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settembre

SE STASERA SONO QUI: BRICOLAGE DI IDEE PROMETTENTE MA PER NULLA ‘IGNORANTE’

Se Stasera Sono Qui

Cinquanta sfumature di come si possa essere divertenti, o anche diversamente brillanti, senza necessariamente propinare monologhi su una catena di montaggio: questa la variazione sul tema che costituisce la novità di Se stasera sono qui. Nonostante gli occhi puntati addosso, Teresa Mannino si conferma vispa e disinvolta, porta avanti bene la sua maschera di intrattenimento: quello della donna palermitana irriverente che se deve indicare il deretano con il suo nome proprio non s’imbarazza.

Non fosse per qualche taglio di montaggio è così interessante la spontaneità di donna Teresa che non ci si accorgerebbe che la messa in onda è differita. Se lo scopo della padrona di casa però è essere elegante, come prima serata richiede, meglio pensare che volesse risultare eccentrica con panni un po’ stranianti. Vedere il ‘bassorilievo’ del pantalone che tanto ricorda il logo dei programmi di Gigi Marzullo.

Carino il gioco sull’identità di rete, con continue punzecchiature alla fama di canale comunista e per intellettuali. Alla faccia della tv per ignoranti però Andrea Scanzi rivendica popolarità per Beppe Fenoglio e insulta sia il Pulcino Pio sia la trilogia delle Cinquante sfumature, i tormentoni degli ultimi mesi, fenomeno main – stream smontato in pochi istanti dal giornalista, che forse dimentica che ogni estate porta con sé le proprie stravaganze (il waka waka era più culturale?)

In compenso ci sono delle chicche davvero non male: c’è l’uomo del meteo che ha dato un nome ai cicloni e agli anticicloni (finalmente questa trovata ha un volto!), la scommessa sulla ‘maledetta’ Jessica Mazzoli e sui cinesi, per una volta presentati al pubblico non come i terribili invasori dei mercati. C’è la pillola green con la storia dell’acqua invisibile a mo’ di discussione di laurea con diapositive Power Point.

Di ottima fattura l’intervento di Cinzia Leone sugli stage, sulla persecuzione delle precarie da call – center e sulla crisi. Buona anche la trovata di Dante cantato in una sorta di versione rap by Morgan. Incroci di spunti e di personaggi che rendono abbastanza piacevole l’attesa di quello che verrà dopo, in semplicità, senza proclami di imminenti arrivi di un assurdo Godot liberatore.

L’atmosfera un po’ bricolage non dispiace: non è più il tempo di prodotti preconfezionati sterilmente, o forse è solo roba di cabala che trae buona ispirazione da celebri ritornelli di canzoni vintage italiane. Se diventa sempre più difficile far ridere, la Mannino riesce spesso a far sorridere. L’obiettivo non è di creare vorticose e travolgenti allegrie a 32 denti ma di puntellare e stemperare qua e là con una sorta di controregistro di piacevolezza una serie di sfoghi, riflessioni e intuizioni.

Poco trucco e pochi inganni, come denuncia già il volto della Mannino, che si riga di un’autentica commozione quando Pif racconta Palermo, la loro città comune, da una prospettiva diversa.

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12 Commenti dei lettori »

1. Pippo76 ha scritto:

5 settembre 2012 alle 23:56

Però però però
In questa televisione stantia ho notato qualche barlume di novità in questo show. Alcuni spunti interessanti… anche se ci sono alcune cose da mettere a posto.
Molto bello l’intervento di Cinzia Leone così come sono stati validi gli interventi di Pif e della ragazza sull’acqua.
Un programma pop promosso



2. leletv ha scritto:

6 settembre 2012 alle 00:38

L’effetto bricolage – come lo chiamava il blogger – credo che sia l’aspetto che non premierà in ascolti il programma.
Sono d’accordo con gran parte della critica, quello che stona nel format secondo me è il fatto che solo la Mannino non è stata snob e ha conservato un alone di ‘troppo rispetto’ nei confronti degli ospiti snobbissimi,invece. Questo al telespettatore,insieme ad un ritmo orribile e una scenografia molto discutibile, non è andato giu’.



