1
dicembre

ALESSANDRO SALLUSTI ARRESTATO IN DIRETTA TV. MENTANA SI INDIGNA, ALTRI TACCIONO

Alessandro Sallusti

Lo hanno arrestato in redazione, nel suo ufficio. E in diretta tv. Nella tarda mattinata di oggi, gli agenti della Digos sono entrati nella sede milanese de Il Giornale per notificare ad Alessandro Sallusti il provvedimento di detenzione domiciliare a suo carico. Il direttore è stato poi condotto nell’abitazione dove il giudice ha stabilito che dovrà scontare la condanna per diffamazione. Più tardi, come gesto puramente simbolico, il giornalista è uscito in strada e questo gli costerà un processo per evasione fissato per il 6 dicembre.

Brutta, bruttissima pagina per il giornalismo italiano, quella scritta oggi. Senza entrare nel merito giudiziario della vicenda – non è questa la sede per farlo – registriamo il fatto che l’arresto sia avvenuto in una redazione, luogo simbolo della libertà di stampa, e davanti alle telecamere. A pretendere che tutto fosse documentato è stato lo stesso Sallusti, che ha spiegato agli agenti di Polizia: “siamo in un giornale, qui è tutto pubblico“. Davanti agli obiettivi, il giornalista ha rilasciato anche alcune dichiarazioni.

“Peccato che sia finita così, che siano entrati al giornale. Sono davvero incoscienti. Non si esegue l’arresto di un giornalista all’interno di un giornale

ha detto il direttore a Tgcom24 prima che le forze dell’ordine lo prelevassero dal suo ufficio. In altre circostanze, avremmo magari potuto parlare di spettacolarizzazione del momento, di utilizzo mediatico della giustizia. In altre circostanze, non in questa.

Documentare in diretta l’arresto di un giornalista è stato infatti un importante momento di tv verità, un modo per lanciare un messaggio forte.

E’ insensato che un giornalista venga arrestato per omesso controllo per diffamazione. I reati a mezzo stampa o cagionano gravissime conseguenze alla persona diffamata o non ha senso parlare di misure di questo tipo”

ha commentato a riguardo il direttore del Tg La7 Enrico Mentana. Una voce, la sua, che per la verità è rimasta abbastanza isolata. Di fronte all’arresto di Sallusti, dove sono finiti i paladini televisivi della libertà di opinione? Perché le piazze mediatiche dell’intellighenzia ora tacciono, ammutolite? Il loro silenzio, oggi, pesa come un macigno.

Per il momento, Santoro, Saviano&Company non si sono fatti sentire. Nessuno che si sia stracciato le vesti o che abbia alzato un mignolino a solidarietà del collega. In fondo, agli arresti ci è andato Zio Tibia. Mica un giornalista…



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50 Commenti dei lettori »

1. simo ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 19:01

Finalmente si comincia a fare un po di pulizia in questo paese



2. osservatore ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 19:07

per la prima volta nella mia vita spererei in una legge ad personam che vieti il carcere a sallusti. voglio davvero che si faccia una legge solo per lui per chiudere questa vicenda che ha il sapore di farsa.
per evitare che un sallusti -giornalista che abbiamo conosciuto per anni- porti avanti una battaglia per la libertà di espressione.
—-
Assolutamente concordo con quanto scritto da Liana Milella su Repubblica che sintetizza la vicenda in maniera efficace
[Ha ragione chi si chiede “ma cosa vuole Sallusti?” (invito a leggere il post di Nicola nel blog precedente). Anche io me lo chiedo. E mi stupisco, e prendo le distanze, dal suo comportamento. Che può essere definito in un solo modo: una provocazione. Sallusti, in linea con quanto il suo giornale ha fatto in questi anni, invoca per sé un diritto diverso da quello degli altri cittadini. Invoca la libertà di diffamare, senza riconoscere il diritto di rettifica. Chiede (ha chiesto) alla politica una legge ad personam per se stesso. In linea con quanto ha fatto l’ex premier Berlusconi. Non ammette l’errore, evidente nel caso dell’articolo del l’agente Betulla sul giudice Cocilovo. In modo sovversivo contesta una sentenza definitiva. Non basta. Contesta pure una decisione, a lui favorevole, presa dalla procura di Milano, dal procuratore Bruti Liberati in persona, e confermata dal magistrato di sorveglianza. Rifiuta i domiciliari e vuole il carcere come provocazione estrema. Se ogni cittadino facesse quello che sta facendo Sallusti sarebbe in pericolo l’ordine democratico di questo Paese. Ma probabilmente è questo ordine, sono le regole stringenti, che Sallusti rifiuta e vuole abbattere]



