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aprile

PAOLO LIGUORI A DM: TGCOM24 DIVERSO DALLE ALTRE RETI ALL NEWS. CON RENZI L’INFORMAZIONE SI E’ INFILATA SOTTO TERRA

Paolo Liguori

TgCom24 si rinnova e lo fa trasformandosi in un vero e proprio sistema integrato delle news. La testata giornalistica di casa Mediaset ha dato vita ad una sinergia tra tv (canali 51 e 111 dtt), radio, web e mobile che d’ora in poi produrrà un unico flusso di notizie in simulcast destinato – secondo stime aziendali – ad un bacino potenziale di oltre 20milioni di utenti. Nello specifico, in tv arriveranno anche nuovi programmi, assieme a finestre live, inchieste e documentari. A raccontarci i dettagli dell’ambiziosa operazione è stato il direttore di TgCom24, Paolo Liguori, che ha dato impulso al nuovo concetto editoriale e ieri – 4 aprile – lo ha ufficialmente inaugurato.

Direttore Liguori, il suo TgCom24 sarà multimediale: quali sono le novità in arrivo?

Le novità sono moltissime. Per il sito, in occasione dei quindici anni dalla sua nascita, è stata presentata una versione completamente rinnovata, molto bella. Guardatela, cercatela perché ora si scarica meglio, ha una tecnologia molto più avanzata, una scansione orizzontale e poi ha grandi elementi di interattività. Ma la novità è la sua integrazione ormai totale con la televisione. Oggi ho presentato il sistema Tgcom: nuovo sito, nuova applicazione, che consente a chiunque di trovarci da qualsiasi parte, ma anche grande fusione con la tv e con la radio, perché a questa interazione partecipa anche la redazione di R101.

In particolare, quali saranno le novità televisive?

Per l’aspetto televisivo ci saranno nuovi programmi. Ma io penso che la novità più importante, alla fine del 2016, sarà proprio constatare che quello che ho annunciato lo stiamo facendo. La maggior parte delle novità saranno ispirate all’interazione tra tv, radio e internet: ci saranno gli inbox per le domande degli ascoltatori fatte attraverso il sito, che poi verranno trasmesse all’ospite in tv, e poi ci sarà un programma realizzato nella redazione di R101 che però andrà in onda su Tgcom. Dal punto di vista formale avremo dei nuovi programmi sperimentali che riguardano la possibilità di mettere in onda su Tgcom degli spin off dei principali temi dei programmi Mediaset.

Uno di questi è Il giallo della settimana, programma di cronaca nera che ha come opinionista fisso Raffaele Sollecito. Qualcuno, provocatoriamente, le ha fatto notare che forse la sua presenza è un po’ uno specchietto per le allodole…

No, io penso che Sollecito è stato un’allodola, non uno specchietto per le allodole. E siccome era un’allodola hanno cercato di impallinarlo. Si è salvato, è un’allodola che è stata graziata perché lui è stato riconosciuto innocente con una sentenza di assoluzione. E’ un’allodola assolta e io l’ho accolta nel nido di Tgcom a parlare della cosa che conosce bene, cioè il funzionamento di una certa giustizia: lui ci è passato, ha fatto diversi anni di galera e poi gli hanno detto ‘ci siamo sbagliati, sei innocente’. Non gli hanno dato nemmeno un grande risarcimento e ha perso pure la bella fidanzata, che purtroppo non potrò restituirgli io.

Avete delle nuove strategie per quanto riguarda la ‘concorrenza’ con le altre grandi testate all news?

No, le altre grandi testate all news, che sono due, non hanno rapporto con noi perché sono due televisioni: una free e l’altra pay per 4milioni e 700mila abbonati. Non sono un sistema come noi.

Lei ha detto che voi siete più di “flusso”, loro più di “struttura”. Che significa?

SkyTg24 è un notiziario molto curato dal punto di vista della qualità, perché lo standard anglosassone per una tv a pagamento è molto alto e loro lo devono mantenere perché hanno degli abbonati che pagano. Però è una tv a rullo, che si ripete, noi siamo una tv di flusso come i siti, e andiamo avanti con una tematica finché non c’è il prossimo evento. Diamo tutte le notizie in spazi brevi e poi facciamo la nostra televisione. La Rai è fatta bene, ha tanta gente, è un po’ blindata, istituzionale, ha i suoi tempi obbligatori.

Ma è vero che ai tempi di Renzi l’informazione si è un po’ assopita?

Assopita non so se è il termine giusto (sorride, ndDM). Si è omologata, si è infilata sotto terra. Mi sembra che per il 10% dei fatti di cronaca e di politica che vediamo, se fossero successi ad altri – e non dico a Berlusconi, ma a Monti, a Letta o a Prodi – li facevano a pezzi. Pensi se avessero scoperto che Prodi aveva interessi in una banca che è fallita…

Ci sarebbe stato un altro trattamento, dice?

Non so, me lo chiedo. Ecco, questa è una domanda da fare ai lettori del sito, che ci scrivano: secondo voi, avrebbe avuto un altro trattamento chiunque altro che non fosse Renzi e la Boschi sulle cose che sono state tirate fuori?

La domanda è aperta.

E io risponderò.

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