16
ottobre

I Bastardi di Pizzofalcone 2: una fiction che rompe gli schemi e cambia i tempi. Osando.

I Bastardi di Pizzofalcone 2

I Bastardi di Pizzofalcone 2

I gialli di Maurizio De Giovanni, benché nati in libreria, sono perfetti per essere sceneggiati in tv. I casi su cui indagano ogni lunedì sera su Rai 1 I Bastardi di Pizzofalcone sono incastri ragionati, dei quali il pubblico può trovare la soluzione, senza colpi di scena inarrivabili ma con una grande attenzione per i dettagli. La fiction è diversa da quelle storiche dell’azienda pubblica – tutt’altro sapore rispetto a Don Matteo – ma è anch’essa capace di conquistare il pubblico.

I Bastardi di Pizzofalcone 2: indagini standard in un racconto che punta anche sul privato

Con la prima stagione di Pizzofalcone la Rai ha di fatto trasformato la propria offerta, sdoganando un linguaggio crudo e scomodo che in passato sarebbe stato impensabile. La corruzione e il degrado interno alle forze dell’ordine erano sempre stati sfiorati, oppure raccontati in prodotti di nicchia, poco valorizzati, lasciati dalla stessa Rai in un angolo, forse affinché non facessero troppo rumore.

Ma questa fiction d’autore ha rotto gli schemi e cambiato i tempi, osando. Ed ecco che ora un poliziotto manesco, che ha costretto la moglie vessata a chiedere la separazione, diventa pian piano un personaggio positivo, espia le sue colpe, mostrando umanità e fragilità che lo riscattano. Un meccanismo per esempio già mostrato ne La Squadra, ma in una Rai3 del 2000 alla quale non fu data poi troppa attenzione.

La seconda stagione de I Bastardi di Pizzofalcone, però, va ancora oltre. E, assodata e confermata la natura “ribelle” del prodotto, trova spessore in una maggiore analisi dei personaggi, protagonisti ora più che mai con le loro storie ed il loro privato, che pesa nelle puntate quasi quanto le indagini. Tra morti violente, micro e macro criminalità, Lojacono (Alessandro Gassmann) e gli altri vengono fuori netti ma timidamente, tra le righe, senza offuscare la natura poliziesca del racconto, ma arricchendolo.

Uno degli elementi più forti della fiction resta infine la scenografia naturale di una Napoli porosa, fatta di architettura, vicoli e tradizioni, che interagisce con il racconto e lo rende diverso dagli altri, dandogli quel quid in più che riesce a rendere accogliente un titolo che altrimenti, nonostante tutto, resterebbe piuttosto freddo.

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1 Commento dei lettori »

1. ciak ha scritto:

16 ottobre 2018 alle 13:33

penso che sia il cast sia l’ambientazione, sia il testo narrativo siano di qualità,
a me piace



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