3. osservatore ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 19:10

nessuno può solidarizzare con chi sta volendo il carcere a tutti i costi come provocazione.
poteva uscire da questa vicenda mesi fa, invece l’ha portata fino a questo punto estremo ma è una sua libera scelta



4. Giuseppe ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 19:27

Quella di Sallusti è stata una libera scelta e anche una provocazione. ed è pure vero che il suo obiettivo è, probabilmente, quello di dimostrare ancora una volta la tesi, tanto cara prima a Craxi e poi a Berlusconi, che in Italia il potere dei magistrati ha travalicato le sue funzioni comprimendo le libertà di tutti.

Ma è anche vero che la legislazione italiana in materia dovrebbe essere modificata. E non ad personam, bensì per evitare che si finisca in galera per un reato d’opinione. Ci sono altri mezzi per evitare che una notizia falsa non venga rettificata. Uno, ad esempio, potrebbe essere l’intervento diretto dell’Ordine dei giornalisti.

Comunque è una brutta vicenda che il Parlamento doveva risolvere in maniera più civile. I giudici mettono semplicemente in atto la legislazione vigente, in modo analogo a quanto è avvenuto per l?Ilva di Taranto: è la loro funzione, piaccia o meno.



5. Pietro ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 19:33

Premetto che Sallusti non mi è simpatico, anzi mi stà sulle …., però che venga arrestato è una forzatura , si dovrebbe fare con negli U.S.A che quando un cosidetto VIP viene condannato lo si affida ai servizi sociali che li mettono ad espletare lavori manuali .



6. Marco Leardi ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 19:33

@osservatore. Io solidarizzo. Sallusti ha portato agli estremi una situazione di per sé incredibile: l’arresto per un giornalista è inconcepibile in un Paese libero.



7. osservatore ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 19:40

Questa legge esisteva prima dell’avvento di sallusti.
giusta o sbagliata che fosse.
poi se uno vuol mettere in pratica se la legge viene applicata o meno, giocando in questo modo, permettimi di dire che sono cavoli suoi.
parliamo del carcere di sallusti ma lui ha diffamato assieme a chi ha scritto l’articolo sul suo giornale senza uno straccio di rettifica e non ha MAI detto che fosse nel torto.
di cosa stiamo parlando?
sappiamo bene che poteva evitare il carcere e tutta questa manfrina.
ps spero che il capo dello stato gli conceda la grazia oppure il parlamento scriva una legge solo per lui, però subito dopo si dovrà togliere dalle scatole perchè lui con la deontologia professionale di un giornalista non ha nulla a che fare



8. osservatore ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 19:42

Pietro
LUI sta rifiutando la pena alternativa ( es. servizi sociali) come hai suggerito tu. allora non stiamo capendo :-) lui sta forzando la mano



9. Ivana ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 19:52

A me sembra che si dimentichi un fatto fondamentale , aldilà delle rispettive opinioni più o meno condivisibili : l’articolo non lo ha scritto lui ne tantomeno firmato . Si è appurato che è stato Renato Farina !
Ma stiamo scherzando ? E’ come se un domani venissero ad arrestare il padrone di casa perchè il suo inquilino ha offeso il portinaio. La sproporzione della pena è grottesca rispetto a certe condanne di 2 – 3 anni che vengono date a pirati della strada o a chi violenta un bambino . Ma che giudici abbiamo ?



