8
maggio

Tanti auguri Paolo Limiti. Il “signore della memoria” avrebbe compiuto oggi 80 anni

Paolo Limiti

Paolo Limiti

Gli omaggi e i ricordi dei più grandi personaggi dello spettacolo erano il suo punto forte ma ironia della sorte, in una tv sempre più distratta e priva di memoria, di Paolo Limiti si parla pochissimo. Lo storico autore, conduttore, paroliere e produttore, quest’oggi avrebbe compiuto 80 anni. Venuto a mancare il 27 giugno del 2017 per un tumore al cervello scoperto poco meno di un anno prima, Limiti ha vissuto dietro le quinte e in scena oltre 50 anni di spettacolo, ricoprendo i più svariati ruoli. Divulgatore di centinaia di aneddoti su dive e divine, da Gina Lollobrigida a Mina, ad Hollywood vantava amicizie con importanti volti del cinema come Liz Taylor.

Per il grande pubblico Paolo Limiti rimane il “signore della memoria”, colui che, nel primo pomeriggio con programmi come Ci vediamo in tv e Alle 2 su Rai1, riportò sul piccolo schermo volti e canzoni del passato, inaugurando un filone nostalgico che successivamente avrebbe invaso la tv, ma nella sua lunga carriera sono decine gli impegni che lo hanno visto, sempre con grande passione, protagonista. Il debutto nel mondo dello spettacolo avviene grazie a Jula de Palma, alla quale da ammiratore invia diverse canzoni che la cantante apprezza, al punto da decidere di inciderne una, Mille ragazzi fa. I più grandi successi li ottiene però con l’amica Mina, scrivendo canzoni come Bugiardo e incosciente, La voce del silenzio e Sacumdì Sacumdà. Come paroliere lavora con i più importanti artisti italiani come Ornella Vanoni, Peppino Di Capri, Loretta Goggi, Fred Bongusto, Iva Zanicchi e Mia Martini. Firma inoltre numerose commedie musicali di successo.

Grazie a Luciano Rispoli arriva in Rai, dove collabora in programmi radiofonici come La maga Merlini con Elsa Merlini, e Il Maestro e Margherita con Alberto Lionello. In tv è invece tra gli autori del celebre Rischiatutto, il quiz portato al successo da Mike Bongiorno tra il 1970 e il 1974. Con la nascita delle tv private firma come autore decine di programmi, da Luci di mezzanotte con Gianfranco Funari a Un milione al secondo con Pippo Baudo, ed è sempre lui ad intuire il potenziale televisivo di Wilma De Angelis, trasformandola in regina dei fornelli di Telemontecarlo ed anticipando anche in questo caso un filone, quello della cucina, destinato a diventare un punto fermo della programmazione televisiva degli anni successivi. Attento alle mode e ai costumi, Limiti è stato anche il padre dei dating show. Nel 1983 idea e produce il gioco M’ama non m’ama, condotto da Marco Predolin e Ramona Dell’Abate su Rete4. Un format di successo presto venduto all’estero con il titolo Love me, love me not. Come autore firma il varietà di Canale5 Il Principe Azzurro con Raffaella Carrà, mentre in Rai è tra gli autori dei programmi di Rai3 Parlato Semplice e Dove sono i Pirenei?.

Il successo già citato degli show del pomeriggio gli permettono di approdare in prima serata con numerosi special e con il non troppo fortunato Paolo Limiti Show. Nel 2001 voci sempre più insistenti lo vogliono alla conduzione del Festival di Sanremo, in seguito affidato a Raffaella Carrà, mentre nel 2003 è lo stesso Limiti a proporsi come direttore artistico per l’edizione dell’anno successivo, senza però trovare l’ok della Rai. Insieme a Mara Venier e Massimo Giletti è invece il padrone di casa di Domenica In nella stagione 2004/2005. Negli ultimi anni, lontano dalla tv, fatta eccezione dello special Minissima (2010) e del quotidiano E state con noi in tv (2012), si dedica alla commedia musicale e alla musica lirica scrivendo Carmen Pop, una commedia musicale che ricostruisce con notissime canzoni italiane e straniere la celebre Carmen di Bizet.

La malattia lo colpisce ad Alassio nell’estate del 2016. Segue un anno che gli amici più cari definiscono “d’inferno”, nel quale un irriconoscibile Limiti non ha neppure la voglia di sfogliare vecchie riviste o rivedere vecchi film. I suoi funerali vengono celebrati alle 15,00 del pomeriggio del 29 giugno 2017 nella chiesa milanese di Santa Maria Goretti in zona Gioia. Quella mattina alla Statale di Milano, poco lontano, venivano presentati i palinsesti Rai per la stagione 2017/2018. Delle decine di dirigenti e volti noti dell’azienda pubblica presenti quel giorno, soltanto Fabrizio Frizzi abbandona il banchetto post presentazione per dare l’ultimo saluto all’amico e collega. Non stupisce dunque che anche quest’oggi in Rai nessuno abbia pensato di ricordarlo neppure con un breve servizio.

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