12
dicembre

GIOVANNI FLORIS: LA CONCORRENZA DI LA 7 CI FA VENIRE VOGLIA DI DARCI DA FARE

Giovanni Floris a Ballarò

L’hanno più o meno fatto intendere sia Roberto Benigni con l’ironico ringraziamento alla precedente fase politica per i frequenti spunti regalati ai comici, sia Fiorello presagendo la difficoltà a fare satira sull’austero e sobrio Monti, per adesso ben parodiato dal solo Maurizio Crozza. Ci pensa però Giovanni Floris a smentire quest’equazione governo tecnico-scarsa televisività.

Il conduttore di Ballarò in un’intervista a Il Venerdì di Repubblica rompe gli indugi e racconta la propria percezione di questa fase di transizione, limitatamente all’aspetto che più lo coinvolge, il talk show. Sul poco appeal televisivo dei personaggi del nuovo governo la sua risposta è categorica:

“Secondo me è sbagliato guardare alla composizione di un esecutivo come al casting di un reality ed è sbagliato pensare che a Ballarò sia centrale l’ospite. [...] Gli ospiti sono importanti ma più importante è centrare l’argomento e la chiave di lettura dei fatti. Noi siamo giornalisti: la gente ci segue se raccontiamo bene, in maniera equilibrata, quello che succede nel Paese.”

L’ipotesi di vedere presto il ministro Giarda, simpaticamente canzonato nell’ultima copertina, per il suo aspetto non proprio cool o le altre donne del governo (dato che la Fornero è già stata in studio dimostrando peraltro una buonissima dose di autoironia) secondo Floris è possibile. Allo stesso tempo il giornalista ci tiene a precisare che non reputa corretta l’idea secondo cui il partecipare a programmi televisivi leda l’autorevolezza e l’istituzionalità delle figure.

In genere a Ballarò chi è preparato, sereno e sicuro di sé, fa una bella figura, chi non lo è ci rimette. Ma credo che chi ricopre responsabilità pubbliche non possa esimersi dal confronto con chi la pensa diversamente, né sottrarsi alle domande dell’informazione.

Sulla concorrenza della rampante La7, capace di incalzare come poche la cronaca, e sul successo del suo approfondimento nel post Berlusconi, ma anche nel post Santoro, Floris non si sbottona più di tanto cercando di rimanere più british possibile, e soprattutto di non sbilanciarsi sul personale rimanendo alla riflessione sui massimi sistemi:

“Mi piace pensare che esista un pubblico per tutti, su tutte le reti. Io Santoro lo guardo, e mi guarderei anche Ballarò. [...] Ho sempre respirato solo l’aria di Raitre. Era ottima, è rimasta ottima. Ed in più è elettrica: la concorrenza di La 7 ci sta facendo venire sempre più voglia di darci da fare.”

Sul successo di Maurizio Crozza, sempre cliccatissimo e seguitissimo con i suoi exploit e strategica calamita di telespettatori con i suoi prologhi sempre pepati e mai spuri di considerazioni politiche ficcanti, l’amico Floris commenta:

“E’ molto bravo. Ha la forza della semplicità: la sua satira fa ridere, e tanto. E’ sempre un passo avanti all’attualità”.

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1 Commento dei lettori »

1. Giuseppe ha scritto:

12 dicembre 2011 alle 17:08

L’analisi di Floris è condivisibile. Ballarò ha il suo punto di forza proprio nella conduzione giornalistica priva del gigionismo che invece , per esempio, caraterizza quella di Santoro, e del teatrino urlante fine a se stesso privilegiando, appunto, i contenuti. Per quanto riguarda la concorrenza penso sia meglio per tutti che il martedì ci sia solo Ballarò.



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