10. Giuseppe ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 19:54

Meglio evitare leggi ad personam: lavori forzati come guardiano di un cimitero. Sallusti ha il physique du rôle. Però spaventerebbe i visitatori…



11. isolano ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 19:55

i paladini dell’informazione parlano di libertà quando gli fa comodo. forza sallusti



12. osservatore ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 20:02

ultima notazione
servizio di 5 minuti come prima notizia al Tg5.
ovviamente l’intento principale e fine ultimo con questa mossa estrema è delegittimare la magistratura



13. morgatta ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 20:07

sallusti martire per la libertà di stampa? ma per favore….
ha sputato in faccia alla legge EVADENDO DAI DOMICILIARI, poi come il suo padrone crede forse che le regole valgano solo per gli altri? non per lui?
vogliamo analizzare bene i particolari della vicenda prima di farne un paladino?
e il suo compare, quello che ha scritto veramente l’articolo e che ha taciuto fino alla sentenza?
e le porcate, campagne diffamatorie varie, che ha condotto senza pietà dal suo giornale?
parliamo di cose serie, non di questo pagliaccio pseudo giornalaio…



14. Marco Leardi ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 20:14

@osservatore. la mia impressione è che avresti usato parole diverse se in carcere ci fosse finito qualcuno che non fosse Sallusti. Ci vuole obiettività: la condanna al carcere per omesso controllo è una porcata.
I giudici hanno applicato la legge, comunque.



15. osservatore ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 20:23

stiamo parlando di una persona che ha palesemente sbagliato – lui anche perchè ha coperto betulla che non poteva scrivere sul suo quotidiano- e non ha mai ammesso l’errore.
non stiamo parlando di un qualcuno che sta dalla parte della ragione.
la legge andrebbe modificata ma ha scelto di sua spontanea volontà di arrivare a questa extrema razio…



16. osservatore ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 20:24

*extrema ratio.



17. Ale ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 20:24

L’articolo caro Sallusti nn l’hai scritto tu vero però se sei direttore di giornale a mio parere sei pure responsabile di tutto ciò che viene scritto e pubblicato. Non hai fatto le opportune rettifiche quando hai saputo che ciò che era stato scritto era falso? Bene la legge dice che devi andare in carcere o domiciliari e allora vai a farti questi 14 mesi e nn ci scassare le scatole e la prox volta fai meglio il tuo lavoro visto che sei pagato x fare il direttore di giornale con tutte le responsabilità del caso. Noi italiani abbiamo problemi ben più grossi da affrontare che i tuoi 14 mesi di domiciliari



18. iki ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 20:47

D’accordo con ale e osservatore



19. MisterGrr ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 20:48

La cosa che mi fa ridere è l’opinione di coloro che, se al posto di Sallusti ci fosse il direttore dell’Unità, parlerebbe di scandalo.

Io non ho un opinione.



20. fabio ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 20:57

Secondo me si vuol vedere un lato politico per la condanna della magistratura, che in realtà non c’è. Poteva scegliere una pena alternativa non ha voluto, si sapeva che aveva avuti gli arresti domiciliari eppure continuava ad andar al lavoro, e’ stato trattato come un qualsiasi cittadino, quando si notifica un atto/provvedimento lo si fa’ in qualunque posto voi siate, anche sul luogo di lavoro che a scuola ( vedi il bambino di Padova, e’ la prassi, che non e’ cosa carina si potrebbe discutere all’infinito). Anche se uno non commette il fatto ha una certa responsabilità, se un giocatore dentro lo stadio aggredisce un arbitro può anche essere squalificato il campo e multata la squadra a cui appartiene, qui si parla di chi dirige e dovrebbe controllare l’operato dei suoi dipendenti, magari andava condannato lo stesso scrittore (sbucato in seguito, prima no? Sicuro fosse stato lui?). Fa’ pensare che questo episodio di condanna ci sia ora che il governo e’ diverso, così, anche se il fatto e’ completamente diverso, sua scoppiato il caso Ilva. Su questo dovreste davvero meditare tutti, a volte l’amicizia e il potere supera ogni barriera legale dovuta all’abusivismo, sanità e diffamazione….



