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novembre

Una parola di troppo: Magalli fa il vigile cinico

Una parola di troppo

Una Parola di Troppo. Per Giancarlo Magalli un titolo così suona quasi beffardo, paradossale. Il conduttore Rai, infatti, è notoriamente uno che con le parole ama giocarci. Soprattutto con quelle di troppo, pronunciate di solito con una certa ironia. Nel nuovo quiz da lui condotto su Rai2 il presentatore romano deve mediare proprio tra questa sua storica caratteristica e il ruolo richiestogli dal suddetto game show, che per sua natura non concede particolari licenze artistiche al padrone di casa.

In un gioco a premi, come lo è Una parola di troppo, al conduttore è più che altro richiesto un ruolo da vigile, capace di dirigere il traffico. Anche su questo fronte, Magalli – che nella realtà è pure vigile onorario – non si è fatto trovare impreparato. Il presentatore, nelle prime puntate del quiz, ha cercato di declinare il ruolo a modo suo: tentando cioè di inserire qualche fugace guizzo sarcastico o cinico nella puntata.

In un recentissimo appuntamento, ad esempio, Giancarlo ha stuzzicato due concorrenti fidanzati rispetto alla scarsa convinzione di lui nel dichiararlo. Poi, commentando la soluzione di una manche – ovvero la parola “ninnananna” – ha provocato una partecipante: “Te la cantava mamma o ti dava direttamente le bottigliate?“. Analogamente, ha scherzato sul modo irruente di prenotarsi di due concorrenti e sull’apparente tranquillità iniziale dei campioni in carica. Con autoironia, poi, ha commentato così il premio di consolazione costituito da un paio di calze “magalline” con la sua faccia impressa: “In estate ci fanno dei falò…“. Ciliegina sulla torta, che merita una menzione d’obbligo, la perifrasi utilizzata da Magalli pur di non pronunciare l’evocativa parola “Volpe” (citofonare Adriana) come soluzione di un quiz.

Appoggiandosi su uno format piuttosto intuitivo, basato sul susseguirsi di diversi “Lingo” (sequenze di parole da indovinare) di difficoltà crescente, il conduttore propone ogni sera un programma che si lascia seguire pur senza effetti speciali. Sotto questo punto di vista, Una parola di troppo non si differenzia particolarmente da altri quiz visti in tv e anzi attinge a stilemi del passato. Trattandosi di un gioco legato all’uso delle parole e alla consultazione della Treccani, forse non guasterebbero maggiori riferimenti alle curiosità linguistiche o alle molteplici sfumature che la nostra lingua consente di attribuire ai singoli vocaboli.

Curioso e moderno lo studio del programma, veloce e gradevole la formula. Ma perchè non chiamarlo semplicemente Lingo?



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1 Commento dei lettori »

1. Domenico ha scritto:

5 novembre 2021 alle 20:15

A me Magalli piace anche per la sua ironia, fa televisione da tanti anni e conosce bene quindi il mezzo televisivo. Per questo io lo vedrei bene in prima serata, e non relegato a condurre un quiz (come un lavoro di consolazione).
Peccato però per la diatriba con la Volpe, perchè anche lei mi piace molto. Sarebbe bello se si perdonassero a vicenda 💑



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