8
settembre

Mario Giordano a DM: «A Fuori Dal Coro uso toni forti per far arrivare il messaggio. Mauro Corona mi piace moltissimo»

Mario Giordano

«Donato, il bonus monopattino! Il bonus monopattino! Cosa si sono inventati…». L’invettiva diventa tormentone, strillata e ripetuta come un mantra. E infatti funziona: il concetto, alla fine, ti entra in testa. Che poi si tratti di vitalizi, affari loschi o inanità politiche, la musica non cambia. “E’ un modo per far arrivare il contenuto ad un numero ampio di persone” ci spiega Mario Giordano, che con il suo Fuori dal Coro si è conquistato uno spazio riconoscibile nel panorama informativo. La trasmissione d’approfondimento tornerà in onda questa sera in prime time su Rete4 con una nuova stagione. Primo ospite intervistato, Matteo Salvini. A poche ore dalla diretta, il conduttore ci ha assicurato di non volersi risparmiare: gli argomenti e i toni del programma saranno come sempre accesi. Divisivi.

Direttore, con quali temi aprirete la nuova stagione?

Avremo qualche argomento che non sta al centro del dibattito, ad esempio quello dei “ladri di bambini”, come lo abbiamo definito. Se n’è parlato molto in termini politici legati a Bibbiano, ma abbiamo sempre detto che quello non era un fatto politico. Il problema, infatti, è come vengono portati via i bambini e con quali motivi, visto che dietro spesso si nasconde un business. E’ un tema che normalmente non ha spazio nei talk di prima serata, invece noi lo porteremo anche con alcune storie molto forti. Poi, naturalmente, staremo anche su altri temi all’ordine del giorno, ma lo faremo sempre a modo nostro. Ad esempio parleremo della scuola con un’inchiesta sugli edifici scolastici abbandonati, magari per difetti di costruzione o perché sono occupati. L’argomento migrazione lo affronteremo invece indagando sulla frontiera del Nord-Est, dove c’è un boom di arrivi di minori non accompagnati. Ho insomma la presunzione di dire che anche i temi del dibattito politico li affronteremo con un taglio nostro.

Alcuni, però, ritengono che questo taglio sia troppo urlato, sopra le righe. Cosa rispondi?

Chi fa televisione si espone alle critiche, quindi è giusto che si critichi. Ma alla fine credo che sia il pubblico a decidere se una cosa funziona o no. Noi, ad esempio, non abbiamo le urla tipiche dei dibattiti e dei talk in cui gli ospiti si sovrappongono con le voci. Facciamo un ospite per volta. Abbiamo ovviamente dei punti di vista molto forti e io li rappresento in modo altrettanto forte, a volte anche scenografico, che è quello che secondo me permette di far arrivare il messaggio. Questo a qualcuno piace e ad altri no, è normale; io accetto liberamente tutte le critiche ma quello che chiedo è che poi si vada a vedere la sostanza delle cose. Al di là del mio tono, si vada a vedere se le storie che racconto rappresentano problemi reali oppure no!

Il tuo modo teatrale di raccontare l’attualità è d’effetto, ma a volte non rischia di banalizzare i contenuti?

Io penso di no. Penso esattamente l’opposto e cioè che questo sia un modo per far arrivare il contenuto ad un numero ampio di persone che magari non seguirebbero un dibattito alto e che così invece capiscono. Stasera, ad esempio, porterò degli atti giudiziari di inchieste sull’immigrazione, come ho già fatto anche sull’usura e sui Casamonica. Nell’ultima puntata della scorsa stagione ho messo in scena le accuse contro di loro; se io avessi letto in modo non teatrale le 450 pagine dell’inchiesta, quante persone mi avrebbero seguito? Così invece ho trattato dei documenti reali, certo spettacolarizzando, ma questa è una cosa che si fa anche nei titoli di giornale, dove si sintetizza e spettacolarizza. Uso tutti gli strumenti che ho a disposizione per farmi capire.

Quest’anno non avrai più accanto a te Luisella Costamagna (ora conduttrice di Agorà su Rai3). Ne sentirai la mancanza?

Luisella è stata un perno sin dall’inizio, quando Fuori dal Coro era una striscia quotidiana. Le ho fatto i migliori auguri, ho seguito con interesse e amicizia il suo debutto, le ho fatto i complimenti quando ha finito la prima puntata e lei mi ha risposto. Sono contento che abbia avuto un’opportunità così importante, evidentemente nella mia trasmissione non aveva lo spazio da protagonista che ha lì, quindi trovo normalissimo e giusto che sia andata.

Bianca Berlinguer, invece, avrà ancora con sé Mauro Corona. Le invidi questa presenza?

Sì, Mauro Corona a me piace moltissimo e lo invidio perché vedo che funziona. Però anche noi abbiamo i nostri: Feltri, Vissani, il professor Massimo Galli. Ovviamente sono profili non paragonabili a Corona. Sono molto contento delle persone che ci sono da noi e nella prima puntata avrò anche Veronica Gentili, che secondo me è la rivelazione dell’informazione negli ultimi tempi. Non mi posso certo lamentare in fatto di ospiti.

A proposito di ospiti: c’è qualche politico che ha rifiutato il vostro invito?

L’anno scorso sono riuscito ad avere tutti i leader. Facendo interviste singole puntiamo ai numeri uno: da Renzi a Di Maio, passando per Salvini, Meloni e Calenda, sono venuti tutti. L’unico che non è venuto è Zingaretti e mi farebbe piacere se venisse. Conte lo abbiamo invitato, se vuol venire è ben accetto.

L’anno scorso vi siete spostati nella serata del martedì, già di per sé affollata da talk. Come ti trovi in questa collocazione?

L’anno scorso è stato tutto molto rapido e non c’è stato nemmeno il tempo di rifletterci. Siamo partiti con tre puntate estive, poi ci hanno detto di farne quattro o cinque in autunno, al mercoledì. In seguito ci hanno spostati al martedì, al mercoledì e infine siamo tornati al martedì. Quindi l’ho presa con lo spirito di vedere come andava e continuo a prenderla così. Ho massima stima di Floris e della Berlinguer, dei quali quando non ero competitor ero spesso ospite e quindi conosco la loro bravura.

Ma è vero che, nonostante i buoni ascolti, qualcuno anche in ambito Mediaset ritiene che i vostri toni siano eccessivi?

A me non è arrivato nessun segnale di questo tipo. Anzi, mi sembra che ci sia soddisfazione aziendale per la trasmissione, che infatti è stata confermata. Anche il promo che abbiamo girato, nel quale mi sono vestito da uno che distrugge tutto, è stato concordato a livello aziendale e rimanda proprio a quel tipo di trasmissione di cui abbiamo appena parlato. Poi non so, tutto può succedere: magari mi chiudono dopodomani (ride, ndDM).

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1 Commento dei lettori »

1. Alex ha scritto:

8 settembre 2020 alle 15:43

E’ tornata la pagliacciata! E chi poteva essere se non il suo amico Salvini il suo primo ospite?



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