21. Giuseppe ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 20:57

Appunto per questo va fatta una nuova legge che non consenta la reiterazione del reato di diffamazione a mezzo stampa e neppura la galera per chi ci incappa. Regole uguali per tutti, in modo che nessuno possa poi dire che vengono compiute discriminazioni di carattere politico.

Personalmente mi preoccupa meno il caso Sallusti, con tutte le polemiche politiche di contorno, rispetto a quello di tanti disgraziati che finiscono in galera molto spesso solo per la loro condizione sociale. In quei casi sono pochini quelli che protestano…

E’ sempre stato così.



22. osservatore ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 21:11

se diffama mio zio, il direttore dell’unità, ezio mauro, santoro ed è chiaro e lampante che ha diffamato io non cambio idea nel merito. dico che ha sbagliato e deve pagare.
se queste stesse persone portano avanti una battaglia strumentale, io non vado dietro ad osannarle o mi straccio le vesti per loro invocando solidarietà – non mi pare che abbia letto moti di solidarietà verso boffo da arte di coloro che adesso gridano allo scandalo per l’arresto-
mi pare semplice come discorso.
ps se il metodo giornalistico dell’uso della diffamazione è prassi comune da certe parti, allora il mio convincimento è ancora maggiore



23. osservatore ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 21:17

La cosa che mi fa ridere è l’opinione di coloro che, se al posto di Sallusti ci fosse il direttore dell’Unità, parlerebbe di scandalo

io non credo che persone intelligenti sarebbero arrivate a questo punto visto che Sallusti sta palesemente dalla parte del torto per il fatto in se – diffamazione -
probabilmente le persone intelligenti avrebbero riconosciuto l’errore rettificando l’articolo.
quindi scandalo per cosa? se lui vuole andare in carcere, si accomodi.



24. Silvia ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 21:56

ma se Ezio Mauro si sarebbe trovato in questa situazione voi pensate Sallusti si sarebbe indignato? Non credo



25. Marco Leardi ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 22:04

La questione della mancata rettifica è stata già chiarita. Al riguardo, si può credere alla versione fornita da Sallusti o meno. Se diffamazione c’è stata, è giusto che il colpevole ne paghi le conseguenze… ma arrivare alla privazione della libertà è un oltraggio da paese sovietico.

Che il protagonista della vicenda sia il direttore del Giornale o dell’Unità non cambia. E’ il principio di fondo a destare indignazione. La legge sulla diffamazione va cambiata, ma non con le modifiche-porcata che i nostri politici stavano approntando.



26. osservatore ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 22:31

anche le inchieste ad personam, attacchi diffamatori o i “metodi boffo” sono giornalismo sovietico o cinese.
se la sentenza di condanna con il carcere fosse stata l’unica strada indicata dalla giustizia allora sarei in prima linea con la mia solidarietà verso sallusti, il quale sarebbe stato privato della libertà con una sentenza sproporzionata.
ma se uno legge la vicenda in dettaglio capisce come sono andate le cose e quali forzature ci siano per arrivare a diventare martire della libertà di espressione. lui ha fatto di tutto per mettersi in questa situazione..



27. Marco Leardi ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 22:45

@osservatore. Quali inchieste ad personam? Quelle che sono fango se le lancia Il Giornale e poi diventano scoop se le riprende Report?
Detto questo, io non mi sarei comportato come Sallusti: anzi, avrei evitato in tutti i modi di arrivare alla sentenza. Questo però non cambia il mio giudizio sulla vicenda.



28. Andrew ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 22:49

Come al solito in Italia tutti in piazza quando si trattava di proteggere la libertà di stampa (perchè faceva comodo in quel frangente politico), ora però tutti ad applaudire per una decisione che neanche nel peggior paese con dittatura annessa!
Ammetto di non aver seguito morbosamente la vicenda, ma questo arresto di Sallusti a me sconvolge, anche per l’applicazione di legge in maniera alquanto discutibile… Si professa libertà di stampa e appena si scrive una cosa (giusta o sbagliata che sia) che non va a genio a qualcuno c’è il carcere?!
Inoltre Sallusti mi sembra di aver capito che abbia volontariamente rifiutato altre pene alternative proprio per far scoppiare lo scandalo su questa assurda legge, e sinceramente per questa sua decisione non mi sento di condannarlo, ben venga che se ne parli!



