4
aprile

Lamberto Sposini: da Viale Mazzini tutto tace sul risarcimento. Agli avvocati del giornalista basterebbero 350 mila euro

Lamberto Sposini

Dalla Rai, tutto tace. A quasi otto anni dall’emorragia cerebrale che lo colpì mentre era al lavoro in via Teulada, Lamberto Sposini attende ancora un risarcimento dal servizio pubblico. Sebbene, da mesi, un collegio di giudici abbia invitato le parti a trovare un accordo extragiudiziale, da Viale Mazzini non arrivano risposte. Intanto, resta aperto il processo intentato contro l’azienda per accertare i ritardi e le negligenze che avrebbero compromesso lo stato di salute del giornalista.

A dar voce allo sfogo dei parenti del conduttore, che da anni si battono per lui e che attendono la prossima udienza d’Appello (fissata per il 21 maggio), è il Corriere della Sera.

Vorrei fosse chiaro che per noi non è una questione economica. Lamberto ha bisogno di cure costanti, ma il punto non è questo. Ci piacerebbe che, umanamente, la Rai fosse un interlocutore diverso, perché non si può liquidare così quello che è successo

ha dichiarato al quotidiano l’ex compagna di Sposini, Sabina Donadio, la quale non ha ricevuto mani tese o riscontri concreti dal servizio pubblico.

Ho tentato con tutti i presidenti della Rai di turno, con tutti i Dg, di far presente la situazione. Non ultimo Salini, che non era a conoscenza di tutti i dettagli e si è dimostrato piuttosto sensibile. Ma dopo un po’ se ne dimenticano sempre

ha affermato la donna. A sollecitare un diverso atteggiamento da parte della Rai, anche l’avvocato Bruno Tassone, legale di Sposini, che al Corriere ha ribadito:

Stiamo parlando di un conduttore che alla televisione pubblica ha dato moltissimo. Inoltre, la Rai rischia una condanna per milioni di euro: perché non arrivare a un accordo che si chiuderebbe con 350 mila euro? Perché continuare questo stato di incertezza?“.

Va infatti precisato che in primo grado erano stati chiesti 11 milioni di euro di risarcimento, ma ora l’accordo si raggiungerebbe con 350 mila euro. Sebbene le premesse per una transazione sembrerebbero esserci, almeno nelle intenzioni, di fatto – ha aggiunto l’avvocato – “non ci è mai arrivato nulla (…) non una mail, una telefonata interlocutoria, niente“.

La Rai, “essendoci un giudizio in corso“, ha fatto sapere che, a tutela delle parti, non ritiene giusto esprimersi sulla vicenda. I silenzi di Viale Mazzini, tuttavia, hanno suscitato anche critiche interne.

Il caso Sposini continua ad essere una macchia sull’operato della Rai. L’amministratore delegato Salini e i consiglieri di amministrazione che aspettano a intervenire affinché all’ex conduttore e ai suoi familiari venga data risposta? (…) Perché nessuno interviene affinché questa storia, che rappresenta anche un danno di immagine per la Rai, trovi finalmente una conclusione positiva?

ha accusato il deputato Michele Anzaldi, segretario della Vigilanza Rai.

Lo stesso Sposini, intanto, vive lontano da queste polemiche, godendo dell’affetto e dell’amicizia delle persone care. Tra gli amici – in ambito televisivo – che gli sono più vicini, c’è anche Barbara D’Urso, che negli ultimi tempi ha invitato il giornalista trascorrere del tempo con sé a Mediaset.

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

, , ,



Articoli che potrebbero interessarti


lamberto--sposini oggi
LAMBERTO SPOSINI CHIEDE UN RISARCIMENTO ALLA RAI DI 10 MILIONI DI EURO


RAI, presentazione palinsesti autunnali 2010 (Simona Ventura e Fabrizio del Noce)
PALINSESTI RAI AUTUNNO 2010, ECCO TUTTE LE NOVITA’ CON UN’UNICA INCOGNITA: PAOLA PEREGO.


Federica Angeli
Rai, giovedì 16 novembre staffetta tv per i giornalisti minacciati


Lamberto Sposini
LAMBERTO SPOSINI, IL TRIBUNALE DEL LAVORO NEGA IL RISARCIMENTO PER IL MALORE IN TV

Lascia un commento


Se sei registrato fai il login oppure Connetti con Facebook

Per commentare non è necessaria la registrazione, tuttavia per riservare il tuo nickname e per non inserire i dati per ciascun commento è possibile registrarsi o identificarsi con il proprio account di Facebook.