3. Luna ha scritto:

6 settembre 2012 alle 08:25

“un ritmo orribile e una scenografia molto discutibile”
Concordo con Leletv comm. N°2. Ho seguito sino a Renzo Arbore (che mi ha un po’ annoiato), poi la pausa pubblicitaria mi ha fatto cambiare canale. Biagio Antonacci mi ha fatto sintonizzare per qualche secondo su Rai Due ma purtroppo i pochi secondi che ho visto del documentario mi hanno confermato che Rai 2 é ancora da fuggire. Tornata sulla 7 c’era ancora la pubblicità. Ho spento e sono uscita. L’impressione che ne ho avuto : ha preso buone idee da Crozza, da Fazio, dalla Guzzanti e dalla Cucciari (che secondo me, nell’ultima stagione televisiva aveva il programma più bello, intelligente e divertente) ma dovrebbe renderlo più suo. Ora lo recupero per vedere Jessica, Morgan e gli altri che a causa della pubblicità avevo dimenticato ci fossero. :-(



4. txus ha scritto:

6 settembre 2012 alle 09:06

premetto che ho visto pochi spezzoni del programma e che la mannino non mi è mai piaciuta… lo show ha confermato i pregiudizi che avevo… bah…



5. Nina ha scritto:

6 settembre 2012 alle 09:25

Purtroppo non l’ho visto perchè non la reggo con quel suo calcare sul dialetto. Leggere le cose che sono state trattate però aumenta il mio rammarico. Scanzi è pesante ma ha fatto bene a parlare male di quel libraccio



6. Nina ha scritto:

6 settembre 2012 alle 09:26

Comunque sarebbe ora di finirla con i titoli rubati alle canzoni.



7. Pippo76 ha scritto:

6 settembre 2012 alle 09:37

Luna… peccato che tu abbia cambiato canale perchè gli interventi migliori del programma sono stati messi dopo Arbore..



8. Pippo76 ha scritto:

6 settembre 2012 alle 09:39

Scanzi è stato ironico, simpatico e per nulla pesante



9. Andrew ha scritto:

6 settembre 2012 alle 17:29

Solo io l’ho trovato troppo troppo conforme con la7?
Cioè la Mannino di per se mi è piaciuta molto (ha sempre la battuta pronta e mantiene sempre il ritmo della trasmissione), ma il resto (compresi alcuni interventi) non erano nulla di nuovo rispetto a quanto proposto in altri programmi, insomma nulla che non si era già visto sulla rete! Spero in un cambiamento, per certi versi concordo con Luna riguardo la necessità di dargli un impronta diversa!



10. Lucia ha scritto:

6 settembre 2012 alle 22:36

Personalmente l’ho trovato un programma divertente e brillante anche se effettivamente il ritmo del programma a volte era un po’ troppo dilatato. Da futura studentessa all’università alla fine dell’intervento di Cinzia Leone mi si sono inumiditi diti gli occhi di lacrime…davvero bello e toccante nonostante il tema della disoccupazione sia stato trattato con piacevole ironia.



11. Valerio ha scritto:

7 settembre 2012 alle 04:30

A me è piaciuta anche se l’andamento della conduzione poteva sembrare sostenuto ma sicuramente sarà rafforzato nelle prossime puntate. La Mannino mi è sembrata spontanea e a tratti divertente, non è piaciuta anche a me la scenografia, cupa e spartana. Gli ospiti andavano bene e non è vero che la trasmissione sembrasse troppo in linea con quelle de La7, c’è un’impronta personale data proprio dalla sua personalità pop e autoironica. È uno spettacolo che con leggerezza avvicina le persone ai temi della contemporaneità, in questo la vedo molto affine al Fabio Volo di Raitre.



12. Ant918 ha scritto:

7 settembre 2012 alle 13:19

Non capisco i commenti negativi, davvero.
La Mannino impeccabile: naturale come pochissime sanno essere, mai costruita e sempre divertente, ritagliandosi il giusto spazio nel format.
Gli ospiti, a parte qualcuno, azzeccatissimi.
In ogni caso ha fatto il 4%, che per La7 è tipo Sanremo. E’ vero, era solo la prima puntata, ma se il buongiorno si vede dal mattino questo non è flop.



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