29. Nina ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 23:40

Quello che scrive Liana Milella è ignobile.



30. osservatore ha scritto:

1 dicembre 2012 alle 23:55

tu dovresti quantomeno dire in quale passaggio quell’articolo/post sarebbe ignobile perchè fare una affermazione del genere senza argomentarla lascia il tempo che trova.
siccome tutti conosciamo bene il direttore sallusti e la storia del quotidiano “il giornale”, mi pare che riporti osservazioni e fatti difficilmente contestabili



31. lucio voreno ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 00:04

Su Libero, Bechis ha scritto che la condanna di sallusti non è dovuta solo all’articolo di Dreyfus Farina, ma anche a un articolo dell’avvocato Taormina. Inoltre spiega che il giudice diffamato abbia richiesto la rettifica alla Stampa che per prima aveva dato la notizia rivelatasi falsa, ma non a Libero.



32. lucio voreno ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 00:09

Osservatore, Liana milella scrive su un giornale il cui fondatore, Scalfari si salvò dalla galera per lo stesso reato di sallusti, facendosi eleggere al parlamento



33. osservatore ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 01:22

Bechis ha scritto che la condanna di sallusti non è dovuta solo all’articolo di Dreyfus Farina, ma anche a un articolo dell’avvocato Taormina. Inoltre spiega che il giudice diffamato abbia richiesto la rettifica alla Stampa che per prima aveva dato la notizia rivelatasi falsa, ma non a Libero.
—-
ho letto l’articolo. ci sono precisazioni e presunte puntualizzazioni che non spostano di una virgola la posizione di sallusti – il pezzo di taormina sarebbe un’aggravante alla fine-
sulla seconda parte riporto quello che ha detto il giudice in una intervista che smentisce quanto detto da bechis
“Sarebbe bastata una lettera di scuse. Non a me, per carità, quanto ai lettori, per la notizia errata pubblicata dal giornale. E invece nulla, in sei anni quella lettera non è mai arrivata”
“Non immaginavo neanch’io si sarebbe arrivati a questo punto. Si figuri, da giudice di sorveglianza non auguro ad alcuno di finire in galera». Ma poi, riflettendo, una domanda la pone lui: «Però, mi dica: cosa dovrebbe fare una persona quando è diffamata e un giornale non corregge i propri errori?».
Il fragore mediatico di questi giorni ha travolto anche lui, il giudice Cocilovo, che ritrova nella sequenza dei fatti il senso di una sentenza. “Libero pubblicò una notizia sbagliata – racconta – Lo fecero anche altri, all’epoca. Un infortunio giornalistico, lo capisco: la fretta di scrivere una notizia, le fonti non sempre affidabili, può capitare. Ma poi quello stesso giorno c’erano stati un comunicato ufficiale, lanci Ansa. Tutti gli altri hanno riparato a quell’errore, hanno informato correttamente i loro lettori. “Libero” non l’ha mai fatto, nemmeno quando l’ho richiesto.”
NEMMENO QUANDO L’HO RICHIESTO! Mi pare il punto fondamentale.



34. osservatore ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 01:25

*io parlavo de “il giornale” anche se all’epoca dei fatti sallusti era il direttore di “libero”, ovviamente



35. osservatore ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 01:29

vedo che anche feltri non condivide in toto la linea di sallusti

Sulla decisione del giornalista di evadere platealmente dagli arresti domiciliari per chiedere di scontare in carcere la sua pena, Feltri dice: “La situazione gli è un po’ sfuggita di mano, io non condivido la sua strategia, anche se ha tutte le attenuanti”



36. Franco2 ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 04:01

“Nessuno che si sia stracciato le vesti o che abbia alzato un mignolino a solidarietà del collega.”

