2
maggio

«Da Qui a Un Anno» non ha mantenuto la sua promessa

Serena Rossi

Serena Rossi

Da qui a un anno si poggia su un’idea suggestiva: seguire un percorso di cambiamento lungo 12 mesi scoprendo il prima e il dopo nel corso della stessa puntata è qualcosa di inedito che stuzzica l’attenzione e all’occorrenza suscita empatia. Una trovata valida che ha spinto Discovery a compiere un’operazione davvero ardita mettendo in cantiere il programma per Real Time. Ma il coraggio, seppur importante per innovare, non è bastato. O forse è stato mal riposto. 

Nel complesso non funziona Da Qui A un Anno. Se ad una visione random di un solo segmento, magari sul web, il programma risulta più che interessante, è nell’insieme che nascono i problemi. L’appuntamento del venerdì sera del canale 31 è ripetitivo: una carrellata di storie in cui mancano elementi che spezzino la routine e creino mordente per i 90 minuti di trasmissione. L’anno di cambiamento dei concorrenti, poi, viene liquidato così quasi en passant non trasmettendo a dovere la fatica o le difficoltà incontrate. Non aiuta nemmeno lo studio. Probabilmente ci si è attenuti in maniera rigorosa al format inglese originale ma la tv italiana e quella d’Albione non sono quasi mai assimilabili.

La conduzione di Serena Rossi è gradevole, lei è affabile e non infastidisce. La sua camminata da un anno all’altro rappresenta uno dei momenti topici dello show. Tuttavia l’attrice campana non può essere considerata un vero punto di forza del programma: il grande emotainment è tale solo nelle mani delle grandi star, delle De Filippi o delle Carrà, che sono dei punti di riferimento per il pubblico, storia nella storia.

Gli ascolti flop di Da Qui A un Anno

Dal punto di vista degli ascolti, Da Qui A Un Anno è partito con 464.000 spettatori e il 2% di share (che saliva al 4.3% e a 1 milione di spettatori col simulcast), numeri poi calati: la quinta puntata lo scorso venerdì ha raccolto 279.000 spettatori con l’1.2% (picco più basso per la terza puntata che ha ottenuto 277.000 spettatori e l’1.1% contro il debutto de La Corrida). Ascolti decisamente troppo bassi per l’ambiziosa produzione Magnolia. Inoltre la striscia quotidiana, in onda in access prime time, è stata ben presto dirottata in un’altra fascia oraria.

Niente svolta emotainment, dunque, per Real Time – del cui particolare momento storico ci eravamo occupati qualche settimana fa – che nel frattempo ha richiamato all’ovile Clio Make Up. Meglio l’usato sicuro, che un nuovo inaffidabile.

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2 Commenti dei lettori »

1. Eolo ha scritto:

2 maggio 2018 alle 20:07

Non l’ho mai seguito…. Però, visto che si tratta di un programma tv in onda su Real Time, mi sembra che ci sono stati ascolti abbastanza buoni, se pur in continuo calo…



2. Luca ha scritto:

5 maggio 2018 alle 11:44

Concordo con Mattia
E’ stata una occasione persa
proprio ora stavo vedendo sul NOVE la replica di una puntata dove due donne grasse ,madre e figlia , si ripromettevano di perdere ciascuna 25 kg
Dopo un anno ritornano in studio ,praticamente uguali a prima solo vestite e truccate meglio ,ma più o meno con gli stessi chili di prima e ,arrampipandosi sugli specchi,trovano mille scuse per il loro insuccesso
Capisco dunque i telespettatori che si sentono presi in giro da questi cambiamenti farlocchi e cambiano canale



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