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luglio

SARA VENTURA A DM: “IL TELERATTO AL PROCESSO DI BISCARDI? UN GRANDE VANTO. FAREI L’ISOLA DEI FAMOSI CON MIA SORELLA SIMONA IN STUDIO”

Sara Ventura

La parentela è solo un dettaglio. Perché una come Sara Ventura non puoi definirla semplicemente “la-sorella-di-Simona”: sarebbe riduttivo. Il suo curriculum, infatti, racconta di una carriera fatta di gavetta e passione, con un percorso professionale del tutto autonomo rispetto a quello di Mona sua, anzi Nostra. Da anni Sara è il volto femminile del Processo di Biscardi, il tempio del moviolone e delle ‘bbombe’ di mercato, ed è anche, grazie alla trasmissione mattutina La Famiglia Giù al Nord, una delle voci  più conosciute di Rtl 102.5, la radio che secondo recenti rilevazioni Gfk Eurisko è la più ascoltata della Penisola, con oltre 6milioni e mezzo di ascoltatori al giorno. 

Sara, che effetto fa trasmettere dalla radio più ascoltata d’Italia? 

E’ un enorme piacere, un onore. Io sono a Rtl dal 2003, quando non eravamo ancora primi, e sono cresciuta professionalmente con loro. Mi hanno insegnato a fare la speaker e ho trovato una grande famiglia in un momento in cui non avevo ancora una mia identità. Invece adesso posso dire c0n assoluta certezza e vanto: sono una speaker, amo la radio e so cosa voglio fare. 

I dati confermano che la radio è un mezzo molto seguito, credi che  il pubblico inizi a preferirla alla tv? 

Secondo me no. Noi, ad esempio, abbiamo la peculiarità di essere la prima radiovisione italiana perché trasmettiamo contemporaneamente in radio e in tv, quindi l’utilizzo della vista è facoltativo. Ci sono molti locali sempre sintonizzati sul nostro canale, perché Rtl ha tutto: le informazioni sul traffico, le news, i programmi leggeri o al servizio del cittadino, e devo dire che questo modo di fare radio-televisione è azzeccato. Non penso ci sia voglia di non vedere la tv, ma forse la televisione non è ancora così completa e non propone ancora programmi a 360 gradi. 

A proposito di televisione: da anni co-conduci il Processo di Biscardi. Come vivi questa esperienza a fianco di Aldo? 

E’ la mia più grande soddisfazione. Io ho iniziato a lavorare nel ‘93 a Sei Milano, un’emittente giovane curata da Benetton e Fabrica, dove ho mosso i primi passi. Nel ‘96 cominciai l’esperienza con Biscardi, ed era un Aldo completamente diverso da quello che mi trovo adesso perché era molto difficile per una donna inserirsi nel contesto del suo programma. Io avevo solo 21 anni e non avevo nemmeno il coraggio e la spocchia di zittire persone più grandi di me. Ero proprio una buona. Fu un’esperienza traumatizzante. 

Racconta…

Mi trovavo nel tempio del calcio assieme a persone molto competenti, come oggi del resto, ma solo che io ero proprio piccola. Invece ora che sono tornata a lavorare con Aldo dopo tanti anni ho notato che lui si è appoggiato molto a me. Il mio ruolo con lui è completamente diverso, siamo affiatati e ci capiamo in un attimo. E poi se voglio parlare parlo, se devo zittire zittisco. Inoltre cerco di dare un ordine ad un programma in cui ci sono tante persone che vogliono dire la loro e c’è chi si offende se non interviene. Il Processo è fatto così e sempre lo sarà. 

Quest’anno avete ricevuto anche il Teleratto come peggior programma sportivo…
 

Sì, un grande vanto! Sono molto contena (ride, ndDM). Io sono abbastanza ironica e credo si capisca, quindi direi che siamo spiccati anche in questo contesto. 

Secondo te quali caratteristiche hanno fatto sì che vi aggiudicaste il temutissimo premio? 

Innanzitutto ci hanno votato dei tifosi, e notoriamente ci sono gli juventini che ce l’hanno a morte con il Processo perché odiano l’avvocato Taormina, che è un anti-juventino per eccellenza. Gli interisti non sono da meno. Ma poi succede una cosa stranissima: ci sono programmi come Uomini e donne o Pomeriggio Cinque che tutti criticano ma alla fine li guardano.  

Che programmi sportivi guardi in tv? 

Seguo molto Sky, in particolare Ilaria D’Amico che è davvero competente. Poi guardo la diretta minuto per minuto. Ma la domenica sono spesso in giro con mio marito o per lavoro, quindi il calcio lo ascolto alla radio. 

Cosa pensi di Quelli che il calcio sotto la conduzione di Victoria Cabello? 

Io sono una di quelle che ha sempre seguito Victor Victoria e lei come personaggio mi piace tanto. Certo, poi è naturale che io sia di parte e che preferisca Simona perché la amo, anche professionalmente. Penso che Victoria abbia un pubblico di nicchia diverso da quello di mia sorella. 

Trovi che il programma sia molto cambiato? 

Ognuno la trasmissione se la cuce addosso ed è giusto così. Anche quando Simona è subentrata a Fabio Fazio sembrava difficile raccogliere il testimone, e invece si è calzata addosso il format ed è andata bene. 

Europei di calcio: dove li hai seguiti? 

In radio, soprattutto dopo che su Rtl sono arrivati a commentarli quelli della Gialappa’s, che sono dei miei miti. A me piace molto sorridere e i processi in tv li faccio già tutto l’anno, quindi non avevo voglia di seguirne altri sugli Europei. 

 Cosa pensi del botta e risposta sui gay in Nazionale consumatosi tra Cassano e Cecchi Paone? 

Cassano è una persona simpaticissima e buona, io lo conosco e posso assicurare che non aveva l’intenzione di offendere. Ha utilizzato un termine brutto e sfigato, che non biosognerebbe utilizzare, ma al di là di questo ha detto che sono fatti loro. Cecchi Paone invece poteva anche risparmiarsela… Chi se ne frega se ci sono gay in Nazionale. 

 Il fatto di essere sorella di Simona credi ti abbia più favorito o penalizzato? 

All’inizio è stato un buon biglietto da visita che mi ha favorito, ma alla lunga ci sono tanti pro e contro. Perché se fai bene dicono: è normale, il ceppo è buono. Se invece fai male ti tirano addosso il doppio delle valangate di melma. Io vado avanti per la mia strada e se qualcuno, dopo 20 anni di lavoro e di gavetta, può ancora pensare che io sia stata raccomandata ritengo sia un problema suo. 

 Ora che Simona è approdata a Sky, non è che anche tu stia pensando di seguirla? 

Ma no… Per carità non mi dispiacerebbe, però ti dico anche che io sono stata una delle prime abbonate Sky, quando ancora il decoder si acquistava in lire. Mi piace perché è una finestra sul mondo, con programmi nuovi che sono anche una fonte d’ispirazione. Poi io sono un’amante dei telefilm e dei thriller, quindi seguo spesso Fox Crime. 

Ultima provocazione: non ti piacerebbe fare la concorrente all’Isola dei Famosi adesso che non c’è più Simona? 

Sì, mi piacerebbe andare sull’Isola se non altro per dimostrare a tutti che ho problemi di tiroide e non è che mangio soltanto (ride)! E’ un’esperienza che affronterei, e certo la farei ancor più volentieri se ci fosse mia sorella in studio. Quello sì, mi piacerebbe tantissimo

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