16
giugno

Zoro a La7: «Probabilmente andrò in prime time. La striscia quotidiana in Rai mi andava stretta»

Zoro

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Il passaggio di Zoro a La7è stato inevitabile“. Soprattutto dopo al nomina di Andrea Salerno – suo storico collaboratore – alla direzione della rete. Ad ammetterlo è lo stesso videomaker romano, che ora non risparmia critiche alla Rai. E che dalla prossima stagione avrà uno spazio di riguardo sull’emittente di Urbano Cairo: per lui si starebbe infatti pensando ad una prima serata. 

In un’intervista a Repubblica, Zoro ha spiegato il perché del suo addio alla Rai.

È stato inevitabile seguire Andrea Salerno: lavoriamo insieme da dieci anni, è sempre stato parte della squadra. Non farlo avrebbe significato disperdere un patrimonio

ha dichiarato l’ormai ex conduttore di Gazebo. La sua nuova trasmissione per La7, infatti, non si chiamerà più così perché – ha spiegato – “la testata è in comproprietà tra Rai e Fandango“. Ci saranno anche aggiornamenti nei contenuti, ma per sempre nel solco delle proposte già sviluppate in questi anni dal videomaker.

Abbiamo ancora voglia di raccontare il Paese, probabilmente andremo in prima serata. Vorrei tornare a fare le cose che mi sono venute meglio in questi anni: i reportage, le inchieste sul campo. Non vorrei limitarmi a fare quello che legge i tweet. La striscia quotidiana mi stava stretta, m’imponeva di stare a Roma cinque giorni su sette

ha detto Zoro al riguardo, lasciando intendere con toni critici (facile utilizzarli ora…) quali siano state le motivazioni della sua scelta di chiudere col servizio pubblico che in questi anni gli ha dato tanta fiducia. Questione di ambizioni e di spazi che ormai gli andavano stretti:

Devo tutto a Rai3, li ringrazio per le opportunità che ho avuto. Ma ogni anno abbiamo dovuto guadagnarci il nostro spazio. Cinque edizioni, cinque cambi di palinsesto, a Natale non sapevamo se proseguivamo o meno. A un certo punto abbiamo condiviso la striscia con Pif e il nostro spazio si è ridotto. La stagione è finita a metà maggio, sarei andato volentieri fino alle elezioni“.

Quella appena lasciata alle spalle, inoltre, per Zoro era stata un’annata appesantita anche da alcuni attacchi da parte del mondo politico. Angelino Alfano, in particolare, si scagliò contro Gazebo: “Non ci ha cacciato lui dalla Rai. Ma si sa che l’ha chiesto“, ricorda ora Diego Bianchi.

Così è iniziato il sodalizio con La7, che al conduttore romano ha anche fruttato un aumento di stipendio. Perché, gira e rigira, sempre lì si arriva. “Come in tutti i passaggi d’azienda” Zoro guadagnerà di più. Ma – assicura lui – “il tetto dei 240mila euro non mi ha mai riguardato“.

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5 Commenti dei lettori »

1. vicky ha scritto:

16 giugno 2017 alle 20:55

OHHHHHHHHHHHH a questo grandissimo presentatore gli stava stretta la striscia alla RAI.Io mi son sempre chiesta chi ti ha fatto lavorare con quell’accento.La RAI non è RETE A



2. claudio75 ha scritto:

16 giugno 2017 alle 23:33

Tempo una stagione e tornera con la coda tra le gambe in rai…



3. Michele ha scritto:

17 giugno 2017 alle 00:39

Che significa quel “(facile utilizzarli ora…)”?

Quelli che parlano prima (come Giletti, Vespa, ecc…) li criticate (giustamente). Se uno invece dà voce al proprio malcontento a rapporto concluso non va bene un’altra volta.
Per la serie, come fai sbagli.



4. Giovanni ha scritto:

17 giugno 2017 alle 09:39

Nuoce gravemente alla salute.



5. marco urli ha scritto:

17 giugno 2017 alle 15:23

Nel 2017 in Italia abbiamo ancora dei sessantottini di cartone come questo signore le cui trasmissioni andrebbero diffuse solo a Roma e dintorni anche se vi è presente il prezzemolino bolscevico Damilano…



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