16
ottobre

L’ITALIA DI C’E’ POSTA PER TE

Maria De Filippi - C’è Posta per Te @ Davide Maggio .itDa otto anni imperversa sui nostri teleschermi con successo C’è posta per te, inespugnabile roccaforte del palinsesto di Canale5 (28.82% di share è la media delle prime quattro puntate) capace di sopraffare la più temibile concorrenza. Fiorello, Panariello, Ferilli e Dalla, Carlucci, Morandi, Clerici, Pupo e la Nazionale italiana di Calcio sono le vittime che il programma della “Sanguinaria” ha mietuto. Il format è  stato persino esportato, con successo, da Magnolia (in Italia produce Ça va sans dire Fascino) in giro per il mondo (solo per citare alcuni paesi: Germania, Spagna, Bulgaria, Francia, Libano).

Bollato da alcuni come tv spazzatura. Considerato l’emblema della tv del dolore, il programma si basa sulla spettacolarizzazione dell’uomo della strada che diventa inconsapevolmente carne da macello poichè costretto a mettersi a nudo dinnanzi a una telecamera, a mostrare i suoi sentimenti più profondi e le sue lacrime sottolineate da impudici primi piani.

Ma se si guardasse oltre quello che è il meccanismo del programma, abbandonando populiste considerazioni etiche, e ci si focalizzasse sulle storie della gente comune apparirebbe lampante come C’è posta per te, che piaccia oppure no, offre uno straordinario spaccato della realtà italiana, migliore di un qualsiasi manuale di sociologia.

Una realtà di provincia, d’altri tempi, per chi erroneamente ignora che il Paese è fatto da piccoli centri, non da metropoli, forse bigotta ma autentica e accorata. Realtà che per quanto ci sforziamo di essere “moderni” fa parte del nostro Dna ed è fatta di valori come la famiglia e l’orgoglio.

C’è posta è una fotografia neorealista del ventunesimo secolo italiano. Neorealismo che non proviene più dal cinema che troppo spesso strizza l’occhio alla lontana e dissimile America, nè tantomeno dalla fiction rinchiusa in banali cliché postmoderni.

Le storie raccontate hanno il fascino di tanti piccoli romanzi popolari capaci di appassionare lo spettatore giovane e meno giovane, anche quello più “sgamato”, che in una sorta di catarsi mediatica riesce ad immedesimarsi e a provare empatia dinanzi al palesarsi di sentimenti universalmente condivisi. Passioni ed emozioni viscerali, dunque, si mescolano in uno show che fa del pathos la sua ragione d’essere.

Spettatore che, poi, si sente partecipe attraverso il sadico meccanismo della busta che incuriosisce e fa parteggiare con lo stesso ardore di un tifoso allo stadio. Fenomenale meccanismo che solo un “genio del male” come Maria de Filippi poteva creare. Colei che tutto può e tutto muove, sancta sanctorum della televisione italiana, oltre a essere conduttrice è autrice dello show. Algida, come solo lei sa essere, si aggira per lo studio a raccontare le sue storie con semplicità e pacatezza incurante dei canonici tempi televisivi (“La signora sa mettere in scena, in maniera drammaturgica, il silenzio “ scrive Aldo Grasso). Gli ospiti “normali” cercano in lei conforto, le si rivolgono, come se la conoscessero da sempre, per un consiglio, per ringraziarla o semplicemente per invocare il suo nome..

“(…) Say it loud and there’s music playing, Say it soft and it’s almost like praying. MARIA, I’ll never stop saying MARIA!
The most beautiful sound I ever heard.
MARIA”

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29 Commenti dei lettori »

1. LadyDietrich ha scritto:

16 ottobre 2008 alle 13:04

Complimenti Mattia per lottima analisi del programma…questi si che sono post interessanti.



2. Gordon Gekko ha scritto:

16 ottobre 2008 alle 13:51

Spaccato della realt italiana…migliore di qualsiasi manuale di sociologia…il neorealismo.Per un attimo credevo si stesse parlando di “”ladri di biciclette”" di Vittorio De Sica.E non capivo il perchè della foto della De Filippi.Poi immagina la mia delusione quando ho capito che si parlava di “”cè posta per te”" della De Filippi.Mi sta bene tutto,ma per favore non disegnamo un programma che si nutre di drammi umani come un capolavoro del neorealismo.Cè ancora unillustre cultura italiana da rispettare.Che cosè alla fine cè posta per te? Vogliamo dirlo?E diciamolo!Ela spettacolarizzazione di sfortunate vicende umane,vere o presunte che siano,messe in scena il sabato sera da una tv commerciale,per il puro intrattenimento dellitaliano medio borghese.Il quale,partecipando al dolore inscenato con quel residuo di pseudoumanit che la routine quotidiana ancora gli elargisce,crede di essere ancora dalla parte dei “”buoni”",mentre in realt è solo una maschera di pietismo messa sul volto tetro dellindiff



3. Davide Maggio ha scritto:

16 ottobre 2008 alle 13:54

@ Gordon Gekko: appunto :-) In realt , se proprio devo dirla tutta, mi fanno piu pena le persone che scelgono di prendere parte.



