27
ottobre

RISCHIATUTTO: DIECI CURIOSITÀ SUL QUIZ DI MIKE BONGIORNO

Rischiatutto

Ahi ahi ahi, signora Longari, lei mi è caduta sull’uccello“. Quante risate per quella storica gaffe di Mike Bongiorno: peccato, però, che la frase in questione in realtà non sia mai stata pronunciata! A pochissimo dal ritorno in tv di Rischiatutto, ci sembra giusto proporvi alcune curiosità sul mitico telequiz che Fabio Fazio riporterà sugli schermi di Rai3 per nove appuntamenti in prime time. Lo sapevate, ad esempio, che il programma doveva avere un titolo diverso da quello che oggi tutti conosciamo?

Prima che lo show inizi, ecco dieci cose da sapere su Rischiatutto.

1. REPENTAGLIO. Rischiatutto doveva chiamarsi Repentaglio. Proprio così: la trasmissione, inizialmente, doveva chiamarsi Repentaglio, traduzione del titolo originale del programma americano Jeopardy. Fu Mike Bongiorno, il giorno prima dell’inizio della trasmissione, a volerlo cambiare.

2. MEGLIO DELL’UOMO SULLA LUNA - La prima puntata andò in onda il 5 febbraio del 1970, dal Teatro delle Vittorie, a Roma. Lo spettacolo si svolgeva in uno studio ricreato sul palcoscenico di Canzonissima: la platea restava inutilizzata (a causa degli specchietti che ornavano le pareti, difficili da staccare) e i posti a sedere erano solo 164. Nello studio erano presenti 4 telecamere, 2 giraffe, 1 radiomicrofono, 3 macchine RVM. Dalla seconda edizione il programma si trasferì negli studi della Fiera di Milano, ma le finali del 1972 (il torneo tra i grandi campioni delle prime tre edizioni) e del 1974 (torneo tra i grandi campioni della quarta e della quinta edizione) andarono in onda dal Teatro dell’Arte di Milano. Qui si è svolta, il 25 maggio 1974, l’ultima puntata di Rischiatutto. La vittoria della Sig.ra Migliari incollò alla tv quasi 30 milioni di persone, più dell’allunaggio del ‘69. Dal 5 febbraio 1970 al 25 maggio 1974 sono andate in onda 5 edizioni del quiz, per un totale di 160 puntate. La puntata del 3 febbraio 1972, per uno sciopero generale, andò in onda a reti unificate.

3. RISCHIATUTTO SPINSE AD ACQUISTARE LA TV – Rischiatutto fu la trasmissione che spinse, chi ne era ancora privo, ad acquistare un televisore: nel 1970 molti non ne avevano ancora uno in casa.

4. LE SIGLE – Per tutte le edizioni, la sigla di testa è stata sempre la stessa: una marcetta con un disegno animato creato da Sandro Lodolo (regista e sceneggiatore) che rappresenta l’omino di Rischiatutto che cerca di sfuggire alla parola Rischio (o all’iniziale R), che lo segue. Il messaggio è quello di combattere contro le avversità, ricominciando e continuando a rischiare. Le sigle di coda, invece, furono quattro e vennero interpretate da George Moustaki (Il rischio), Peppino Di Capri (Amare di meno), Ricchi e Poveri (Una musica) e Nomadi (Voglio ridere). Nella riedizione confezionata da Fabio Fazio, la sigla di chiusura sarà Buena Fortuna di Raphael Gualazzi con Malika Ayane.

5. LA VALLETTA – Per tutte e cinque le edizioni Mike Bongiorno venne affiancato da una valletta: Sabina Ciuffini. Fu Mike in persona a sceglierla, quando aveva solo 19 anni, davanti allo storico liceo Giulio Cesare di Roma.

