3
giugno

UNA TV ALLA CANNA DEL GAS

Tv Spazzatura

Tv Spazzatura

Non ci vuole di sicuro un fine critico televisivo per bocciare sonoramente l’offerta televisiva degli ultimi anni. E succede anche che, in presenza di un’intuzione giusta – venga messo in discussione l’operato di un signor professionista che da anni riesce a tenere acceso, con costante successo, il daytime pomeridiano di una rete come Rai 1 che certamente non brilla per originalità e avanguardia.

Il matrimonio di Valeria Marini. E’ stato questo l’annoso problema che ha tenuto banco in Viale Mazzini nelle prime settimane di maggio. Pensate un po’, ci si pone il problema di aver trasmesso un “evento” che ha catalizzato per la prima volta nella moribonda domenica pomeriggio della tv italiana oltre 3 milioni di spettatori con uno share del 23%. E’ come se, in sostanza, un’azienda alimentare, riscontrato il successo nelle vendite di un nuovo prodotto, decidesse di ritirarlo dal commercio perchè troppo calorico e tagliasse al contempo la testa di chi quel prodotto l’ha voluto sul mercato.

Certo, il matrimonio della Marini non è un momento di alta televisione e non risponde alla mission precipua (ma non esclusiva) del servizio pubblico. Ma viene spontaneo chiedersi: “ma perchè si deve essere sempre e costantemente ‘alti’?”. La chiave di qualsiasi successo è il giusto mix tra alto e basso, tra popolare e aulico. Perchè se con l’aulico ottemperi ad una funzione educatrice, con il popolare soddisfi e comprendi i bisogni della gente comune.

Accade così che a dire la cosa più giusta sia stato il blogger Zoro che alla domanda di Bernardini nel corso di Tv Talk “una storia come questa (il matrimonio della Marini, ndDM), ti ci divertiresti a raccontarla?” risponde:

moltissimo. Sono le situazioni che mi divertono di più. Più il contesto è diverso da me, più mi diverto. [...] Sono cose che vanno raccontate e che rappresentano il Paese molto meglio di tanti talk show.”.

La verità è che la televisione generalista nostrana si sta accartocciando su se stessa, incapace di scegliere, osare, sperimentare e spendere, scevra da condizionamenti esterni, ma capacissima di cannibalizzare anche quel poco che funziona. Rovinandolo. E l’altra verità è che al timone dell’italico piccolo schermo ci sono ormai professionisti che di televisione ne capiscono ben poco. Ed anche quando sono chiamati a svolgere ruoli dirigenziali vanno sempre e costantemente ad interferire con il lato artistico, del quale – ormai è chiaro – non ne conoscono le logiche, non ne comprendono i meccanismi, facendo scelte che – oltre a non essere di loro competenza – non soddisfano le richieste del pubblico.

E poco conta la crisi, diventata ormai la scusa principale per ridurre budget, giustificare insuccessi ma incassare flop. D’altronde è risaputo che in periodi poco floridi – per uscirne – è necessario investire. Prendete ad esempio la parola ‘crisi’ in Cina: è identificata da due ideogrammi che rappresentano l’uno il pericolo, l’altro l’opportunità.

In Italia invece no, c’è solo il pericolo. Quel pericolo che ha determinato un’ennesima stagione tv incapace di sfornare nuovi prodotti, rinnovarne altri, lanciare volti nuovi sostituendo quelli vecchi, facendo attenzione però a conservarne la memoria. Perchè ormai è alla memoria che dobbiamo ricorrere per ricordare una televisione che potesse definirsi tale.

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10 Commenti dei lettori »

1. fabulous ha scritto:

3 giugno 2013 alle 13:38

io non trovo che questo sia il periodo peggiore che la tv abbia vissuto. forse per le generaliste lo è,ma esiste tutto un sottobosco di produzioni,piccole e creative,che pian piano si affacciano sulle tv digitali,da real time a la3. il punto credo che sia come si racconta un “evento” come quello del matrimonio di valeria marini. se lo fai con un sano spirito goliardico,ci fai anche una bella figura. se lo fai come lo ha fatto la rai,la figura è piuttosto triste. è un po come per il grande fratello,fenomeno popolare,che molti snobbavano,guardando solo la versione gialappas. ecco,quello è un ottimo esempio di come cambi la prospettiva,sul medesimo evento



2. Davide Maggio ha scritto:

3 giugno 2013 alle 13:40

fabulous: d’accordissimo con quello che hai scritto. Infatti ho specificato ‘tv generalista’. Sono d’accordo anche sul ‘modo in cui si racconta un “evento” come il matrimonio della Marini. Pero’ non credi che in un periodo come questo, visto il successo riscosso, si poteva chiudere un occhio? Come a dire, il ‘richiamo’ ci stava… ma il polverone no.



3. Luca ha scritto:

3 giugno 2013 alle 14:07

già…poi uno capisce il successo di reti mordi e fuggi come real time, dall’ascolto distratto o dal sapore ancora sognante e magico di una rete nata relativamente da poco e con un grande seguito…è la nuova tv, quella che ancora riesce ad andare bene…così come i canali tematici, con i loro pubblici specifici, sia della digitale che della satellitare…speriamo che la generalista non muoia definitivamente con la prossima stagione a colpi di crisi, flop e scelte sbagliate…basterebbe solo passione, buon senso e voglia di fare…invece ben altre logiche muovono tutto e si va incontro alla rovina…



4. Michele ha scritto:

3 giugno 2013 alle 14:15

@Davide Maggio A prososito di flop ma quest’anno niente TeleRatti?



5. Davide Maggio ha scritto:

3 giugno 2013 alle 14:15

Michele: certo! Ma abbiamo pensato ad una nuova collocazione. Presto saprete :-)



6. Michele ha scritto:

3 giugno 2013 alle 14:15

*A proposito



7. Marco89 ha scritto:

3 giugno 2013 alle 14:38

Ah bene, meno male per i Teleratti. E’ che ormai non riesco più a tenere a mente delle cose, da quante sono, tra flop e ” ultime parole famose”…è una rubrica spassossima!
Comunque concordo in tutto e per tutto con l’ articolo. In ogni caso, Real time propone sicuramente qualcosa di buono anche se è una rete che non guardo mai, però pure il factual prima o poi stancherà.
E aggiungo pure, che non vedo tutta questa cosa meravigliosa neanche tra i canali minori, tra repliche e programmi molto discutibili.



8. Gabriele90 ha scritto:

3 giugno 2013 alle 15:30

Non posso che concordare con chi ha scritto questo articolo (dall’applicazione non vedo il nome). Molti hanno la puzza sotto il naso quando si parla di tv: “ah il quel programma non lo guardo è troppo trash” e poi la realtà è ben diversa. È giusto contrapporre una tv educativa e rispettosa ad una più goliardica e perché no, anche trash. Sai che palle a vedersi ore di soli talk politici o tematiche sulla crisi e effetti?



9. lele ha scritto:

3 giugno 2013 alle 18:00

la rai avrebbe potuto raccontare l’evento senza essere così trash e commerciale, preferendo appunto una lettura più ironica.
spero comunque che i programmi di toaff spariscano presto dai palinsesti rai



10. lucio voreno ha scritto:

3 giugno 2013 alle 19:31

Analisi lucida, concordo su tutto quello che hai scritto.



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