9
novembre

La Regina degli Scacchi è magnetica

La Regina degli Scacchi - Anya Taylor-Joy

La Regina degli Scacchi - Anya Taylor-Joy

“Quelli come te non hanno vita facile. Due facce della stessa medaglia: da una parte il talento, dall’altra il prezzo da pagare”. Con queste parole si potrebbe riassumere il senso della nuova serie Netflix La Regina degli Scacchi; parole che Mr. Shaibel (Bill Camp), il custode di un orfanotrofio, rivolge alla piccola ospite Beth Harmon (Isla Johnston) mentre le insegna a giocare a scacchi, rendendosi conto di trovarsi di fronte ad un genio al quale, suo malgrado, donerà un’ossessione e cambierà la vita per sempre.

Tutto parte dalla vigilia dell’incontro più importante che Beth, ormai donna, deve affrontare per diventare un “grande maestro” di scacchi. Da lì si dipana un lungo flashback e, se la prima delle sette puntate mostra la protagonista bambina, sola dopo il suicidio della madre, poi ne affronta l’adolescenza e la maturità, in un rincorrersi di piani temporali in cui si incastra una storia particolare, mai banale, pulsante e piena di silenzi.

Punto di forza della serie è l’interpretazione magnetica di Anya Taylor-Joy, che si trasforma senza difficoltà da adolescente disagiata a donna famosa (cresciuta troppo in fretta), giocando sì con i look e il trucco ma soprattutto con lo sguardo, capace di parlare da solo, accendersi e spegnersi a seconda del momento. La sua Beth è un personaggio complesso, con una psiche delicata, dipendente da alcool e farmaci e dagli stessi scacchi, ma con un talento innato che la porterà a superare molti pregiudizi, e soprattutto sfidare il ruolo imposto alle donne negli anni ‘60. Per una come lei, come dice il suo sfidante più importante, “perdere non è contemplato, altrimenti che avrebbe nella vita?“.

Molto profondo il rapporto che Beth instaura con la sua madre adottiva (Marielle Heller), una donna a sua volta piena di nevrosi, che non frenerà in alcun modo le dipendenze della ragazza, anzi, ma allo stesso tempo la lascerà sempre libera, sostenendola nella sua passione per gli scacchi, trasformandola in una vera e propria fonte di reddito e trovando nel suo successo anche un’identità per se stessa.

The Queen’s Gambit – questo il titolo originale, che indica un’apertura degli scacchi – è tratta dall’omonimo romanzo di Walter Tevis e usa immagini e termini tecnici che solo gli appassionati di scacchi possono capire; chi non li conosce si perde gran parte dei dettagli ma in fin dei conti non importa, perchè le partite sono talmente ipnotiche da coinvolgere comunque.



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