18
dicembre

Giorgio Ambrosoli – Il Prezzo del Coraggio: Alessio Boni porta su Rai1 un eroe borghese

Giorgio Ambrosoli - Alessio Boni e Claudio Castrogiovanni

Giorgio Ambrosoli - Alessio Boni e Claudio Castrogiovanni

Continua su Rai 1 la messa in onda di docufiction atte a raccontare al pubblico pezzi di storia italiana, attraverso le vite di uomini e donne che l’hanno cambiata o segnata. Questa sera tocca a Giorgio Ambrosoli – Il Prezzo del Coraggio, diretta da Alessandro Celli per Stand By Me e Rai Fiction, che vede nuovamente al centro della scena Alessio Boni.

Giorgio Ambrosoli – Il Prezzo del Coraggio: il cast

Il racconto si concentra sul periodo compreso tra l’ottobre del 1974 e il luglio del 1979, quando l’avvocato Giorgio Ambrosoli fu commissario liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona, indagando sull’uomo e finendo per essere ucciso. A distanza di quarant’anni dalla sua morte la sua storia rivive tra finzione scenica, materiale di repertorio e le testimonianze del figlio dell’uomo, Umberto, della moglie Annalori, degli amici Giorgio Balzaretti e Franco Mugnai, dei magistrati Gherardo Colombo e Giuliano Turone, dello scrittore Corrado Stajano – che per primo lo raccontò nel suo libro Un eroe borghese – e di vari giornalisti.

Nel cast, accanto ad Alessio Boni, ci saranno Dajana Roncione nei panni di Annalori Ambrosoli, Fabrizio Ferracane in quelli di Michele Sindona, mentre Claudio Castrogiovanni sarà Silvio Novembre, maresciallo della Guardia di Finanza scomparso di recente: sarà lui il narratore della storia, vissuta sia da un punto di vista professionale che come caro amico di Ambrosoli. I cinque anni in cui quest’ultimo indagò gli snodi di un sistema politico finanziario corrotto e letale sono ricostruiti nelle scene di finzione e approfonditi nei contenuti documentaristici, tra materiali di repertorio e documenti chiave quali le sue agende private e gli atti relativi alla Banca Privata Italiana e alla sua liquidazione.

Giorgio Ambrosoli – Il Prezzo del Coraggio: la trama

Fin dal 25 settembre 1974, giorno in cui il governatore della Banca d’Italia Guido Carli gli offre l’incarico di commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, Giorgio Ambrosoli è pienamente consapevole dei rischi a cui va incontro. Ma non esita ad accettarlo e mai per un momento, per quasi cinque anni, si sottrae al suo dovere, determinato a portare alla luce il losco impero economico di Michele Sindona, a sradicare quella sorta di cancro finanziario che a lungo ha compromesso il benessere del Paese.

Sindona sfugge al mandato di cattura riparandosi a New York. I primi mesi di lavoro, a cavallo tra 1974 e 1975, sono per Ambrosoli intensi e difficili: ci raccontano un marito e un padre amorevole catapultato in un universo di interessi economici e politici di rilevanza mondiale, calato suo malgrado nello scomodo ruolo di ‘nemico’ di uno dei più potenti uomini d’affari italiani, con i suoi intrighi di potere e i suoi stretti legami politici, nel quadro generale di un Paese schiacciato dalla crisi economica, dagli odi sociali e dalla crescente violenza terrorista.

Passo dopo passo, gli uomini di Sindona provano in ogni modo a fermare Ambrosoli e Novembre: politici di spicco e faccendieri vari premono su Ambrosoli affinché avalli i piani di salvataggio della banca elaborati dall’entourage di Sindona; tentano di convincerlo offrendogli velatamente la presidenza della banca una volta risanata; muovono, invano, i loro amici nella Guardia di Finanza per far trasferire Silvio Novembre, che cercano di corrompere offrendogli un lavoro ben pagato e cure per la moglie malata; fanno denunce ed esposti in cui denigrano con violenza l’operato di Ambrosoli; chiamano in causa la mafia italo-americana per minacciare esplicitamente Ambrosoli e costringere il banchiere Enrico Cuccia a fornire il suo appoggio.

Ma Ambrosoli non retrocede mai, né lo fa il maresciallo Novembre: vogliono restituire ai piccoli risparmiatori il denaro perso e trovare il bandolo della matassa avviluppata da Sindona. Sino al tragico epilogo: l’11 luglio 1979 Giorgio Ambrosoli viene ucciso con quattro colpi di rivoltella da un sicario assoldato da Sindona davanti al portone di casa, al termine di una lotta impari durata cinque anni.

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