Bilancio



2
maggio

Mediaset, il bilancio 2017 torna all’utile. Crescono gli stipendi dei top manager: Confalonieri doppia Piersilvio

Piersilvio Berlusconi

Dopo la batosta economica dell’anno precedente, con perdite record causate dal braccio di ferro con Vivendi, nel 2017 Mediaset è tornata all’utile. L’azienda di Cologno Monzese – si legge nel bilancio della stagione conclusasi il dicembre scorso – ha registrato un utile netto di 90,5 milioni, a fronte del buco da 294,5 milioni di euro che nel 2016 aveva gravato sulle casse del gruppo. “Usciamo da un momento molto complicato” ha ammesso il vicepresidente Mediaset Piersilvio Berlusconi, che si è detto soddisfatto per i recenti risultati. Ecco i dati.




27
ottobre

Rai, approvato il contratto di servizio: ecco gli impegni presi. Il bilancio semestrale chiude in rosso

Rai, Mario Orfeo e Monica Maggioni

Il primo semestre ha chiuso in rosso (tutta colpa del canone, o quasi). Ma a Viale Mazzini sono fiduciosi: per il 2017 è previsto un “sostanziale pareggio”. Il CdA Rai ha dato il proprio via libera alla semestrale e soprattutto allo schema di contratto di servizio, cioè l’insieme degli impegni assunti dal servizio pubblico per il futuro nei confronti dei contribuenti. Tra gli obblighi imposti dall’azienda, l’avvio di un nuovo canale in inglese ed il sostegno ai produttori indipendenti.


29
aprile

Mediaset Premium: perdita da 384 milioni. Ecco il bilancio 2016 della pay tv

Mediaset

Il 2016 è stato un annus horribilis per le casse di Mediaset Premium. Nell’esercizio della stagione appena archiviata, la pay tv del Biscione ha infatti registrato una perdita record da 384 milioni di euro. Il dato, di tre volte superiore rispetto all’anno precedente (quando il difetto era stato di 83 milioni), emerge dalla relazione di bilancio 2016 stilata dal gruppo di Cologno.

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20
aprile

Mediaset: perdita di 294,5 milioni nel 2016. Berlusconi: «Senza il caso Vivendi saremmo in pareggio»

Piersilvio Berlusconi

Profondo rosso. Il mancato accordo con Vivendi per la cessione di Premium è stato una batosta per i bilanci di Mediaset. Nel 2016, infatti, il Biscione ha registrato una perdita di 294,5 milioni di euro, la peggiore di sempre nella storia del gruppo. Un dato in netta controtendenza rispetto al rendiconto del 2015, quando la società aveva segnato un utile di 4 milioni. “Senza la vicenda Vivendi avremmo chiuso il 2016 in pareggio” ha detto l’AD di Mediaset Pier Silvio Berlusconi


17
novembre

UN MEDICO IN FAMIGLIA 10, ASCOLTI IN CALO: LO SCANDALO ANNUCCIA NON S’AVEVA DA FARE?

Un Medico in Famiglia 10

Siamo stati i primi a svelarvi l’incredibile colpo di scena che è poi stato al centro delle trame di Un Medico in Famiglia 10 ed ora, quando manca una sola settimana all’epilogo della decima annata della fiction Publispei (stasera la penultima puntata, qui le anticipazioni), è arrivato il momento di trarne un bilancio: il fatto che Anna (Eleonora Cadeddu) non fosse figlia di Lele (Giulio Scarpati) ha fatto male alla salute della fiction?





4
maggio

RAI: APPROVATO IL BILANCIO 2015. PERDITA INFERIORE AI 30 MLN, CALANO I RICAVI PUBBLICITARI

Rai

In Rai han dato i numeri. Il Consiglio di amministrazione odierno ha infatti dato il via libera al bilancio consuntivo del 2015, di cui Viale Mazzini ha ufficializzato il resoconto. E le cifre divulgate cifre soddisfano il DG Antonio Campo Dall’Orto, visto che le perdite sono inferiori ai 30 milioni di euro. Il top manager, audito oggi in Commissione di Vigilanza, ha spiegato che l’obiettivo di contenere la perdita è stato raggiunto grazie a due elementi: “il controllo dei costi e una risalita degli introiti della pubblicità“. Vediamo il bilancio 2015 nel dettaglio.


