4
agosto

Matteo Salvini: «In Rai troppi canali. Si dovrà scegliere, o canone o pubblicità»

Matteo Salvini

Irremovibile sulla nomina di Marcello Foa alla Presidenza Rai, ha le idee chiare anche sul futuro del servizio pubblico. Valorizzare le realtà produttive locali, puntare sulle testate regionali, avere almeno una rete senza pubblicità e scegliere tra canone o pubblicità: il vicepremier spara proposte, fissa obiettivi. A suo avviso, anche l’azienda di Viale Mazzini dovrà cambiare registro.

In un’intervista rilasciata al Foglio, il leader leghista ha dapprima fatto il punto sulle nomine dei nuovi vertici Rai.

C’è un Cda pienamente in carica, con tanto di amministratore delegato, che lavorerà nei prossimi giorni. Tengo a precisare che io non mi sono impuntato sui nomi, dico che se la Rai è servizio pubblico deve dar voce a tutti. Foa sarebbe un presidente di garanzia, non capisco perché si debba opporre un no preconcetto

ha affermato, contestando a Forza Italia il veto che ha portato allo stallo sulla nomina del giornalista e giudicando “incomprensibile” l’atteggiamento degli azzurri. Al riguardo, Salvini ha ribadito il proprio sostegno al Presidente in pectore. “E’ cresciuto a pane e Montanelli, invito tutti ad approfondire la sua storia personale di uomo libero, anticonformista, schietto” ha commentato.

Sulla Rai del futuro, poi, il vicempremier ha lanciato una serie di considerazioni – alcune interessanti, altre più discutibili – tra cui la necessità di scegliere tra un servizio pubblico sostenuto dal canone ed uno foraggiato dalla pubblicità. Queste le sue parole:

Sogno una Rai che potenzi le realtà produttive a livello locale, quindi Napoli, Torino, Milano, e che smetta di essere romano-centrica. A differenza di chi mi ha preceduto, mi auguro che si punti sulle testate regionali, nessuna chiusura. Poi i canali sono troppi, e mi piacerebbe che ci fosse almeno una rete senza alcun tipo di pubblicità (ci sono già reti senza pubblicità, ndDM). Fossi un consigliere di amministrazione, mi porrei l’obiettivo di scegliere: o canone o pubblicità, tutt’e due no. In prospettiva si dovrà mettere mano comunque a un’ulteriore riduzione del canone sul modello di alcune tv straniere“.

Proposte che, al di là della loro enunciazione, dovranno attendere ancora prima di essere esaminate dai vertici Rai. Prima ci sono da chiudere le partite sulla Presidenza Rai e sui direttori dei tg.

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6 Commenti dei lettori »

1. RoXy ha scritto:

4 agosto 2018 alle 20:59

Il problema principale della televisione italiana, sia pubblica che privata (Mediaset), è che, a fronte di un elevato numero di canali, i contenuti languono. Questo è dovuto al fatto che a gestire i canali ci sia personale assolutamente incompetente e disconesso dai reali interessi dei telespettatori. Ci si limita così a riempire i palinsesti di seriacce e filmacci americani di recente produzione di qualità ultrascadente senza tenere minimamente conto dei loro pessimi ascolti. Insomma chi fa la televisione in Italia non è un fruitore di televisione, ma uno squallido manager interessato unicamente ad esibire i suoi titoli su Lnkedin e a farsi i selfie in vacanza, e al lavoro ci va solo a riscaldare la sedia.



2. Patrick ha scritto:

4 agosto 2018 alle 23:38

Roxy, ma questo cosa c’entra con la nomina del presidente?

Comunque Salvini posasse il fiasco, lui sarebbe stato il primo a contrastare un presidente qualora qualcuno della sua famiglia fosse stato a libro paga del pd, piuttosto che di qualsiasi altro partito.

E un uomo di garanzia non si scaglia contro le minoranze nei suoi articoli e nei suoi tweet. Penso proprio che Salvini potrà solamente prendere atto del fatto che questa persona è INDEGNA a ricoprire il ruolo che gli si vorrebbe affidare.



3. Sabato ha scritto:

5 agosto 2018 alle 10:31

“Sogno una Rai che potenzi le realtà produttive locali (Napoli, Torino, Milano) e che smetta di essere romano-centrica!”: il “sogno” di Salvini mi ricorda l’auspicio di Santoro, che qualche mese fa ha scelto la Rai di Torino per il suo ultimo programma (M), rimanendone piacevolmente impressionato per la competenza dei suoi dipendenti… chi l’avrebbe mai detto che due persone così diverse sarebbero state d’accordo su un punto programmatico così potenzialmente importante?
“Si dovrà mettere mano a un’ulteriore riduzione del canone”: ricordo, per dovere di cronaca, che il canone Rai, dopo essere progressivamente aumentato fino al 2015, è calato dal 2016 per decisione di Renzi, che lo ha inserito nella bolletta dell’energia elettrica per ridurne l’evasione. Ancora una volta, Salvini si dimostra, a sorpresa, sulla stessa lunghezza d’onda di uno dei suoi “nemici giurati”.



4. Miko ha scritto:

5 agosto 2018 alle 12:24

Ogni volta che qualcuno in Italia sale al potere, promette di fare la rivoluzione in Rai, di rivoltarla come un calzino e finora è andata a finire che, finito il mandato del nuovo potente di turno, le cose in Rai sono rimaste esattamente le stesse di quando è arrivato, e questo accade da decenni ed il governo giallo-verde non fa eccezione: sono appena all’inizio e già sono in pieno stallo con il mancato via libera della Vigilanza a Foa presidente, non è proprio il miglior presupposto per ”Rivoluzionare la Rai”……

Per quanto mi riguarda il problema principale della Rai è uno: ha 2000 strutture totalmente inutili, buone solo a garantire stipendi da sogno ad altrettanti direttori, vice-direttori, capo-redattori, capi-struttura (Le TV estere pubbliche, per fare un esempio, hanno tutte un unica struttura di TG per tutte le loro reti, solo la RAI ha un TG diverso per ogni rete, perché ogni partito/coalizione politica vuole il proprio megafono personale)



5. giauz ha scritto:

5 agosto 2018 alle 17:10

Perfettamente d’accordo sulla riduzione dei canali e della “romano-centricità”… ci sono sedi regionali come quella di Torino (DOVE NACQUE LA TV!) praticamente inutilizzate, a parte Santoro e i programmi di Rai Gulp e Yoyo…

Riduzione dei canali… beh, c’è Rai Scuola che è come se non esistesse, con lo share dello 0%: praticamente se mettessero il monoscopio non cambierebbe nulla… Rai Storia lo accorperei in Rai 5 per una GRANDE Rai 5, facendola diventare una vera rete culturale.



6. kalinda ha scritto:

5 agosto 2018 alle 21:01

Ma lo sa che non comanda tutto lui, spegnetelo please.



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