4. Mauro ha scritto:

16 ottobre 2008 alle 13:54

A me il post di Davide è piaciuto parecchio…complimenti!!!



5. Davide Maggio ha scritto:

16 ottobre 2008 alle 13:55

@ Mauro: i complimenti a Mattia. Il pezzo e suo :-)



6. Gordon Gekko ha scritto:

16 ottobre 2008 alle 14:42

@DM:ma quindi sei daccordo anche tu?



7. Mauro ha scritto:

16 ottobre 2008 alle 15:03

Scusa Mattia…allora complimenti a te!!!



8. Mauro ha scritto:

16 ottobre 2008 alle 15:05

Scusa Mattia…



9. Mari611 ha scritto:

16 ottobre 2008 alle 16:02

Bellissimo post Mattia, ma accanto allempatia di cui tu parli io metterei anche il sadismo del pubblico, non solo quello di Maria. Il sadismo che fa dire “”mors tua vita mea”" (o come direbbe la Ventura mortibimus tuorum viti mii), quello che fa risollevare la testa dai propri guai perchè in fondo … mal comune mezzo gaudio.. e cos la Bloody Mary diventa quella “”consolatrix afflictorum”" a cui rivolgere, come giustamente scrivi tu, ringraziamenti e preghiere :)



10. Mattia Buonocore ha scritto:

16 ottobre 2008 alle 17:11

Ringrazio per i complimentI…Mari 611 sono daccordo con te, anche se non usurei proprio il termine sadismo. Gordon Gekko non penso cè posta per te sia un capolavoro del neorealismo, penso che offra uno spaccato neorealista della societ , a differenza di cinema e fiction lontani dalla realt del mainstream.



11. Gordon Gekko ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 11:33

@Mattia: Buonocore:Scusa ma ci sono diverse incongruenze nella tua risposta.Non si può dire che il neorealismo non sia presente nel cinema,visto che il neorealismo è stata una corrente,oltre che letteraria,cinematografica.Questo in linea generale.Se inv



12. Mattia Buonocore ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 11:50

Gordon Gekko: lespressione fotografia neorealista del ventunesimo secolo significa che Cè posta è uno specchio della societ , capace di descrivere e rappresentare lItalia vera. Invece il cinema, a differenza di quanto accadeva prima, e la fiction attualmente sono incapaci di rappresentare la realt .



13. Sondaggiretribuiti.it ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 12:32

E un programma per persone disperate, chi vi partecipa deve avere un grande coraggio e chi se lo vede è quella parte di italiani che si risolleva il morale con qualche pianto o sorriso falso in più.



14. Gordon Gekko ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 13:12

@Mattia Buonocore:il neorealismo del XXI secolo NON ESISTE.E come dire il Rinascimento del XXI secolo.Il neorealismo è un movimento culturale che si riferisce al secondo dopoguerra.Ha una forbice temporale ben identificata. E non sono neanche daccord



15. Mattia Buonocore ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 13:31

@ Gordon Gekko allora sar improprio luso della parola neorealismo (cosa che cmq non condivido) ma il significato (raccontare la realt , il sentito comune) non cambia. Gomorra era un libro. Si racconta una cert realt ma non è paragonabile con Cè posta. Io cmq mi riferisco ad altri tipi di film.



16. Gordon Gekko ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 14:09

Mattia Buonocore:Gomorra è anche un film,che probabilmente concorrer ai prossimi Oscar come film straniero.Il fatto che sia tratto da un libro non è sinonimo di racconto della realt .Ci sono anche film tratti da libri che non hanno attinenza con questultimo.Se ti riferisci invece ad altri tipi di film,ciò non significa che non esistano film moderni che racontino la realt .



