7
aprile

Pagelle TV della Settimana (30/03-5/04/2020). Promossi Doc e Gaia Gozzi. Bocciata La Casa di Carta

Gaia Gozzi

Gaia Gozzi

Promossi

9 a Doc – Nelle Tue Mani. La nuova fiction di Rai1, con oltre 8 milioni di spettatori registrati nella seconda puntata, è la scelta prediletta dagli italiani in questo periodo di quarantena. Ancora un colpaccio per Lux Vide, capace di sfatare il tabù dei medical drama all’italiana che – tranne rarissime eccezioni – non hanno mai funzionato. Del resto, spesso l’errore è stato quello di puntare sulla coralità mentre in questo caso c’è  un personaggio principale che domina con una storia nella storia.

8 a Cine 34. L’ultimo nato dei canali Mediaset è partito col piede giusto arrivando a farsi largo in un territorio iper-competitivo. Merito di un posizionamento chiaro che ha trovato un nuovo modo di declinare il già visto (canale di cinema sì, ma italiano); nella settimana appena trascorsa ha raggiunto l’1.3% di share battendo Rai Movie e portandosi ad un passo da Real Time e Rai4.

7 a Gaia Gozzi. Forse non era la più amata dal pubblico di Amici 19, di sicuro era la più pronta a livello discografico e anche questo è un parametro che nell’attuale contesto, insieme al talento, può legittimare una vittoria. Riuscirà l’affermazione nel talent di Canale 5 a darle quello che non le ha regalato il secondo posto ad XFactor?

6 a Musica che Unisce. Il tentativo è stato nobile ma la lunga parata di voci della musica, probabilmente pur di non scontentare nessuno, si è sbrodolata sin troppo. Inoltre sono mancati elementi che dessero calore e stemperassero (qui maggiori info).

Bocciati

5 a La Casa di Carta 4. La serie Netflix ripete se stessa in un eterno ritorno sempre più inverosimile. E se i primi capitoli davano segni di dinamicità, qua è tutto più fermo (qui la recensione).

4 al tweet di RaiPlay - poi cancellato – che invitava il pubblico a raschiare il fondo del barile scegliendo la piattaforma streaming di Viale Mazzini (qui maggiori info). Va bene la pubblicità alternativa ma in questo caso si è forse osato troppo. Inoltre, a quel punto, meglio non cancellare il cinguettio e provare a cavalcare quella linea.

3 alla proposta di Matteo Salvini di dedicare un canale Rai alle lezioni (qui maggiori info). Buon 1999!

2 al mancato “coordinamento” tra Rai e Che Tempo Che Fa. Come spesso accaduto, anche questa volta lo show di Fabio Fazio segue regole proprie: mentre la Rai evita i comunicati stampa sugli ascolti optando per una comunicazione secca dei dati, dall’entourage del programma si sbandierano picchi con toni trionfali.

1 all’invasione di repliche. Mossa comprensibile, considerati gli investimenti pubblicitari che scarseggiano e le difficoltà produttive, tuttavia si potrebbe sfruttare l’occasione anche per osare di più proponendo qualcosa di valido che in altri periodi non si proporrebbe temendo ripercussioni negative sull’audience.



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