9
ottobre

Chiude il Salone Margherita, addio al teatro del Bagaglino

Il Bagaglino, Salone Margherita

I riflettori si sono definitivamente spenti il 30 settembre scorso. Il sipario, invece, era chiuso ormai da tempo (e l’emergenza sanitaria ci aveva messo del suo). E’ finita così la gloriosa storia dell Salone Margherita, il teatro di via Due Macelli a Roma, storica casa del Bagaglino. La società Cinema teatrale Marino & C., fondata nel 1920 dei fratelli Marino, ha restituito le chiavi a Banca d’Italia, proprietaria del prestigioso immobile liberty, che chiedeva indietro lo stabile.

Le circostanze attuali hanno accelerato quello che, per lo storico teatro romano, sembrava un epilogo annunciato.

Alla continua pressione da parte dell’Istituto di via Nazionale, che da due anni preme per riavere il teatro allo scopo di venderlo e quindi non ci ha concesso il rinnovo del contratto d’affitto, si è aggiunta la tragedia della pandemia

ha spiegato Nevio Schiavone, patron del Salone e titolare della società che gestiva il palcoscenico sul quale in passato si erano esibite note personalità dello spettacolo. Da La Bella Otero, soubrette ante litteram negli anni della Belle Époque, ad Aldo Fabrizi, Totò ed Ettore Petrolini. Negli ultimi decenni, però, il Salone era diventato popolare per gli spettacoli organizzati dal duo Castellacci-Pingitore, trasmessi sui canali Rai e poi da Mediaset. Del cast di quegli show si ricordano in particolare Oreste Lionello, Leo Gullotta, Pippo Franco, Martufello e le varie soubrette susseguitesi negli anni, da Pamela Prati a Valeria Marini.

Il solo pensare che il ‘Margherita’ possa non riaprire i battenti mi sembra inconcepibile. Sarebbe un’offesa grave alla cultura, allo spettacolo, alla sensibilità degli spettatori. Un’istituzione come la Banca d’Italia non può, e certamente non vorrà, chiudere in faccia al pubblico le porte di un luogo così caro ed amato, incastonato con il suo splendore architettonico e decorativo nel corpo vivo di Roma

ha affermato il regista Pier Francesco Pingitore, auspicando che dopo “questa brutta avventura del covid” il teatro torni a svolgere la sua funzione.

In difesa del teatro si sono subito fatte sentire le voci di chi calcò il suo palcoscenico. Da Martufello, dettosi “certo che il Salone non potrà essere sottratto al pubblico romano, né vietato agli artisti che per tante stagioni lo hanno tenuto vivo“, a , per la quale “il sogno non può finire“. “Il Salone Margherita deve continuare a esistere, il suo palcoscenico può ancora regalare sorrisi, emozioni e sogni” ha aggiunto la showgirl. Sconvolta” anche Pamela Prati che si sente legata al teatro “da splendidi ricordi”.



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