13
aprile

VOGLIA DI FLOP?

Uno, Due, Tre Stalla @ Davide Maggio .it

L’Italia è un paese strano. Il popolo italico (quanto meno una gran parte) anzichè dispiacersi per qualcosa che va male, prova una sorta di sadica soddisfazione per gli insuccessi incassati da qualcosa o qualcuno con cui, bene o male, interagisce quotidianamente.

E molto spesso non ci si limita ad apprezzare dall’esterno una situazione di per sè non positiva ma si “spinge” affinchè possa accadere l’irreparabile.

Tra questi “qualcosa e qualcuno” ci sono la televisione e i Suoi patinati protagonisti.

La considerazione nasce spontanea leggendo una serie di recensioni sull’ultimo reality show prodotto da Endemol per Canale5 “Uno, due, tre stalla“.

Che sia un clone de La Pupa e il Secchione e conseguentemente poco originale, ci sta.

Che sia l’ennesimo reality della stagione e non se ne possa più, ci sta.

Che la D’Urso forse è il caso che torni a fare la Dottoressa Giò, ci sta.

Che il programma in sè per sè non sia particolarmente stimolante, anche.

Ma affermare in maniera perentoria che il programma del prime time del mercoledi dell’ammiraglia del Biscione sia un flop, lo trovo davvero eccessivo.

Prendiamo i dati auditel della scorsa puntata del reality (quella di mercoledi 11 u.s.).

Uno, Due, Tre Stalla ha totalizzato 4.029.000 ascoltatori con uno share del 18,35%.

Risultati che di per sè non sono esaltanti, non ci piove. Ma contestualizzandoli e considerando la concorrenza che prevedeva nientepopodimenoche la partita di Champions League Bayern Monaco - Milan (che ha realizzato il 29.92% di share con 8.155.000 ascoltatori) io oserei parlare di risultati più che sufficienti.

Per amore di onestà, va detto che, dopo gli esordi deludenti, sono state adottate alcune misure per evitare il rischio flop, come la sostituzione del capo progetto Simona Ercolani col gruppo creativo di Maria De Filippi in veste di “amichevole” consulente.

Maria La Sanguinaria, non se l’è fatto dire due volte e ha trasformato il reality in un programma a sfide che vede schierati, gli uni contro gli altri, i protagonisti del programma, contadini e vallette. Una sorta di Amici in versione bucolica, insomma.

Ciliegina sulla torta: l’ingresso di Filippo Bisciglia, ex inquilino della casa del Grande Fratello (sesta edizione), entrato nel reality al solo scopo di dare man forte alla vallette.

I contorti e diabolici meccanismi defilippici ha sortito l’effetto desiderato e si è giunti a quei risultati più che sufficienti dei quali parlavo qualche riga più su. 

Risultati più che sufficienti anche e soprattutto in considerazione di quella che tutti definiscono “crisi dei reality” ma che per me è, più semplicemente, una acquisita capacità del pubblico italiano a saper prendere le distanze dal reality a tutti i costi.



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8 Commenti dei lettori »

1. TETE ha scritto:

13 aprile 2007 alle 09:28

Ciao Davide, ottima analisi.. concordo con te su tutta la linea. ciao



2. cetty ha scritto:

13 aprile 2007 alle 10:54

MI associo al complimento, ma credo che la DURSO,con i suoi pseudo reality abbia stufato.mi e capitato di vedere 15minuti di programma e mi sono chiesta,chi fossero tutte quelle ragazze xche, a parte la valletta di Mike Bongiorno,le altre non so che facciano.Mah!!poveri noi….ora mai non sanno piu cosa inventarsi:il prossimo reality dove lo faranno..in unSeminario,con aspiranti preti???



3. France ha scritto:

13 aprile 2007 alle 11:12

Hai ragione Davide, tra i reality, e tra gli altri generi di programmi tv, cè, ovviamente quello che va meglio e quello che va peggio…è giusto cos!



4. Giga ha scritto:

13 aprile 2007 alle 16:27

Ciao, Concordo pienamente anche se sarebbe il caso di parlare del fatto che ormai il telespettatore da qualche anno a questa parte venga considerato un demente(nel significato più stretto del termine rifacentesi al latino demens). Forse un pò meno spazzatura in tv e qualche film in più farebbe riprendere agli italiani la voglia di soffermarsi ad osservare quellelettrodomesti ormai in pieno declino. Grazie Ciao



5. Vieri ha scritto:

13 aprile 2007 alle 19:04

Sono uno di quelli che gode quando un programma (deficente) va male. E vero che non fa male a nessuno e forse è fatto anche bene però penso che la citata goduria provata da me e molti altri sia lunico modo che abbiamo per vendicarci di programmi che ci propongono come frutto di questa societ . Siccome penso che la realt sia unaltra e siccome ultimamente trash=reality, allora godo (beninteso, godo anche del flop ventura-teocoli). Datemi di visionario moralista ma preferisco un programma dignitoso fatto da professionisti (lultimo sanremo, le storie di augias, la bignardi, insinna) che un programma urlato e super pubblicizzato fatto da conduttori incoerenti e velinie figli di mora.



6. Davide Maggio ha scritto:

13 aprile 2007 alle 20:10

@ Vieri : non credere, io sono daccordo con Te. Ma sinceramente parlare di flop mi sembra davvero fuori luogo. Se poi dovessimo passare ad analizzare il programma…beh… ci sarebbe da parlare allinfinito :-)



7. Lucylle ha scritto:

14 aprile 2007 alle 19:35

Guardavo i primi reality, quelli in cui si poteva ancora sperare in qualche barlume di trasparenza e di autenticit . Adesso è tutto artificioso, palesemente pilotato e ultimamente non si preoccupano nemmeno più di nasconderlo. E mi riferisco anche ad altri programmi, come “”Scherzi a parte”". I primi erano veramente divertenti, ma ora sono smaccatamente fasulli e la gente, per fortuna, non sempre è disposta a lasciarsi prendere in giro.



8. valerio ha scritto:

17 aprile 2007 alle 11:07

ciaoooo io u due tre stalla lo guardo e lo trovo molto divertemte a me i reality nn hanno stfato anziiii… comunque meglio la stalla che la pupa e la secchiona in cui mi sembrA TUTTO FINTO…. comunque riguardo all auditel condivido con te….



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