22
marzo

THE VOICE OF NOTRE DAME DE ITALIE

The Voice - Pasquale e Michele Tibello di Lucera FG

The Voice - Pasquale e Michele Tibello di Lucera FG

Terza puntata delle Blind Auditions, esattamente uguale alle altre se non per un particolare: le dinamiche interne scoccate nella giuria di The Voice. Se Piero Pelù (qui il suo team) continua imperterrito il suo personalissimo show fra consigli ai candidati e sottili provocazioni ai colleghi, Raffaella Carrà rimane sempre più ancorata al ruolo di “conduttrice mancata” del talent ormai orfano di un Troiano schiavo di un repertorio scarsamente originale se non piegato ai consueti “Su, giratevi” e “Forza, su”. La signora del Tuca Tuca è iperattiva, scherza con i cantanti e dispensa la solita telegenia, spingendosi a volte un po’ oltre.

Il suo eccessivo protagonismo, i suoi continui “brividi” per la voce di turno e la promessa del “fare grandi cose insieme”, finisce con lo stonare al punto da spingere il maestro Riccardo Cocciante ad evidenziare come la Carrà sappia “vendersi” egregiamente. Il problema è che, dopo un breve siparietto in cui intona il motivetto “Mi vendo”, il caschetto più famoso del piccolo schermo ci rimugina su e, nel successivo rvm, chiarisce la sua mission e la voglia di mettersi in gioco con umiltà e divertimento, da brava “scolaretta” richiamata dal maestro. Agli antipodi dell’energia e dell’empatia della Carrà, Noemi (qui il suo team) continua a non destare particolari sorprese, perennemente braccata da un timore e una ritrosia che mal si addicono a una “leonessa”. Degna erede di Fabio Massimo “Il Temporeggiatore”, la cantante si rifugia nel solito alibi della più giovane dei coach, ribadisce il valore aggiunto dello strumento musicale malgrado lo riconosca di rado al primo ascolto e cerca continuamente il confronto con i colleghi, come l’inopportuno “Ti serve?” rivolto a Piero Pelù sulla scelta di Jacopo Sanna scambiato, evidentemente, per una figurina Panini.

Il riscatto (finalmente) non tarda ad arrivare. E’ proprio con Lorenzo Campani che la leonessa, a mo’ di Richard Parker in Vita di Pi, sfodera gli artigli combattendo per reclutare il cantante quarantenne nella sua squadra. Si sa, in guerra tutto è concesso e non passa molto prima che Noemi prenda in giro Pelù sul suo cerimoniale legato al “fare grandi cose insieme”, sulla corrente d’aria che invade lo studio facendo rabbrividire di continuo la Carrà e sulla tecnica ricercata da Cocciante. “So di essere quella con meno esperienza qui, ma se verrai con me faremo un grande lavoro insieme [...] Yes we can!. Peccato che, malgrado la volontà e il motto Obamiano, il giovane gli preferisca Riccardo Cocciante (qui il suo team). E come dargli torto? Garbato, equilibrato e professionale, il compositore cerca la “voce” con serietà e impegno, attento più alla qualità e alla tecnica della performance che ai siparietti improvvisati dagli altri coach.

D’altronde, se una buona parte di concorrenti proviene da esperienze pregresse nei suoi spettacoli e musical, tanto da rendere il talent più simile a un The Voice of Notre Dame de Italie, una ragione ci dovrà pur essere. E’ così che Lorenzo, interprete di Clopin e Quasimodo nel suo lavoro, malgrado quattro poltrone girate, si dirige immediatamente verso Cocciante, Maestro di stile quanto di vita. E anche quando SuperPiero tenta di smuovere la scelta di Federica Celio ammonendo il cantante di “Bella senz’anima” del solito genere da serenata, il Maestro non si scompone e ribatte: Non faccio solo delle cose che somigliano a me. A me piace il rock, piace il blues…Mi piace tutto!” . Certo, dopo tre puntate, le Blind Audition esauriscono, pian piano, le cartucce, ma consolidano le personalità e i caratteri dei coach, finalmente più sciolti e interessanti (a differenza di Fabio Troiano).

