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maggio

Matrimonio di Pamela Prati: cronaca di un evento ‘mai nato’

Pamela Prati

Pamela Prati

E’ l’8 maggio 2019, giorno in cui si sarebbero dovute celebrare le nozze – ormai rinviate a data da destinarsi – tra Pamela Prati e Mark Caltagirone; la faccenda, a dirla tutta, è ancora avvolta nel mistero e le affermazioni contraddittorie della showgirl sarda, miste a quelle delle agenti Eliana Michelazzo e Pamela Perricciolo, hanno dato il via ad un vero e proprio giallo. Caltagirone esiste davvero o è solo una trovata pubblicitaria? In attesa di conoscere la verità -se mai verrà a galla-, ripercorriamo alcune fasi della vicenda.

Le dichiarazioni su Mark Caltagirone

E’ il 2 dicembre 2018 quando Pamela, ospite di Domenica Live, parla per la prima volta in tv di Mark Caltagirone:

Lui è un uomo fantastico in tutto e io mi commuovo nel parlarne perché la vita mi ha dato la cosa più bella in assoluto. E’ arrivato tutto insieme, quando ci siamo incontrati è stato come se ci fossimo amati in altre vite. Lui ha 53 anni, è meraviglioso“.

Ma il matrimonio “principesco” quando doveva avvenire? La prima dichiarazione in merito è arrivata, a febbraio 2019, nel programma radiofonico Un giorno da pecora:

Mi sposo a fine marzo, a Roma“.

Nell’appuntamento di Domenica In trasmesso il 31 marzo 2019, al cospetto di Mara Venier, Pamela ha raccontato di essersi già sposata – e fin qui nulla di strano – ed ha sostenuto che le nozze religiose sarebbe avvenute in Umbria:

“Quando mi sposo? Presto lo saprai. È imminente. Ti darò a mano la partecipazione. Noi ci siamo già sposati, ma ci sposeremo anche in chiesa. Ecco la fede“.

Travolta in seguito dai sospetti mossi da Dagospia, la Prati si è difesa sia a Live  – Non è la D’Urso che a Verissimo. In quest’ultima occasione ha detto:

“Il matrimonio ci sarà a maggio. (…) Perchè avrei dovuto fare una cosa del genere? (inventarmi una relazione, ndDM) (…) Dicono addirittura che sono stata stregata dalle mie due agenti, che l’ho fatto apposta per soldi o per tornare in auge. Ci stanno rovinando questo bel momento”.

Il nome di Mark, nel frattempo, è diventato Marco e l’unione civile – a detta della Michelazzo – sarebbe stata soltanto simbolica. Infine Caltagirone, in una conversazione telefonica piuttosto sospetta, ha risposto alle domande della D’Urso e, per giustificare l’assenza di sue fotografie su internet, ha specificato di non potersi fare vedere a causa dell’esclusiva di un’esclusiva con Verissimo che avrebbe dovuto trasmettere le immagini del matrimonio. La redazione del programma ha smentito però la circostanza che l’accordo, per la trasmissione delle immagini del matrimonio, riguardasse anche l’identità di Mark.

Gli organizzatori del matrimonio contattati da Chi

Le stranezze non si fermano qui: in un’inchiesta del settimanale Chi, in edicola proprio oggi, sono stati svelati ulteriori retroscena sullo sposalizio. Marzia Rosati, proprietaria di Villa Pazzi al Parugiano in Toscana (e non in un Umbria), ha respinto l’accusa – della Michelazzo – di essersi tirata indietro per l’allestimento del party:

“Eliana mi diceva che ci sarebbero state un centinaio di persone, Pamela invece 50. La storia non combaciava. (…) Poi guardando la tv e leggendo i giornali, abbiamo sentito puzza di bruciato. Pamela, con la sua squadra, l’ho vista solo quella sera. Chi ha intrattenuto i rapporti con noi è stata Consuelo, la wedding planner. Fino a quando a mia figlia è stato comunicato, sabato 4 maggio, che le nozze erano state rinviate. Noi oggi non vogliamo nessun soldo da questi signori. Un matrimonio così: mai visto in anni e anni di lavoro! Siamo brava gente e lavoratori onesti. Meglio rimanerne fuori a costo di rimetterci”.

Non si parla, dunque, di assegni restituiti come, invece, aveva fatto la Michelazzo a Live quando aveva spiegato che la struttura prescelta si era tirata indietro dopo il battage pubblicitario negativo.

L’incaricata degli allestimenti floreali Elena Mazzetti, oltre a sostenere di avere avuto contatti soltanto con Consuelo Di Figlia (la stessa wedding planner citata dalla Rosati), ha ammesso di aver ricevuto comunicazione dell’annullamento dell’evento il 4 maggio, il medesimo giorno in cui sono stati avvertiti i titolari di Villa Pazzi. Una disdetta, quella occorsa alla Mazzetti, “costata” circa 32 mila euro.

La Di Figlia, ha negato inizialmente al settimanale il ruolo che ha avuto nell’organizzazione del matrimonio della Prati e di Caltagirone, salvo poi – a matrimonio rinviato – contattare il giornalista dicendo:

“Fino ad adesso non potevo dire nulla, ma naturalmente so tutti i dettagli che avevamo progettato. Mi stanno tartassando. (…) Ho messaggi, mail, e parte della telefonata di lei (Eliana, ndr) di oggi. Poi tutta la chat con l’agente”.

Poco dopo, però, Consuelo prende tempo fino a non rendersi misteriosamente più reperibile.

Andrea Guarnieri, lo stylist dell’abito da sposa, è stato invece più fortunato rispetto alla Rosati e alla Mazzetti perchè, a differenza delle due, è stato regolarmente pagato per il suo lavoro (l’abito è costato intorno ai 2 mila euro).

Il Grande Bluff, come gli indizi fanno intuire, è però ancora ben lontano dalla conclusione e potrebbero arrivare altri clamorosi colpi di scena.



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5 Commenti dei lettori »

1. R101 ha scritto:

8 maggio 2019 alle 23:38

Pamela SuperStar!
✨ ✨ ✨
Anche a voi di Davide Maggio ha appassionato molto la vicenda, come vedo!😁
Standing ovation per la Pamela Nazionale!!
🙏🏻



2. Marco ha scritto:

9 maggio 2019 alle 07:29

Che noia… Ma interessano veramente a qualcuno le vicende di Pamela Prati?



3. john2207 ha scritto:

9 maggio 2019 alle 09:01

Il “caso” poteva essere risorto settimane fa, è una bufala una delle tante del mondo del gossip fatto da sterlettine che fuori dai giornaletti da parrucchiera non hanno una vita professionale e una fame di fama quasi patologica. Il fatto è tenuto in piedi dalle tante trasmissione e giornali (in primis la netturbino Barbara D’Urso che ieri ha dedicato ben due ore a questa fuffa) che ci lucrano.



4. marco ha scritto:

9 maggio 2019 alle 09:15

ma chi cazzo se frega , di questa fallita che ha lavorato solo con Pingitore
tra l’atro super antipatica



5. Socrate ha scritto:

9 maggio 2019 alle 15:47

Per appassionare la vicenda appassiona anche me, che certo non la seguo nei salotti della D’Urso (non ce la potrei fare) ma sul web si. Quantomeno per la curiosità di vedere come va a finire.
Ma definire questa vicenda una vittoria della Prati, mah …. qui ormai si delineano solo due profili: il reato penale, o il disagio mentale. Nè l’uno nè l’altro mi paiono strategie invidiabili.



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