10
novembre

Rai: in arrivo un tesoretto da 80 milioni?

Fabrizio Salini

L’accordo, per il momento, sarebbe stato fissato solo con una stretta di mano. Un gesto che, sulla carta, vale all’incirca 80 milioni di euro. Un gruzzolo che la Rai si appresterebbe a ricevere grazie ad una condivisione di intenti tra l’AD , il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Economia. Le tre parti in causa – secondo quanto anticipa l’AdnKronos – si appresterebbero a formalizzare un patto per ‘restituire’ al servizio pubblico il 5% del canone tolto all’azienda dalla Legge di Stabilità del 2015.

La Rai, insomma, ritornerebbe in possesso di una sostanziosa somma che non percepisce più da ormai sei anni in un momento in cui le casse dell’azienda necessitano di essere rimpinguate. Sarà la Legge di Stabilità in arrivo alla Camera in prima lettura a prevedere la norma che concretizzerebbe l’accordo tra Salini, il Mise e il Mef. Naturalmente, la manovra dovrà prevedere anche la relativa copertura finanziaria, visto che l’intervento in questione provocherebbe un’uscita di risorse per lo Stato stimata – come accennavamo – a circa 80 milioni di euro (tanto vale il suddetto 5% del canone).

Non sono ancora chiare le tempistiche di entrata in vigore del possibile accordo, che potrebbe necessitare di alcuni passaggi burocratici intermedi. Il rientro di capitali non risolverebbe certo i problemi economici di Viale Mazzini (per il futuro è atteso un aumento dei debiti) ma metterebbe una bella pezza, suggellando peraltro la volontà – già espressa da Salini – di scongiurare la chiusura di Rai Storia (si ipotizzava una fusione con Rai5) e Rai Sport.

A proposito di ‘ristori’ economici (si parla sempre di miliardi di euro, ovviamente), secondo fonti del governo – aggiunge l’AdnKronos – sarebbe invece più difficile pensare alla restituzione alla Rai del cosiddetto extragettito del canone per le implicazioni relative al sostegno delle tv locali e dell’editoria. A parlare di restituzione dell’extragettito, a metà ottobre era stato esplicitamente il Presidente dell’Associazione produttori audiovisivi (Apa) Giancarlo Leone, sostenuto da Salini.

Nei giorni scorsi erano invece circolate indiscrezioni su una lettera scritta dall’AD Rai alla Vigilanza per denunciare una situazione economica “compromessa” in azienda. Lettera poi smentita però dallo stesso top manager, anche per spegnere gli allarmismi e le polemiche innescatesi a seguire.



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