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aprile

BUON VIAGGIO MAURIZIO MOSCA

Quanto ci mancherà è ancora presto per dirlo (non ce ne rendiamo ancora conto), ma sicuramente ci mancherà tanto, tantissimo. Lui era uno di noi, un tifoso che viveva e pulsava di calcio, di onestà intellettuale, di passione sana. Un uomo pieno di valori, competente, amato da tutti perchè non si poteva non volergli bene. Fino all’ultimo ha resistito forte della sua passione, ancora più forte di quel male che probabilmente è stata la causa della sua scomparsa. Giornalista con un pedigree di razza, fu il primo giornalista che intuì la forza della televisione: abbandonò, infatti, presto la carta stampata  per diventare conduttore, opinionista  e, in alcuni casi, direttore delle news di alcune tv private. Compagno di avventura per alcune edizioni del “Processo di Biscardi”, dove inventò vari tormentoni: dalle famose “Bombe” al mitico pendolino, al “chi butti giù dalla torre”, alla moviola umana. Idee poi riprese un pò da tutti ed entrate nell’immaginario collettivo e in quasi tutte le trasmissioni che parlano di calcio, fino ad riapprodare definitivamente, da ormai molti anni, nella redazione di Sport Mediaset.  

Si ricorderanno i tanti anni in Gazzetta, il padre Giovanni, scrittore ed umorista, il fratello Paolo, scrittore e direttore di giornali, ma di questi argomenti se ne occuperanno sicuramente tutti. Invece a  noi piace ricordarlo nell’Appello del martedì su Italia 1, un programma sperimentale ed innovativo che inventò un Mughini opinionista televisivo, fino ad allora conosciuto ai più come giornalista, scrittore ed intellettuale con il suo storico “Aborroooo”, la geniale partecipazione  del grande  mago Helenio Herrera, le atmosfere da teatro dell’assurdo  apparentemente trash con vallette prosperose e personaggi coloriti; ma Lui ebbe il merito di inventarsi una nicchia, un modello mai più riproposto da nessuno: la rilettura critica dei programmi sportivi e delle discussioni generate dai fatti accaduti la domenica precedente.

Ci piace ricordare che non aveva la patente, girava solo coi mezzi, ricordiamo il suo rapporto con la vecchia madre che accudiva come un Angelo. Ci piace inoltre rimembrare il suo secondo grande amore, la boxe; un amore ai più poco conosciuto, ma quei pochi che frequentavano il Palalido di Milano, potevano scorgerlo a bordo ring a gustarsi gli incontri e scrivere di boxe: credo fosse il periodo del dualismo Benvenuti Mazzinghi, dei Ghelfi, dei Branchini, tempi eroici di uno sport che allora vedeva noi Italiani primeggiare in tutti i ring del mondo.

Ci mancherà quel suo vezzo di portare la sciarpa in qualsiasi stagione, ci intenerirà la domenica quando non potremo più rivederlo nelle sue meravigliose performances con Ciccio Graziani.

E’ strano come, a volte, vengano a mancare delle persone e, come un temporale d’estate, in pochi attimi, si mette in moto quell’infernale  macchina mediatica e, per un certo periodo, qualsiasi media ci bombarda di mille e più servizi che parlano della persona scomparsa addirittura arrivando a vivisezionare la sua esistenza  fino a che, come un refolo di vento, da un momento all’altro tutto svanisce e si ritorna al solito tran tran.

Io credo che Maurizio Mosca sarà per sempre, come una sorta di tatuaggio, scolpito nelle nostre menti e nei nostri cuori, un po come i Valenti, i Barendson, 90° minuto, Bartali e Coppi, la finale dell’ 82 con l’allora Presidente partigiano Sandro Pertini, il 4 a 3 di Italia Germania ai Mondiali di Messico 70, la finale dei 100 metri di Livio Berruti alle Olimpiadi, Carosello. Insomma Lui per essere ricordato, sicuramente non avrà bisogno di una Hall of Fame, perchè da uomo timido quale sicuramente era  probabilmente lo avrebbe imbarazzato.

Buon Viaggio dottor Mosca, ci saluti gli amici che sicuramente incontrerà lassù e vedrà che, questa volta, il suo pendolino azzeccherà ogni previsione.

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4 Commenti dei lettori »

1. Sandro Mazzinghi ha scritto:

5 aprile 2010 alle 01:30

Maurizio Mosca ci ha lasciato in punta di piedi, ma restera’ sempre nei cuori di tutti noi me compreso per la sua semplicità e la sua umanità che lo distingueva .
Un uomo che ha svolto la sua professione con dedizione e amore ed io lo ricordeò sempre con grande affetto.E MI MANCHERANNO quelle telefonate improvvise dove si parlava solo di sport e dove si ripercorreva gli anni d’oro del pugilato e mai un cenno alla sua malattia.
Le condoglianze più sentite alla Famiglia Mosca da parte mia e di tutti noi.
Ciao amico mio!!!
Sandro Mazzinghi



2. massimo dorati ha scritto:

5 aprile 2010 alle 01:57

Che Onore e che piacere leggere le sue affettuose e struggenti ricordi sul nostro blog . Parole che provengono da un grande Campione del mondo dei Superwelter che ha fatto realmente la Storia della Boxe ma sopratutto in un’ epoca dove la boxe era vera noble art. Apprezziamo ancor di piu’ questo suo gesto in un momento davvero triste come questo perche ‘ oltre alla Persona , all ‘ Amico , e’ davvero venuto a mancare un pezzetto di tutti noi che si e’ staccato dalla nostra vita ed e’ volato via , rimanendo tuttavia nel nostro cuore per sempre



3. matteol ha scritto:

5 aprile 2010 alle 11:46

Mi dispiace davvero tanto



4. Sandro mazzinghi ha scritto:

6 aprile 2010 alle 01:12

Rispondo a Massimo Dorati,
è il minimo che potessi fare per Maurizio lui mi ha seguito tanto nella mia carriera ed è stato un giornalista onesto e buono che ricorderò sempre con tanto affetto!!!
Sandro mazzinghi



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