30
ottobre

LILIT: DEBORA VILLA PRESENTA IL MONDO FEMMINILE TRA COMICO E RADICAL CHIC. DA STASERA SU RAI3

Lilit- Debora Villa al debutto su Raitre

Pronto al debutto un format italiano al cento per cento, e di questi tempi può chiamarsi quasi novità. Strano ma vero, nella serata che segna il ritorno sulla rete giovane di Mediaset della bizzarra serie Così fan tutte, Debora Villa si sdoppia e lancia il nuovo varietà della terza rete pubblica. Lilit - In Un Mondo Migliore, con tanto di evocazione biblica, come trasmissione a vocazione femminile: il mondo dalla prospettiva della donna. In linea con il taglio della sit com di Italia 1, con un effetto di stranissimo link tra le reti.

Nel covo’ bolscevico’ orfano della comicità del gruppo della Dandini e di Bertolino si sperimenta un nuovo show di seconda serata. Il sottotilo In un mondo migliore racconta già la tendenza a mixare comicità e costruzione utopica, intesa nella piena accezione etimologica del termine. Uno spazio di sessanta minuti, da stasera alle ore 23,35, che dimostra già dalla sua struttura un compiaciuto ammiccamento al radical chic, a quel pubblico un po’ Vanity Fair e un po’ Se non ora quando.

La Lilit della Villa sarà prevalentemente senza acca volendo prendere le distanze dall’archetipo della genesi che incarnava in quella figura l’arcano del diverso e dell’incomprensibile fattura dell’essere femminile. Lilith fu la vera prima donna, ricacciata nell’oblio per il suo essere ribelle: Eva soltanto un ripiego che il creatore forgiò dalla costola di Adamo per avere una temperie più docile. La prospettiva leggera sarà dunque mitologicamente più incline al volto di una Medusa sorridente, niente femminismo di rivendicazione.

Ma non sarà un dialogo con un unico intrerlocutore. A fianco del volto principale ci saranno Antonio Cornacchione, che interpreterà in chiave semiseria la fantasmatica essenza del maschile nel suo difficile transito al postmoderno, e Daniele Bossari, nei panni dell’uomo moderno totalmente identificato con i must del progresso: scienza  e tecnologia. Anche una spalla femminile, interpretata da Cristina Bugatty, portatrice di una femminilità dispersa, scomparsa, rifiutata.

Particolare anche la scelta di coinvolgere fisicamente il pubblico, eccezionalmente non seduto, che come un’ombra seguirà la conduttrice negli spostamenti interni alle dinamiche del programma. Tra interviste e contributi video realizzati anche in esterna i segmenti coinvolgeranno anche due ulteriori volti del comico: Rafael Didoni e Cecilia Vecchio.

L’acca farà capolino però a fine puntata, nella parentesi chic che il format apre sulla femminilità secondo il filtro alto della letteratura, della storia o dell’attualità più dura. Una riflessione emotiva, con una lieve impennata di tono sui cambiamenti e gli equilibri di genere. Lilith come pillola di televisione alta, come tentativo pindarico di raggiungere lo spannung dei monologhi teatrali più suggestivi.



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2 Commenti dei lettori »

1. lele ha scritto:

31 ottobre 2011 alle 10:26

“quel pubblico un po’ Vanity Fair e un po’ Se non ora quando”: cioè le femministe più pericolose ancora in giro in Italia.



2. lele ha scritto:

31 ottobre 2011 alle 10:57

il programma comunque non è male, buona l’idea di trovare il femminile di ogni cosa.



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