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aprile

Quel Bridgerton che non si può non amare

Bridgerton 2 - Jonathan Bailey

Bridgerton 2 - Jonathan Bailey

Il mondo di Bridgerton ha la grande capacità di catturare lo spettatore, di tenerlo legato con un racconto appassionato e appassionante, che non abbandoneresti neanche volendo. Perchè sì, ad un certo punto potresti anche volerlo: i romanzi di Julia Quinn da cui è tratta la serie non sono particolarmente originali e si perdono in così tanti tempi morti che, in teoria, di puntate per raccontarli ne basterebbe una. Ma Netflix per raccontare Il Visconte che mi Amava ne ha riempite con maestria ben otto, che si divorano nell’attesa di un primo bacio che sembra non arrivare mai.

Benchè il nuovo protagonista Anthony Bridgerton (Jonathan Bailey) nella precedente stagione si fosse mostrato molto audace e libertino, in questa ha tirato il freno a mano. Il triangolo che lo vede protagonista insieme alle sorelle Edwina (Charithra Chandran) e Kate (Simone Ashley) ha offerto solo due scene hot; roba da educande, se si pensa a tutti gli amplessi del Duca (Regé-Jean Page) e Daphne (Phoebe Dynevor) della prima stagione.

Nonostante ciò, il personaggio ha tirato fuori il meglio di sé. Benché in un clima completamente frivolo, dove una delle maggiori preoccupazioni dei protagonisti è il colore dei fiori da scegliere per l’ennesimo ballo da organizzare nella propria dimora, c’è spazio anche per un’analisi psicologica: Anthony è un ragazzo giovane che sente su di sé il peso della famiglia, ha dovuto occuparsi di tutto e tutti fin dalla morte del padre e per questo ha rimosso ogni sentimento superfluo dalla sua vita. Per paura e per un senso pratico che rischia ora di annientarlo.

L’incontro con le Sharma gli darà uno scossone, trasformandolo alla lunga da freddo e distaccato nel più romantico ed innamorato degli uomini. E coloro ai quali piace il genere regency non potranno che appassionarsi a lui e a tutti gli aspetti del racconto, narrati e messi in scena con perizia, nonchè conditi con esagerazioni e qualche invenzione storica di troppo, che però stuzzica la fantasia: dai costumi ai dialoghi, dalle ambientazioni alle scenografie, dalle musiche all’ottima interpretazione degli attori, funziona tutto.

Altre due stagioni sono già state confermate – i romanzi sono in tutto nove, inclusa una raccolta di nuovi epiloghi per gli otto protagonisti – e questa continuità, questo ritrovare gli stessi personaggi, seguendoli nel tempo, questo appuntamento perpetuo con la famiglia Bridgerton fa somigliare per un attimo la pay in streaming alla tv generalista. Nei suoi aspetti migliori.

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