12
dicembre

The Bad Guy è sorprendente

The Bad Guy - Luigi Lo Cascio

The Bad Guy - Luigi Lo Cascio

Basterebbe una sola parola per descrivere la nuova serie Prime Video The Bad Guy. Noi ne useremo molte di più per spiegare in che modo Luigi Lo Cascio, volto del cinema impegnato, sia uscito dai binari per catapultare il pubblico in un mondo visionario, improbabile, surreale. Dove accade quello che non ti aspetti e la stessa esperienza di fruizione diventa una sorpresa, perchè segue ritmi strani, partendo lenta ed accelerando all’improvviso.

Scritta da Ludovica Rampoldi, Davide Serino e Giuseppe G. Stasi, anche regista insieme a Giancarlo Fontana, la serie Indigo Film – di cui sono disponibili al momento i primi tre di sei episodi – scardina il sistema del racconto di mafia, infarcendolo di ironia come avvenuto con Bang Bang Baby sempre su Prime Video, che a quanto pare sta investendo a giusta ragione su un filone d’avanguardia, un po’ folle e un po’ geniale. Qui però si va oltre, trasformando un pubblico ministero siciliano in un gangster, che per vendicarsi di chi lo ha fatto passare per colluso, rovinandogli la vita, passa dall’altra parte della barricata perchè non ha più niente da perdere.

Lo Cascio si sottopone nella prima parte, ovvero nella prima vita del suo Nino Scotellaro, ad una trasformazione fisica imbarazzante, plastica, risultando poco reale, per poi palesarsi con il suo aspetto nella seconda parte della storia. E tutto avviene nel primo episodio, che parte istituzionale, lento, fatto di aule di tribunale e indagini che non portano a nulla, e poi con un twist stravolge tutto, regalando al protagonista una seconda e poi una terza vita: Scodellaro, durante un trasferimento dal carcere, resta coinvolto nella caduta del ponte sullo stretto di Messina (!) e, ritenuto morto, prende l’identità di un malavitoso che ha fatto perdere da anni le proprie tracce.

Uno, nessuno e centomila per un personaggio del tutto pirandelliano, un Mattia Pascal dei giorni nostri che vive nel ricordo dell’amore perduto – la moglie è interpretata da Claudia Pandolfi – e si ritrova, tradito e ripudiato dalla sorella ribelle e agente scelto (Selene Caramazza), a fabbricare bombe con succo d’arancia e palline da tennis, finendo protagonista di scene alla Pulp Fiction che a volte fanno sorridere e a volte turbano, tenendo incollato allo schermo lo spettatore.

Il mondo della mafia diventa un grande fumetto fatto di personaggi ridicoli, impensabili. Tutto, a partire dalle scene di sesso e violenza fino alla colonna sonora con Colapesce e Di Martino che cantano flemmatici a bordo piscina mentre un’orca mangia cadaveri da far sparire, è eccessivo, assurdo, esplosivo e per questo interessante, originale. Con un cast molto vario e convincente che comprende Vincenzo Pirrotta, Giulia Maenza, Antonio Catania e Fabrizio Ferracane.

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