12
aprile

La Compagnia del Cigno è cresciuta

La Compagnia del Cigno 2 - Hildegard De Stefano

La Compagnia del Cigno 2 - Hildegard De Stefano

La Compagnia del Cigno due anni fa ci era apparsa come una fiction confusa, con troppi elementi da amalgamare e un pathos eccessivo che opprimeva i buoni sentimenti del quale era infarcito il racconto. La seconda stagione, partita ieri sera su Rai 1, sembra andare invece nella direzione giusta: eliminati alcuni elementi ridondanti, quel racconto prende corpo, diventa compatto e, di conseguenza, più forte.

La musica è sempre protagonista così come il dramma, che stavolta si incarna nel nuovo maestro Teo (Mehmet Gunsur), un uomo misterioso che viene dal passato di Luca Marioni (Alessio Boni) e della moglie Irene (Anna Valle). La prima e più importante novità sta proprio in questo: Teo sarà il “nemico unico” della fiction, minerà la serenità della coppia così come quella degli allievi del Conservatorio, che metterà gli uni contro gli altri, e questo stratagemma rende la trama coesa, non più sfilacciata come in passato. Il male, in sintesi, stavolta non viene più da dentro, ma da fuori, e lo si può combattere insieme.

Le vicende personali dei ragazzi ci sono ancora, così come le storie d’amore tra alcuni di loro, ma al netto della prima puntata rientrano nei normali binari della fiction nostrana: niente fantasmi – nella prima stagione Matteo (Leonardo Mazzarotto) vedeva e parlava con la madre morta – né denunce sociali, come in passato era stato il dramma del terremoto di Amatrice. La compagnia diventa così soprattutto un gruppo di amici con i problemi tipici dell’adolescenza, dove non mancano situazioni sui generis, ma non risultano respingenti.

I giovani attori e musicisti – la maggior parte dei quali era sconosciuta al pubblico prima di apparire in questa fiction – sono cresciuti, ne hanno guadagnato in presenza scenica, capacità espressive e credibilità, mettendo da parte l’enfasi degli inizi, che li faceva sembrare solo troppo acerbi. Così Sara (Hildegard De Stefano) intriga sempre per la sua parlantina ma comincia a mostrare il cuore, Rosario (Francesco Tozzi) affronta il passato con coraggio, mentre Barbara (Fotinì Peluso) vede la sua vita perfetta andare in pezzi ed entra in crisi.

Tutti alle prese con una maturità che, come dice loro il maestro Marioni “è solo una parola, non sarete né più grandi né più piccoli, qualcosa cambierà ma non sarà quello che vi aspettate“. La fiction, invece, è cambiata proprio come ci saremmo augurati.

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