17. Mari611 ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 14:25

Mattia e Gordon trovate un accordo. Il neorealismo secondo me non è prettamente riferito ad un determinato periodo storico in quando gi nel 1915 con “”Assunta Spina”" si può trovare una certa ispirazione neorealistica. E pur vero però che è il film “”Roma citt aperta”" del 1945 a segnare il realismo cinematografico più che mai. In generale il neorealismo è la rappresentazione oggettiva della realt nuda e cruda senza fronzoli e fin qui siamo tutti daccordo. Dopodichè secondo te Mattia “”cè posta per te”" è uno spaccato di vita quotidiana, un documento della vita stessa con i suoi dolori, i suoi guai, i suoi (re)incontri, e per te Gordon è una rappresentazione televisiva che di reale ha poco o niente. La differenza sta esclusivamente nella diversit di intendere la trasmissione. Punto. Avete ragione tutti e due probabilmente… la verit non è mai oggettiva come il neorealismo :)



18. Gordon Gekko ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 16:26

@Mari611:è importante non fare confusione.”"Assunta Spina”" è un film da cui sicuramente il neorealismo proviene,ma non è un film dispirazione neorealistica,bens lesatto contrario.Il neorealismo proviene dal realismo di film quali Assunta Spina e da



19. Mari611 ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 18:38

@Gordon. Su “”Assunta Spina”" hai perfettamente ragione. Mi sono espressa male io, ma intendevo che è stato dispirazione al neorealismo, chiedo scusa. Sul fatto che cè posta sia più melodramma che neorealismo anche, continui ad aver ragione, intenden



20. Gordon Gekko ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 20:54

@Mari611:Giudicare,nel bene o nel male che sia,il post per il suo taglio formale e per il modo in cui è scritto mi sembrerebbe supponente e irrispettoso nei confronti di chi lo ha redatto,e perciò me ne astengo.E comunque sarebbe un mero esercizio ozios



21. Giuseppe ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 22:32

Questa recensione rispecchia il programma,anche se nessuno costringe le persone ad andare l,è la formula del programma che lo rende cos,poi si possono aprire tutti i discorsi su quanto sia apprezzabile o no quello che succede l.La De Filippi sembra algida,ma non lo è affatto dentro e ,mi si può dire di tutto su di lei,ma lei è adatta come persona,a questo tipo di programma proprio per come interagisce con le persone.Comuque è un programma di emozioni,si spiattellate in pubblico,ma di emozioni.



22. ANnuccia ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 22:40

Cosa sia il neoralismo non sta a noi spiegarlo ,non credo che lautore del post volesse paragonare Cè posta a un capolavoro di De Sica o Rossellini,penso che si capisce che intendesse dire che racconti un pezzo dItalia,che cè e forse la conosciamo poco.La gente che guarda e che partecipa al programma per la maggior parte è gente umile,spesso anche anziana,e anche s ele storie fossero inventate è una realt che esiste e non ricostruita e patinata come quella delle fiction e del cinema odierno. @Gordon Gekko non cè bisogno di mostrare la tua erudizione,qui si parla di tv e non dobbiamo fare per forza gli intellettuali.



23. Gordon Gekko ha scritto:

17 ottobre 2008 alle 23:32

@ANnuccia:Non ho mostrato alcuna erudizione,ho semplicemente dissentito dallutilizzare il termine “”neorealismo”" con il programma della De Filippi.E ovviamente dovevo spiegare il perchè,altrimenti non avrebbe avuto senso.Mi sono state poste delle obiezi



24. ANnuccia ha scritto:

18 ottobre 2008 alle 00:19

@Gordon Gekko io non ce lho con te,ma il modo di esprimere le tue idee mi sa un pò di snob.I film giusti di cui parli non sono quelli che la maggior parte della gente di Cè posta guarda.A me non piace il programma,guardarlo per me è sprecare tempo.



25. Mattia Buonocore ha scritto:

18 ottobre 2008 alle 00:46

Bè Gordon Gekko siamo di due opinioni differenti e sicuramente proveniamo da due realt molto dverse…



26. Gordon Gekko ha scritto:

18 ottobre 2008 alle 00:49

@ANnuccia:scusami,ma tu stai dicendo che io sto esprimendo le mie idee in modo snob,e poi dici nellordine:che i film “”giusti”" (dove per giusti non intendo culturalmente elevati ma semplicemente film che abbiano una potenza espressiva molto realistica) n



27. Giuseppe ha scritto:

18 ottobre 2008 alle 13:44

Io personalmente non ci andrei mai.Se è giusto o no speculare sulle emozioni altrui?La risposta mia è ovvia,no.Io partecipo come telespettatore,come persona e mi fa piacere quando ci sono ricongiungimenti,ma non mi senitirei di consigliare alla gente,vai l.Però cè la De Filippi,fa questo lavoro,la gente ci va,ci crede e si ricongiunge,prendo atto di questo.



28. eleonora ha scritto:

8 novembre 2008 alle 15:47

ce posta x te fa cacare è una cazzata lo odio



29. patrizia ha scritto:

13 novembre 2008 alle 03:18

vorrei lindirizzo email di ce posta per te grazie



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