6
giugno

MYRTA MERLINO A DM: “VOGLIO CONTINUARE A FARE LA ‘PALADINA DEI CITTADINI’. L’ARIA CHE TIRA PROSEGUE NELLA PROSSIMA STAGIONE”

Myrta Merlino

Quando la sua Piazza Affari personale va giù, impegnata fra figli, scalette, libri e lettere, il trucco segreto di Myrta Merlino per affrontare con grinta e piglio deciso le dirette mattutine de L’Aria che tira è una tazza colma di Coca Cola da sorseggiare davanti alle telecamere. Non sarà un caffè americano, in pieno stile Letterman, ma è di certo un piccolo rituale che la giornalista ha portato avanti in questa stagione della sua trasmissione di economia che va in onda dal lunedì al venerdì alle 11 su La7 e che in breve tempo è diventata un piccolo cult per gli italiani che, con la crisi finanziaria che dilaga, desiderano essere informati su risparmi, mutui, lavoro, borsa, tasse e bollette. Ora L’Aria che tira è diventato anche un libro dal sottotitolo Noi e i nostri soldi in tempo di crisi, un prontuario attuale e utile, che affronta quel che è essenziale sapere per capire a fondo il senso e le conseguenze dei cambiamenti avvenuti con la crisi europea e i successivi provvedimenti del governo Monti.

Il tuo libro sembrerebbe un instant book scritto in tempi strettissimi. Come è nata l’idea?

Il libro è nato di pari passo con il programma. Quando abbiamo iniziato la trasmissione, lo scorso ottobre, ci siamo prefissi di spiegare l’economia in maniera semplice agli italiani. In realtà poi nelle settimane successive siamo stati travolti da un’onda di telefonate, mail, lettere di gente comune che ci raccontava la propria storia, che chiedeva di poter intervenire in trasmissione. Ci siamo accorti allora che stavamo raccontando la vita degli italiani nell’anno forse più difficile dal dopoguerra ad oggi, dando voce a chi non ha voce. Per la prima volta in tv le persone hanno proposto le loro storie non da un punto di vista sentimentale, ma parlando di pensioni, di salari, dei problemi con le tasse. Mi sono sentita investita di una grande responsabilità e allora ho iniziato a raccogliere le lettere arrivate al programma. Alcune sono davvero intense, altre quasi commoventi.  Il libro è nato quindi per fermare sulla carta queste testimonianze, che raccontano quali sono le sofferenze degli italiani del 2012, e per cercare di dare delle risposte a chi vede con incertezza il proprio futuro.

Dando voce direttamente alla gente avete sollevato problemi gravi ancor prima che finissero sulle prime pagine dei giornali. C’è una questione che hai seguito con particolare apprensione?

Sicuramente il difficile tema degli esodati.  Una questione che sui giornali è finita a marzo ma che noi già dal 5 dicembre, ai tempi del discorso “lacrimoso” del Ministro Fornero ci eravamo posti in redazione grazie alle lettere di gente che si era fatta i conti e che si era chiesta se sarebbe andata comunque in pensione, dopo essere uscita dal mercato del lavoro. Gente che si è sentita tradita dallo Stato, persone che dopo aver sottoscritto un accordo con le proprie aziende si sono ritrovate in mano un pugno di mosche e che oggi non hanno nessuno si occupi di loro.

Visto il periodo voi giornalisti che trattate di economia siete richiestissimi. Sarah Varetto lo scorso anno, dopo essersi occupata del tema, è stata promossa alla direzione di Sky Tg24. Ti piacerebbe dirigere un giornale o un tg?

Per il momento mi vedo molto bene nel ruolo di “paladina dei cittadini” ed è questo quello che voglio continuare a fare. L’esperienza di quest’anno è stata talmente forte e formativa per me, entrando in contatto con gli italiani tutte le mattine, che non riuscirei a pensare a qualcosa di diverso. Sono felice che il progetto prosegua anche nella prossima stagione televisiva, perché questo programma è qualcosa che non c’era,  è una novità. Per la prima volta parliamo della gente vera e cerchiamo di dare strumenti per affrontare con meno ansia, incertezza e timore i problemi quotidiani che ci si presentano, dai consumi, ai rapporti con le banche, al lavoro che non c’è.

Insomma, diciamo che sono state delle mattinate impegnative. Unico vezzo, il poter bere mentre si è in onda dalla tua tazza rossa, in peno stile americano..

Normalmente bevo acqua ma ci sono mattine in cui arrivo stremata, che son rimasta fino a tardi a fare i compiti con i miei figli, che ho rivisto le scalette e che ho dormito male, allora mi bevo anche la Coca Cola di prima mattina con grandi critiche da parte dei miei autori salutisti!

Il libro e il programma nascono per stimolare esperti e addetti ai lavori a confrontarsi con situazioni concrete. Secondo te i Tecnici di questo Governo sono distanti dalle persone e dalla vita reale?

Io temo di si, credo che questo Governo sia fatto da persone perbene, competenti nelle loro materie ma che scontino un po’ la loro provenienza accademica. Penso che il Ministro Fornero, che pure è una professoressa stimata, abbia applicato ad un paese molto complicato una sorta di formuletta, un algoritmo che però nella vita reale si scontra con le difficoltà e le particolarità del nostro paese. In Italia abbiamo tanti lavoratori precoci, abbiamo datori di lavoro furbi, abbiamo persone con buchi di contribuzione, persone che hanno dovuto lavorare in nero e che hanno cambiato più volte forma di lavoro. E allora che cosa fai con loro? Li vai a penalizzare perché hanno cercato di lavorare comunque, rimboccandosi le maniche? Il nostro mercato del lavoro è complicato e per questo credo che i tecnici dovrebbero mettersi all’ascolto del paese vero, il paese reale.

Altra questione delicata è quella di Equitalia. Negli ultimi giorni la società per la riscossione dei tributi ha aperto dei centri d’ascolto per le situazioni più complesse. Credi sia un’operazione di marketing o una risposta doverosa?

Credo che far dialogare Equitalia ed i cittadini sia un’ottima idea. Noi abbiamo trattato delle storie paradossali. Una in particolare, quella di Eugenio, un falegname che è venuto da noi disperato, che ha perso l’azienda dopo un errore enorme che riguardava un condono tombale. Lui si è trovato dentro un vortice, da cui non è più riuscito a uscire. In trasmissione però l’abbiamo fatto parlare col Presidente di Equitalia Befera e da lì hanno riaperto il suo caso. L’errore è stato riconosciuto e gli sono stati tolti i pignoramenti. Se c’è dialogo le cose non possono che migliorare, anche se dobbiamo ricordare che Equitalia svolge un servizio per conto dello Stato e si limita solo ad applicare delle regole. La questione invece è un’altra, dobbiamo chiederci: in un momento così difficile, in cui il l’economia va male, il paese arranca e  in cui lo Stato non paga i suoi creditori per la bellezza di 90 miliardi di euro, ce la possiamo permettere una macchina così perfetta di recupero crediti? Una macchina che se ti becca non ti molla più, che costringe a pagare in fretta quella stessa gente che magari da anni attende i pagamenti della Pubblica Amministrazione..

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2 Commenti dei lettori »

1. Luca ha scritto:

6 giugno 2012 alle 20:33

Contento della (ri)conferma!! Ora speriamo venga confermato anche Coffèè Break



2. lordchaotic ha scritto:

6 giugno 2012 alle 23:20

ottimo programma e come dice luca speriamo pure in coffe break.. unica cosa cambiare il nome in pausa caffè!!!



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