’ un successo enorme che va al di là delle aspettative. Noi venivamo dalle repliche estive di un programma che in quella fascia faceva il 9% di share e che ora abbiamo portato quasi al 22%. La storia dei preserali insegna che per cambiare le abitudini degli italiani in quello slot ci impieghi anni; noi siamo riusciti a mettere il 2 davanti (si riferisce al 2o% di share, ndDM) in due mesi. Nel target commerciale, sino a 65 anni, siamo leader assoluti con share che tocca quasi il 25% con un distacco rispetto alla concorrenza di quasi 10 punti. I nostri competitor, di cui parlo solo bene, nella fascia over 65 fanno dei numeri spaventosi ma noi siamo consapevoli di fare un programma per un target prevalentemente commerciale.

Il pubblico aveva voglia di divertirsi?

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