23
giugno

AMARCORD, LA TV CHE APRIVA PER FERIE: SENZA RETE

Senza Rete

In tempi di crisi economica, quando anche gli show televisivi di punta sono costretti a tirare la cinghia e ad accontentarsi di budget ridotti e di ospiti improvvisati anche in pieno periodo di garanzia, non ci stupiamo che soprattutto in estate, quando la maggior parte dei telespettatori va in vacanza, anche il tubo catodico ne approfitti per chiudere per ferie. Eppure non è stato sempre così. Un tempo, neanche troppo lontano, anche durante la stagione più bella dell’anno la tv offriva spettacoli e produzioni innovative che, sfruttando anche grandi risorse artistiche ed economiche, non avevano nulla da invidiare ai tanto celebrati show invernali di prima serata.

Proprio per rinfrescare la memoria degli addetti ai lavori, e non solo, proponiamo, a partire da oggi e per tutta la stagione estiva, una nuova rubrica amarcord che celebra proprio quella tv che rimaneva accesa sotto l’ombrellone, attraverso il ricordo delle trasmissioni televisive entrate nella storia della tv pubblica e commerciale.

Cominciamo il nostro viaggio da Senza Rete, popolarissimo programma andato in onda per dieci estati consecutive a partire dal 1968. Dapprima previsto per il giovedì sera e successivamente, dalla terza edizione in poi, promosso alla più prestigiosa serata del sabato, il varietà andava in onda dall’auditorium Rai di Napoli, tornato ultimamente in auge grazie al grande successo di Ti lascio una canzone. La formula, molto semplice, prevedeva l’esibizione di una coppia di cantanti tra i più popolari dell’epoca che si esibivano, contrariamente a quello che avveniva nelle altre trasmissioni televisive, rigorosamente dal vivo, “senza rete” appunto, proponendo per tutta la durata dello spettacolo un medley delle loro canzoni più famose.

A fare da contraltare all’esibizione era prevista la presenza di un presentatore-attore che interrompeva i momenti canori il più delle volte con dei siparietti o monologhi comici. Tra i vari padroni di casa, nel corso delle varie edizioni, ricordiamo Enrico Maria Salerno, Paolo Villaggio (non ancora baciato dai fasti “fantozziani”) un Enrico Montesano ad inizio carriera, il sempre presente Pippo Baudo (conduttore dell’edizione del 1974) ed un giovanissimo Lino Banfi che cominciava a farsi conoscere accanto ad un più esperto Alberto Lupo sbiascicando l’improbabile dialetto pugliese che da lì a poco avrebbe fatto la sua fortuna.

La curatissima regia dello show, famoso per le inquadrature dei cantanti che camminavano in mezzo all’oceanico pubblico partenopeo in quello che all’epoca si diceva fosse l’auditorium più grande d’Europa, portava la firma di Enzo Trapani, un maestro della nostra televisione, mai abbastanza ricordato, al quale dobbiamo la realizzazione dei più innovativi spettacoli televisivi della tv a cavallo tra anni ’70 e ’80, Fantastico in primis.

Tra i numerosi ospiti musicali che si sono alternati nel corso degli anni ricordiamo Mina, protagonista di una memorabile esibizione con Giorgio Gaber, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Milva, Marcella Bella, Mia Martini, i Pooh e Claudio Baglioni, a cui fu dedicata una puntata monografica nel 1975 sull’onda del successo del suo album Poster. Ma Senza Rete rappresentò anche il debutto televisivo del giovane e sfortunato cantautore calabrese Rino Gaetano che proprio in quella trasmissione presentò la celebre Spandi spendi effendi vestito alla sahariana con una pompa di benzina in mano.

L’indice di gradimento (all’epoca non era ancora utilizzato l’auditel) del programma segnò, per tutte e dieci le stagioni, un risultato elevatissimo, compreso quello dell’ultima edizione del 1977, di nuovo condotta da Lino Banfi. Ma ormai, in piena era psichedelica, tra l’imperante discomusic e la neonata tivù a colori, non c’era più spazio nel palinsesto per un varietà classico, retaggio di una società dei primi anni ’70 che, ora in piena evoluzione, si preparava ad uscire dall’austerity per entrare nei frastornanti anni ’80, quelli del riflusso e della rinascita economica. E così anche Senza Rete, dopo quasi dieci anni di onorata carriera televisiva, dovette cedere il passo ai più moderni telefilm e spettacoli musicali fatti di luci, playback e videoclip. Ma questa è un’altra storia…

Di seguito un video di Mina e Giorgio Gaber tratto da Senza Rete:



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3 Commenti dei lettori »

1. ANGELO ha scritto:

23 giugno 2010 alle 17:32

BEI TEMPI PURTROPPO ANDATI, ADESSO ABBIAMO A GENTILE RICHIESTA…



2. SaraLurker ha scritto:

24 giugno 2010 alle 00:00

BELLISSIMA QUESTA RUBRICA!

io sono preparatissima perchè questo per me è materiale di studio per la tesi in questo momento.

Trapani credo sia stato il miglior regista televisivo in assoluto, davvero mai sostituito.

Rivedere per alcuni più grandi, e vedere per la prima volta per noi che ancora non eravamo nati, questi spezzoni è gioia per l’anima.

Non è una questione di rimpianto per i tempi andati è che televisione così non se ne fa più da molto tempo.



3. Tinina ha scritto:

24 giugno 2010 alle 13:32

Un paio di giorni fa’ ho rivisto, su RAI EXTRA, un vecchio programma in bianco e nero con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini: che meraviglia!!! Innanzi tutto il bianco e nero rende tutto più magico, ma poi la TV fatta da chi la sa fare (attori, showmen e showgirl, registi, ballerini, coreografi ecc. ecc.) non la TV di oggi che viene affidata ad ex tronisti che vogliono fare i conduttori ma non sanno mettere insieme soggetto, verbo e complemento! Oppure soubrettine di 4 ordine che l’unica cosa che sanno (e possono) fare è mostrare a più non posso il loro seno, rigorosamente rifatto, o il loro lato B! E poi ci lamentiamo che certi programmi sono un flop!! E ti credo!



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