E ci mancherebbe altro! Questa sceneggiata messa in piedi da Sallusti è patetica.

“Mi dovete arrestare! Voglio andare in prigione!”
“Ah! Mi arrestano! Vergogna! Vergogna!”

Il Nelson Mandela de noantri….



37. Critico Tritatutto ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 04:39

Fermo restando che condivido – e non mi interessa argomentare,sono cose che si commentano da sé – ciò che dice Nina,e sottoscrivo in pieno quel che dice Mister,anche se non c’è bisogno di scomodare “L’Unità”,ma bastava fare il paragone con un qualunque giornale non schierato a destra,anche quello del rione di un paesino,non a caso prima di Sallusti ciè finito un tal “Guareschi”,sempre per via della stessa legge,64 anni fa,ed è uno che trinariciuti se ne intendeva [e qui ne vedo tanti,finti paladini della libertà di stampa e parola che però dicono,sapendo che non capiterà mai,che anche se fosse capitato ai "loro" direttori,cioè ai direttori dei giornali che leggono,avrebbero detto la stessa cosa],fermo restando tutto questo,insomma,è ignobile il commento di simo,il #1.

Quello di Franco2 fa pena,lasciamo stare…Non è nemmeno spiritoso,e chissà le grasse risate che si sarà fatto scrivendo Il Nelson Mandela de noantri”…



38. tarcisio ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 06:24

signor Sallusti sono con lei. Ha avuto la schiena dritta e ora affronterà a con coraggio la decisione dei giudici.

ma quale sceneggiata! il direttore ha voluto dimostrare l’assurdità della situazione che si è creata. Le sceneggiate sono quelle di Saviano che parla parla ma ora tace.



39. osservatore ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 10:02

di questi paladini in difesa di sallusti non leggo mezzo rigo nel merito della vicenda.
non leggo nulla riguarda al fatto se sallusti ha fatto bene o male a non rettificare pensando di rimanere dalla parte della ragione diffamando delle persone senza sentire l’esigenza di una rettifica per amore di verità.
leggo scemenze del genere “se fosse successo ad un tuo direttore l’avresti difeso”
mio? io non ho amici o compagni. io mi attengo ai fatti e cerco appunto di essere critico nei confronti di tutti, non ad intermittenza.
non mi pare che sallusti possa essere additato comunque ad esempio di limpido e trasparente giornalismo indipendente viste le inchieste -a volte molto dubbie- a senso unico condotte per il suo padrone negli ultimi 20 anni.



40. osservatore ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 10:11

mi era sfuggito un passaggio dell’articolo riguardo lo “scandalo” per l’arresto nella sede del giornale – casualmente c’erano solo le telecamere di tgcom24-
i——
Brutta, bruttissima pagina per il giornalismo italiano, quella scritta oggi. Senza entrare nel merito giudiziario della vicenda – non è questa la sede per farlo – registriamo il fatto che l’arresto sia avvenuto in una redazione, luogo simbolo della libertà di stampa, e davanti alle telecamere. A pretendere che tutto fosse documentato è stato lo stesso Sallusti, che ha spiegato agli agenti di Polizia: “siamo in un giornale, qui è tutto pubblico“. Davanti agli obiettivi, il giornalista ha rilasciato anche alcune dichiarazioni.
“Peccato che sia finita così, che siano entrati al giornale. Sono davvero incoscienti. Non si esegue l’arresto di un giornalista all’interno di un giornale”
—–
le forze di polizia hanno solo fatto il loro dovere applicando la legge -non potevano mica lasciarlo li andando dalla parte del torto-
se sallusti doveva stare ai domiciliari a casa di daniela ed invece si trovava nella sede del suo giornale cosa dovevano fare? l’hanno riaccompagnato a casa – su questo punto anche feltri è stato critico con sallusti-
ovviamente se uno si barrica in chiesa , per esempio, rimane in chiesa vita natural durante perchè è uno scandalo che qualcuno venga prelevato in chiesa?
mi pare una polemica senza senso.
sallusti stava nella sede del giornale , DOPO AVER CHIAMATO le sue telecamere, perchè era conscio del reato di fuga dai domiciliari e per rendere eclatante e mediaticamente forte il suo fermo