11
aprile

GUBITOSI: “LA POLITICA IN RAI DEVE ESSERCI”. POI, UNA STOCCATA A GRILLO E ALLA VIGILANZA

Luigi Gubitosi

La Rai archivia il 2013 con un bilancio economico in positivo. Il rendiconto della passata stagione, approvato ieri all’unanimità dal Consiglio d’Amministrazione di Viale Mazzini, registra infatti un utile netto di 5 milioni di euro, a fronte della perdita di 245 milioni subita nel 2012. “Il risultato – ha spiegato il Direttore Generale Luigi Gubitosi – è stato possibile grazie ad una riduzione dei costi che ha compensato il calo dei ricavi, in particolare della pubblicità”.

Al contempo, però, sul servizio pubblico grava un elevato tasso di evasione del canone (la perdita ammonterebbe a circa 20 milioni di euro), assieme alla crescita dell’indebitamento finanziario, che ha toccato quota 441 milioni rispetto ai 366 dell’anno precedente. E il 2014 potrebbe rivelarsi un anno economicamente più impegnativo, vista la presenza dei Mondiali di calcio e di nuovi investimenti da affrontare. Smentite le indiscrezioni di un suo immediato addio alla Rai, Gubitosi si appresta ad affrontare la sfida, forte della una fiducia espressa nei suoi confronti dal Governo.

Gubitosi su politica in Rai e ruolo della Vigilanza

Ed è proprio sul rapporto tra Rai e politica che ieri, durante la presentazione del bilancio 2013, il top manager ha espresso le parole più significative, destinate a far discutere e creare qualche frizione:

“La politica deve esserci. ‘Fuori la politica dalla Rai’ è uno slogan che non mi piace. La politica deve esserci, l’importante è che ci sia una politica con la P maiuscola, quella sui grandi temi (…) Credo però che ci siano stati dei collegamenti con la politica sbagliati. Il nostro editore è il Parlamento, il nostro obiettivo è il pluralismo e la Commissione di Vigilanza deve sorvegliare il pluralismo, come lo fa l’Agcom. E nel momento in cui qualcuno non si limitasse in Commissione di Vigilanza a non sorvegliare il pluralismo ma avesse delle altre finalità, allora secondo me questo creerebbe un problema…”

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3
giugno

UNA TV ALLA CANNA DEL GAS

Tv Spazzatura

Tv Spazzatura

Non ci vuole di sicuro un fine critico televisivo per bocciare sonoramente l’offerta televisiva degli ultimi anni. E succede anche che, in presenza di un’intuzione giusta – venga messo in discussione l’operato di un signor professionista che da anni riesce a tenere acceso, con costante successo, il daytime pomeridiano di una rete come Rai 1 che certamente non brilla per originalità e avanguardia.

Il matrimonio di Valeria Marini. E’ stato questo l’annoso problema che ha tenuto banco in Viale Mazzini nelle prime settimane di maggio. Pensate un po’, ci si pone il problema di aver trasmesso un “evento” che ha catalizzato per la prima volta nella moribonda domenica pomeriggio della tv italiana oltre 3 milioni di spettatori con uno share del 23%. E’ come se, in sostanza, un’azienda alimentare, riscontrato il successo nelle vendite di un nuovo prodotto, decidesse di ritirarlo dal commercio perchè troppo calorico e tagliasse al contempo la testa di chi quel prodotto l’ha voluto sul mercato.

Certo, il matrimonio della Marini non è un momento di alta televisione e non risponde alla mission precipua (ma non esclusiva) del servizio pubblico. Ma viene spontaneo chiedersi: “ma perchè si deve essere sempre e costantemente ‘alti’?”. La chiave di qualsiasi successo è il giusto mix tra alto e basso, tra popolare e aulico. Perchè se con l’aulico ottemperi ad una funzione educatrice, con il popolare soddisfi e comprendi i bisogni della gente comune.


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