QUI TUTTE LE FOTO DELLE ESIBIZIONI E IL LIVE DELLA TERZA PUNTATA DI THE VOICE

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11 Commenti dei lettori »

1. Matto ha scritto:

22 marzo 2013 alle 02:31

Posso dirlo? Noemi è la coach che mi è piaciuta di più stasera e ha ancora la squadra più forte…comunque per domani mi aspetto delle sorprese dall’auditel…



2. Luigi ha scritto:

22 marzo 2013 alle 07:44

Il format di The Voice è abbastanza intrigante ma in Italia gli autori non sanno come sviluppare a pieno le sue potenzialità, come tanti altri prodotti/show acquistati all’estero. Il cast di un programma è fondamentale e in Italia non sanno mai azzeccare quello giusto. Nel caso di The Voice è fondamentale avere un cast formato da cantanti/cantautori di grande spessore, a parte Cocciante e un pochino Piero P agi altri sembrano totalmente fuori posto. La Raffa per quanto popolare e amata possa essere non è una cantante in grado di giudicare a livello tecnico le esibizioni dei vari partecipanti, Noemi ha poca esperienza, troppo giovane nel settore,e questo lo si nota molto nei loro giudizi…imparagonabili a quelli dati da un Cocciante. Inoltre agli Italiani purtroppo piacciono gli inciuci, le liti e il gossip… cose che pian piano stanno introducendo nel programma rendendo le interazioni tra i 4 coach al limite del patetico! Il discorso è troppo lungo da spiegare….e cmq mi aspetto un drastico calo nei dati d’ascolto. Peccato!



3. Luigi ha scritto:

22 marzo 2013 alle 07:49

…..poi la totale ASSENZA di un conduttore VERO fa il resto!



4. lara ha scritto:

22 marzo 2013 alle 08:56

Ok lo so, è un’annotazione frivola, però alla terza puntata potevano fare un cambio di vestiti.



5. Andrea ha scritto:

22 marzo 2013 alle 10:22

Che il conduttore sia assente fa parte del format, un po’ di retroscena prima di e durante l’esibizione. Il problema del nostro è che risulta un po’ forzato e recitato nei suoi atteggiamenti (esempio: durante l’esibizione tifa più lui dei parenti).

L’assenza di bisticci per me non è un problema, la versione inglese è così. Trovo però che il programma sia ripetitivo, i coach dicono sempre e solo le stesse cose, a chiunque, che li prendano o meno. E odio che quando non scelgono qualcuno la frase più ricorrente sia “perché non mi sono girato?”, “avrei dovuto girarmi”. Cavoli, fallo! Capisco che ti possa sbagliare una volta, ma è un continuo “mi sono pentito di non essermi girato”! Sembra che li stiano prendendo in giro.
Tre ore di un programma ripetitivo sono veramente, incredibilmente pesanti.
Questa delle sedie girevoli è la parte del programma che rende di più in termini di ascolti, dovrebbero sfruttarla un po’ meglio, ma purtroppo molto dipende anche dal quartetto.
Se dovessero esserci dei cali (spero di no) questi saranno con l’inizio dei live, dove davvero il format non offre nulla di particolare o avvincente.



6. dany ha scritto:

22 marzo 2013 alle 10:37

ma sempre a criticare criticare e criticare…THE VOICE er’ un gran programma e anche ieri e’ andato benissimo….e questo grazie e soprattutto alla presenza della mitica e CARRA’…..che nel mondo ha venduto un casino di dischi e sicuramente se ne intende molto in fatto di musica……..



7. Marco89 ha scritto:

22 marzo 2013 alle 11:15

Beh gli ascolti continuano a salire, X factor non li ha mai fatti in anni e anni di programmazione e non si può dire che The voice non abbia concorrenza. Non vedo perchè cambiare se il format funziona, anche perchè è già tutto registrato. A me la giuria piace, a volte non mi convince nelle motivazioni però mi stanno tutti simpatici, per svariati motivi. Noemi sta mettendo in piedi la squadra più forte e Cocciante è il più credibile. E’ uno show fatto totalmente di musica, forse un pò buonista ma sinceramente meglio sia così piuttosto delle sferzate di cattiveria a volte improponibili e gratuite tali da risultare comunque false, tipiche di altri talent ( es: Masterchef).
Io comunque tipo per ora per Mattia Lever, squadra Cocciante.



8. cigno ha scritto:

22 marzo 2013 alle 12:10

e’ uno show vero fatto da grandi voci comunque e da veri professionisti,non si usano le liti finte e le cattiverie varie e programmate per fare ascolto….e THE VOICE sta dimostrando che non ne ha bisogno….



9. Luigi ha scritto:

22 marzo 2013 alle 16:56

Sono un po’ OT. Ma chi ha deciso ieri che The Voice dovesse essere trasmesso in alta definizione, mentre la partita no? Mi sembra un’assurdità! Forse un solo canale HD per la Rai è troppo poco. Se chiudessero Rai scuola per risparmiare banda non se ne accorgerebbe nessuno…



10. Dario Manili ha scritto:

23 marzo 2013 alle 13:49

Per il momento fino all’ultima puntata delle Blind Auditions il ruolo di Troiano è ininfluente come quello di Annicchiarico a IGT.



11. Èmy ha scritto:

23 marzo 2013 alle 23:40

Anche io ho notato che i vestiti sono sempre uguali.. Pessima idea..



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