41. Andrew ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 10:24

Osservatore dici che nessuno si esprime se ha fatto bene o male a non rettificare? Bene, lo faccio io!
Ha fatto bene, perchè altrimenti in Italia 3/4 dei direttori di giornale dovrebbero essere in galera per questa legge.
Io sui giornali (di qualsiasi colore siano) ne ho lette di cotte e di crude, notizie inventate o non basate su fatti reali ma solo su supposizioni, notizie in cui si usavano informazioni private per costruire storie e nessuno ha mai mosso un dito (e ci tengo a precisare che questi pseudo articoli erano indirizzati sia a bersagli di sinistra che di destra).
Però come Sallusti ha attaccato un giudice apriti cielo! Carcere perchè ha riportato una notizia non giusta!
Allora io dico… Se questa pena è giusta per Sallusti, io lettore pretendo che venga applicata a tutti i direttori, non solo a chi fa comodo!
Senza considerare che nel caso Sallusti ci sono state delle incongruenze giudiziari non da poco che fanno pensare più a una ripicca personale che ad un’applicazione esatta della legge…



42. osservatore ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 11:00

se sallusti ha fatto bene a diffamare senza rettificare dopo l’evidente schifezza scritta in quell’articolo e dopo che il diretto interessato l’ha richiesta ( molti lasciano correre ma molti altri querelano. sallusti ci ha messo del suo in questa vicenda ) non ho niente da replicare



43. Andrew ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 11:40

Scusami Osservatore, ma a me di diffamazioni gratuite sui giornali ne risultano diverse, non è mica la prima nella storia! Chi più chi meno nel campo della politica, finanza o economia è finito sui giornali con storie false o pretestuose (dimostratesi poi successivamente per l’appunto false) e nessuno ha mai rettificato nulla ne tanto meno è finito in carcere (giustamente, e mi pare che per questi motivi si era scesi anche in piazza!)
Ora l’accusa arriva a Sallusti e subito a gridare “bravi bravi” solo perchè ha scritto qualcosa di non corretto su un giudice e questo ha agito nella maniera più scorretta? (come ho scritto sopra diversi avvocati o personaggi nel campo della magistratura hanno espresso perplessità di fronte ad alcune manovre portate avanti…) Ma perchè quando i giudici sbagliano una sentenza vanno in carcere? Non mi risulta, e nei loro casi fanno anche danni più gravi rispetto a un articolo di giornale!
Allora se è giusto per Sallusti, io lettore PRETENDO che venga applicato anche agli altri direttori, non solo a chi fa comodo…



44. mugnezz ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 12:59

io dico solo una cosa : fosse successo a santoro !!!



45. elodie ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 13:53

Condivido il pensiero di Liana Milella. Sallusti è stato condannato, quindi è giusto che sia arrestato (come si fa a non essere tutti d’accordo su questo punto così banale?). Poi possiamo ragionare sul tipo di condanna, chiederci se è giusto che un giornalista condannato per diffamazione meriti questo tipo di pena… ma, finché le leggi sono queste, è in base a queste che devono essere trattati i casi di questo tipo, compreso il caso Sallusti. Le leggi salva-Sallusti mi fanno rabbrividire (come tutte le leggi salva-Qualcuno): una democrazia deve avere una legislazione al passo coi tempi, dinamica, ma equa e non soggetta a modifiche dell’ultimo minuto per salvare il condannato “vip” di turno. Per quanto riguarda la spettacolarizzazione dell’arresto (telecamere in redazione, l’evasione, Sallusti e il suo desiderio di scontare la propria pena in carcere, anzi no! a casa, anzi no! a casa della Santanché, ecc.), quella è stata una scelta di Sallusti, tanto voluta da Sallusti quanto ridicola, nonché poco utile allo scopo di Sallusti di passare per martire: penso che proprio pochi lo considerino il paladino della libera informazione. L’immagine della poltrona nera lasciata vuota dopo l’arresto non mi ha fatto alcun effetto… la considero l’emblema della Giustizia che funziona e rappresenta l’epilogo logico (causa-effetto) di questa vicenda: una persona commette un reato -> viene condannata -> viene arrestata.

mugnezz: chiariamo un punto fondamentale: queste cose non “succedono”. Sallusti non è una persona sfortunata a cui è successa una disgrazia, è una persona che – dicono i giudici – ha commesso un reato. Quando Santoro commetterà lo stesso reato, gli “succederà” la stessa identica cosa.