6. I CONCORRENTI STORICI – Nella scelta dei concorrenti, l’ultima parola spettava a Mike Bongiorno, convinto che per frase presa sul pubblico non dovevano essere solo bravi, ma anche dei “personaggi”. Per il presentatore era importante costruire un rapporto umano e sincero con i concorrenti. Il campione più importante della prima edizione è Giuliana Longari, che si presentava sulla Storia romana fino all’avvento della Repubblica e che rimase in gara dal 7 maggio al 16 luglio del 1970. La puntata in cui venne eliminata fu vista da 25 milioni di telespettatori, gli stessi ascolti della leggendaria semifinale dei mondiali di quell’anno, Italia-Germania 4-3.

Il farmacista Andrea Fabbricatore fu invece campione a cavallo di due edizioni: lo divenne durante la seconda (il 1 aprile 1971) e perse il titolo nella terza (il 14 ottobre 1971). Il campione della terza edizione che passò alla storia fu sicuramente Massimo Inardi, medico di Bologna che si era presentato come esperto di musica classica del XVIII e XIX secolo e sulla vita e le opere di Brahms. Detenne il titolo di campione per 9 puntate, vincendo complessivamente la cifra record, per quei tempi, di 48.300.000 lire, somma che Mike definì “la più alta mai vinta in tutta la storia dei quiz d’Europa”. Inardi fu soprannominato “il mago”, per via della sua passione per la parapsicologia, si insinuò che fosse in grado di leggere nel pensiero di Mike Bongiorno. Per eliminare qualsiasi dubbio, si arrivò a consegnare le risposte a Sabina Ciuffini. Inardi, il 10 giugno 1972, si aggiudicò anche il torneo tra i campioni delle prime tre edizioni.

7. I TORMENTONILudovico Peregrini, autore del programma insieme a Paolo Limiti, venne soprannominato “Signor No” a causa dei suoi continui rifiuti alle richieste di deroga dal regolamento. “Fiato alle trombe, Turchetti!”, invece, è la frase passata alla storia utilizzata da Mike Bongiorno per presentare il regista della trasmissione, Piero Turchetti. Ma il tormentone dei tormentoni legato al programma, “Ahi ahi ahi, signora Longari, lei mi è caduta sull’uccello”, in realtà è solo una leggenda metropolitana: la frase, infatti, non è mai stata pronunciata. Nonostante le ripetute smentite del conduttore e di Giuliana Longari, in tanti continuano a parlarne come se fosse un fatto realmente accaduto.

8. GLI SPETTATORI ILLUSTRI: ANCHE IL PAPA E IL PRESIDENTE LEONE – Tra i milioni di spettatori di Rischiatutto si diceva che ci fossero persino papa Paolo VI e il presidente della Repubblica Giovanni Leone che un giovedì sera rimandò di un’ora una cena d’etichetta per seguire il quiz.

9. UN FORMAT ESPORTATO DALL’ITALIA ALL’EUROPA – Visto il grande successo del programma, Mike Bongiorno esportò in Europa il format del Rischiatutto. Si recò così in Germania, Austria, Olanda e Svizzera in occasione messa in onda della prima puntata, per insegnare al presentatore di turno il meccanismo del quiz.

10. LA CASA DI MIKE – Mike Bongiorno raccontò a Fabio Fazio il perché della scelta di comprare casa a Milano in luogo preciso: l’abitazione infatti era esattamente equidistante dalla sede della Rai di Corso Sempione e dalla Porta Carlo Magno della Fiera di Milano, sede degli studi televisivi da dove Mike registrava le trasmissioni. I passi che dividevano l’abitazione di Mike da entrambe le destinazioni sono circa 800-850!

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1 Commento dei lettori »

1. Fra X ha scritto:

28 ottobre 2016 alle 19:12

Ah, però che chicche! Mazza, quella del titolo! “Repentaglio” a sentirlo effettivamente non suona benissimo rispetto al più ruspante nome effettivo!
Interessante quella sui televisori! Effettivamente in quel periodo il cinema da noi la faceva ancora da padrone mentre da metà anni 70 in poi…

“”che per frase presa sul pubblico non dovevano essere solo bravi, ma anche dei “personaggi””

In effetti anche altri programmi andranno sulla falsariga. Vedi su tutti “Sarabanda” con l’ apogeo dell’ “uomo gatto”! XD



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