21
giugno

Sanremo Estate non si farà. Scontro tra il Comune e la Rai

Amadeus

Il progetto è saltato prima ancora di vedere la luce. Lanciato con entusiasmo da Amadeus, con l’intento di ripagare la Città dei Fiori per gli sforzi sostenuti nel Festival della pandemia, l’evento si è arenato tra gli scogli della sostenibilità economica, bloccandosi davanti al muro contro muro ingaggiato – proprio attorno agli aspetti finanziari – tra la Rai e il Comune ligure.

La fattibilità della manifestazione, pensata da Amadeus come una sorta di spin off sanremese in salsa estiva (senza alcun concorso, ma solo con tanta musica), si è inchiodata con l’avanzare delle trattative. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, per la realizzazione dell’evento estivo la Rai avrebbe chiesto uno sconto del 10% sui 5 milioni di euro che, per convenzione, ogni anno l’azienda versa al Comune di Sanremo per la trasmissione della rassegna canora. Stando invece ad altre fonti vicine a Viale Mazzini da noi contattate, la Rai aveva chiesto che l’evento rientrasse nell’importo della suddetta convenzione annuale.

Arrivati al nocciolo della questione economica, il Comune avrebbe raffreddato le interlocuzioni con Viale Mazzini. Una versione che trova conferma anche nell’atteggiamento irremovibile del sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, il quale in un recente incontro con le associazioni locali di categoria avrebbe riferito che le condizioni poste dalla Rai non possono essere accettate.

C’è il dispiacere comune per le aspettative deluse in merito all’evento estivo Rai che ci era stato prospettato a marzo” ha di fatti dichiarato lo stesso Biancheri, che all’avvio della stagione vacanziera ha previsto un maxi ristoro di circa 1 milione e 700 mila euro in favore di tutte le attività locali danneggiate dalla pandemia.

Intanto, la questione Sanremo Estate ha assunto una rilevanza politica approdando nel Consiglio Comunale della Città dei Fiori. A fare da sponda alle posizioni del Sindaco Biancheri si è aggiunta pure la Lega, dai banchi dell’opposizione.

Aver chiesto uno sconto sull’importo dovuto al Comune dalla Rai per la convenzione Festival, quale requisito imprescindibile alla realizzazione della manifestazione Sanremo Estate, è stato profondamente scorretto nei confronti dell’intera città che nel periodo più duro del lockdown, quando il Ponente ligure si trovava in zona Rossa, si è assunta la responsabilità di mandare avanti la manifestazione. Ancora una volta Rai dimostra che pensa solo a guadagnare e che gli impegni, assunti da uomini Rai (era stato Amadeus a fare da garante, ndr) o dall’azienda stessa, possono valere poco

ha tuonato il consigliere leghista Daniele Ventimiglia. Una posizione irritata che dà l’idea di quanto – al di là dei singoli rapporti personali – l’asse tra Rai e Comune di Sanremo si regga su relazioni tutt’oggi delicate.

In questo specifico caso, però, a smenarci è solo la città di Sanremo e non certo la Rai, che nella prossima stagione tv dovrà realizzare, oltre al Festival, anche l’Eurovision Song Contest. E pensare che, all’indomani della vittoria dei Maneskin, la Città dei Fiori si era fatta avanti come località ospitante, pur avendo pochi requisiti compatibili con quelli chiesti dall’organizzazione dell’evento europeo.



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2 Commenti dei lettori »

1. Marcella ha scritto:

21 giugno 2021 alle 21:18

Oltre a ricevere l’obolo annuale di 5 milioni dalla Rai per pagare il marchio Festival di Sanremo, il comune di Sanremo vorrebbe altri soldi per il favore che la stessa Rai gli farebbe nel portare una manifestazione estiva che potrebbe benissimo fare in qualsiasi altra località turistica.
Io direi al caro sindaco di abbassare un po’ le pretese e ringraziare la Rai per tutto l’indotto economico che porta al Comune nel mese di Febbraio. Poi sarebbe utile sapere questi 5 milioni come vengono usati perché non si è mai capito, invece di pretendere e basta



2. jacaranda ha scritto:

21 giugno 2021 alle 23:26

Il comune id Sanremo é una sanguisuga, i 5Mil che Rai paga per il marchio sono già troppi, specialmente per quanto porta l’indotto, che in una settimana fa incassare quello che altrimenti non vedrebbero in un anno, visto che Sanremo non se la fila nessuno.

Altra riflessione da fare, ma chi è e chi si crede di essere Amadeus, come si permette anche solo di avanzare pubblicamente queste ipotesi? Un’azienda seria lo avrebbe sbugiardato immediatamente, lui non ha ne il potere ne tantomeno é pagato per dirimere questioni come queste.



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