15
marzo

Big Little Lies: il fascino torbido della perfezione approda su Sky Atlantic

big little lies nicole kidman

Nicole Kidman

C’è qualcosa di misteriosamente attraente nel seguire le vite rigogliose degli abitanti di Monterey. Sarà la perfezione ostentata, tra ville affacciate sull’oceano e famiglie da copertina, o probabilmente l’attesa che il risvolto più umano e cupo se ne palesi. Su questa doppiezza costruisce il suo racconto Big Little Lies, la nuova serie di HBO in arrivo alle 21.15 di stasera su Sky Atlantic (Sky, canale 110), basata sull’omonimo bestseller dell’autrice australiana Liane Moriarty e diretta per tutti i suoi 7 episodi da Jean-Marc Vallée (Dallas Buyers Club).

Big Little Lies: rivalità e solidarietà femminile, sullo sfondo di un misterioso omicidio

La parvenza cordiale della cittadina californiana nasconde infatti un’autentica bomba a orologeria, pronta a esplodere con il lento accumularsi di tensioni implacabili. Basta così qualche ordinaria scaramuccia scolastica per trasformare le rivalità di un gruppo di madri competitive in una faida culminante con un oscuro omicidio. Il movente sembra ruotare attorno a tre amiche dal volto illustre: Reese Witherspoon è Madeline, logorroica e maniaca del controllo; Nicole Kidman è Celeste, pensierosa avvocatessa “in pensione”; Shailene Woodley è invece l’enigmatica Jane, appena trasferitasi con il figlio Ziggy (Iain Armitage, il futuro “Little Sheldon”). Piccoli grandi segreti non tardano in effetti ad affiorare, rivelando il lato ombroso delle loro esistenze, tra la frustrazione materna di Madeline, il matrimonio perverso e violento di Celeste, e il passato doloroso di Jane.

Big Little Lies: un “thriller-non-thriller” tra dramma e humor nero

Tre donne forti, le cui fragilità prendono ben presto le redini di questo racconto torbidamente affascinante, relegando sullo sfondo la componente thriller. I flashback di interrogatori intrisi di pettegolezzo (sulla scia di True Detective e The Affair) e l’identità ignota della vittima e del suo potenziale assassino cedono infatti la scena ai toni drammatici, ma venati di black humor. Merito anche di un ottimo cast che – trascinato dal duo co-produttore Witherspoon-Kidman e impreziosito da Laura Dern (Inland Empire), James Tupper (Revenge) e Alexander Skarsgård (True Blood, The legend of Tarzan) – rende magnetico l’adattamento di David E. Kelley (Ally McBeal), capace di trattare con onestà i temi più brutali (dalla violenza domestica allo stupro), mettendo in luce le contraddizioni di una società moderna votata al mito sgretolabile dell’immagine.

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