46. Andrew ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 14:18

Elodie, veramente a mio avviso diverse volte Santoro si è macchiato di questa colpa, solo che non l’ha fatto col mezzo cartaceo ma col mezzo televisivo.
Diciamo che lui è stato attento a non colpire determinate fasce e quando è stato condannato per diffamazione la sua pena si è sempre fermata a risarcimenti in denaro, non è mai stato condannato al carcere! Eppure la legge applicata a Sallusti non è stata emanata ieri, che ti fa pensare questa cosa? E’ sbagliato pensare che la pena in questo caso non sia commisurata al reato e che allora da oggi in poi tutti i direttori di giornale DOVREBBERO essere arrestati?



47. elodie ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 16:07

Andrew: io penso che la Giustizia debba essere un punto fermo dal quale partire per le nostre riflessioni personali. Non esiste il “Santoro si è macchiato SECONDO ME… non col mezzo cartaceo MA… non ha colpito determinate fasce QUINDI… è stato condannato MA…”. Non esiste! Esistono i fatti; esistono i fatti con rilevanza penale, esistono i processi ed esistono le sentenze e le condanne. Una volta che le leggi sono applicate, non possono e non devono esistere lamentele o attacchi al sistema giudiziario.
Poi, possiamo ragionare sull’adeguatezza di una pena. Se vuoi sapere la mia opinione, ti dico che, quando Sallusti dice che non può controllare il 100% degli articoli del suo giornale, fa un’osservazione logica e comprensibile (ma Sallusti non conosce le responsabilità di un direttore di giornale?). E per quanto riguarda la pena, penso che la detenzione non sia necessaria.
Detto questo, c’è una legge e va applicata. Cambiarla ora, perché un condannato vip non l’accetta di buon grado, significherebbe offendere la nostra democrazia con una nuova legge ad personam e la Giustizia sarebbe ancora meno “uguale per tutti”.
“Eppure la legge applicata a Sallusti non è stata emanata ieri, che ti fa pensare questa cosa?”: non capisco cosa intendi con questa tua frase… io non ho detto questo.



48. Andrew ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 16:54

I Se e i Ma erano usati per costruire la frase, non per supposizioni su Santoro.
Santoro è stato condannato diverse volte per diffamazione, non una, ed ogni volta la pena si è fermata ad un risarcimento in denaro, mai si è arrivato ad una condanna penale. La mia ultima domanda era riferita proprio a questo aspetto! Come mai fino ad ora le diffamazioni si sono sempre chiuse con soli risarcimenti in denaro ed invece nel caso Sallusti si è arrivati alla reclusione?
Eppure si è trattato in entrambi i casi di diffamazione a mezzo stampa (programmi tv nel caso di Santoro, carta stampata nel caso di Sallusti)!
Proprio perchè la legge DOVREBBE essere uguale per tutti, mi domando come mai altri direttori l’abbiano “sfrancata” mentre per Sallusti si sia montato un casino del genere (a me viene il dubbio che dipenda da chi ha colpito Sallusti)…



49. mugnezz ha scritto:

2 dicembre 2012 alle 17:16

dai dai poco moralismo !!! se fosse successo a qualcuno di sinistra , sareste tutti qui a stracciarvi le vesti !!!



50. Mara ha scritto:

3 dicembre 2012 alle 18:24

@48 Perchè Sallusti si è rifiutato di risarcire il danno, gli era stato proposto una cifra simbolica da devolvere a Save the Children ma lui non ha accettato!



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