23
maggio

Duisburg, il Presidente della Regione Calabria contro la fiction Rai: «Rappresentazione distorta densa di luoghi comuni»

Duisburg, linea di sangue

Profonda indignazione” per la “rappresentazione errata e distorta” data della Calabria nella fiction Rai Duisburg, linea di sangue. In una lettera indirizzata all’AD del servizio pubblico, Fabrizio Salini, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha espresso il proprio disappunto per i contenuti del film tv andato in onda ieri in prima serata su Rai1 e dedicato alla strage di stampo ‘ndranghetista avvenuta il 15 agosto 2007 in Germania. La reazione negativa fa rumore, soprattutto perché sollevata formalmente da un rappresentante delle istituzioni. 

Egregio dott. Salini,

mi ritrovo costretto a esprimerLe un formale disappunto e la mia profonda indignazione per la rappresentazione errata e distorta data della Calabria attraverso la fiction ‘Duisburg, linea di sangue’ andata in onda ieri sera sulla prima rete della Rai. Non ho ritrovato nessun elemento reale in questo racconto che – con colpevole superficialità – avete voluto propinare al pubblico italiano“.

Si apre così la missiva indirizzata all’AD Rai dal Presidente della Regione Calabria, il quale si è detto ferito dalla “ennesima rappresentazione densa di luoghi comuni, banalità, frasi fatte, stereotipi“. A veder la fiction – ha denunciato Oliverio – la terra calabrese sarebbe stata raffigurata come “retriva, irrimediabilmente assorbita dalle logiche criminali, persa in un destino che la condanna alla subalternità, alla marginalità e alla perdizione perenne“.

È grave, prima ancora che vergognoso, che il servizio pubblico possa prestarsi ad offendere la dignità di una intera regione impegnata a costruire faticosamente il proprio futuro, con le sue energie migliori, per riscattarsi in primo luogo dalle ferite provocate da ristretti gruppi criminali che non sono la Calabria, ma che operano, come tutte le mafie, a livello internazionale: Duisburg docet. Per non dire poi sulla qualità di un prodotto mal confezionato, con errori marchiani: un treno targato ‘Regione Puglia’, espressioni dialettali mai utilizzate nella mia regione, riferimenti ad usi e costumi, a tradizioni enogastronomiche completamente fuori luogo

si legge ancora nella lettera in cui Oliviero chiede all’AD Rai di verificare se le riprese siano state effettuate in Puglia e non in Calabria, circostanza di cui è venuto a conoscenza. Al riguardo, il Presidente di Regione conclude:

Al momento registro solo le smentite degli attori del film. Attendiamo riscontri formali, perché non vogliamo cedere alla tentazione – pur forte – di considerare il tutto solo una incomprensibile scusa, accampata all’occorrenza per non dare troppe spiegazioni sul perché – invece – non ci si è voluti calare nella realtà calabrese, per raccontarla con tutti i crismi della verità. Crismi che pure avete a vostra disposizione, dal momento che da anni giace nelle vostre stanze la fiction tv sulla straordinaria storia di accoglienza, solidarietà ed emancipazione di Riace“.

Intanto, anche il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, ha manifestato dissenso inviando una lettera al direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta.

Le devo dire, con grande franchezza, che condivido pienamente il sentimento diffuso nell’opinione pubblica calabrese, riguardo ad un film che nel complesso trovo malriuscito, soprattutto per la rappresentazione della Calabria spesso distante dalla realtà

ha scritto Irto, sollecitando Andreatta a richiamare le produzione ad una maggior attenzione alla terra calabrese.

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1 Commento dei lettori »

1. Mister Zapping ha scritto:

23 maggio 2019 alle 23:16

Il solito atteggiamento vittimista e suscettibile tipico dei calabresi, nulla di nuovo sotto il sole…



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