22
maggio

Mediaset, i compensi dei conduttori. Quanto guadagnano Bonolis, D’Urso e De Filippi

Gerry Scotti, Paolo Bonolis

Dei compensi Rai, nelle ultime settimane, si è parlato fin troppo. Soprattutto dopo le critiche espresse da Matteo Salvini, con la proposta – da parte sua – di porre un tetto alle buste paga nel servizio pubblico. “Sopra il milione non ci si deve arrivare più” aveva tuonato il vicepremier. Ora, però, a mezzo stampa trapelano alcune cifre dal mondo Mediaset, dove gli stipendi sono notevolmente più alti: alcuni conduttori arrivano anche a guadagnare oltre 10 milioni l’anno. Un dato, questo, che non si può ignorare in una logica di mercato. Ecco i numeri.

A riportare le indiscrezioni sui compensi di casa Mediaset è Italia Oggi, che precisa la doppia componente che caratterizza in genere i contratti degli artisti: da una parte c’è una componente fissa legata al vincolo di esclusiva, dall’altra ci sono le prestazioni singole, da conteggiare a parte. Sommando le due voci, tra i più ricchi del Biscione c’è sicuramente Paolo Bonolis.

Il compenso annuo del presentatore romano si aggirerebbe attorno ai 10 milioni di euro, garantiti proprio dalla somma di una parte fissa molto alta e di emolumenti – altrettanto significativi – per le trasmissioni del preserale e del prime time. Da considerare, anche, gli introiti della società Sdl2005, che produce i programmi di Bonolis, ed è controllata per il 51% dalla moglie dell’artista, Sonia Bruganelli.

Anche si avvicinerebbe ai 10 milioni di euro annui per la conduzione dei suoi programmi. La cifra, però, viene superata se si considera che la popolare presentatrice controlla per il 50% la società di produzione Fascino (il restante appartiene ad Rti), che realizza diversi programmi per l’emittente di Cologno. Nel 2017 – riferisce Italia Oggi – Fascino ha chiuso 65,8 milioni di euro di ricavi e 3,4 milioni di utile, di cui 2 milioni distribuiti come dividendi.

Sfiora i 10 milioni all’anno anche Gerry Scotti, altro stakanovista del Biscione, che a differenza di molti colleghi realizza anche telepromozioni. Inoltre, il presentatore pavese è anche proprietario dello Studio Michelangelo a Cologno Monzese, il cui utilizzo da parte di Mediaset può contribuire ad aumentare le entrate. E Barbara D’Urso? Per il suo impegno quotidiano in onda su Canale5 la conduttrice percepirebbe 2 milioni di euro, che diventano 6 aggiungendo le prime serate e l’impegno con la fiction La Dottoressa Giò.

Non se la cava affatto male Alessia Marcuzzi: al suo contratto di esclusiva con Mediaset andrebbero infatti aggiunti 200 mila euro a puntata per le prime serate (12 per L’Isola dei Famosi). Per il reality show, il suo compenso ammonterebbe quindi a 2,4 milioni di euro. Poi ci sono Le Iene ma, in questo caso, il cachet non viene precisato.

Tra i ‘Paperoni’ della tv commerciale, infine, non va dimenticato Ezio Greggio. Secondo quanto emerso dalle notizie sul suo contenzioso con l’Agenzia delle Entrare, infatti, il conduttore dal 2009 al 2013 percepì da Mediaset 23 milioni di euro, pari a 5,75 milioni di euro l’anno. Una cifra probabilmente destinata ad aumentare con il suo arrivo a La Sai L’Ultima?.



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4 Commenti dei lettori »

1. ANDREA ha scritto:

22 maggio 2019 alle 15:53

Ma questo non dovrebbe interessarci non lo paghiamo noi con la ridicola tassa di possesso (ex canone rai) ma un editore, pertanto Bonolis potrebbe percepire anche 10 milioni al gg e’ un problema che non ci tocca, sui compensi dei conduttori Rai invece esigo sapere dati che verso un contributo, anche alto,



2. Primus ha scritto:

22 maggio 2019 alle 17:15

Sempre di cifre eccessive e immorali si tratta… Facciamo i moralisti solo per i 9 euro al mese del canone? Che poi,se molti si prendessero la briga di leggere il contratto tra Rai e Mef saprebbero veramente a cosa serve il canone,anziché sparare le solite frasi banali e qualunquiste.



3. Salvo ha scritto:

23 maggio 2019 alle 11:25

Cosa?????’ Ma come nessun si indigna? Ah certo Mediaset è privata. In rai carissimi gli stipendi seppur pagati con il canone non ha raggiungono queste cifre esorbitanti. In più in difesa di Fazio c’è da dire che grazie agli sponsor Che tempo che Fa è una trasmissione che non tocca nemmeno un euro dal canone, stipendio di Fazio incluso.



4. Gio77 ha scritto:

23 maggio 2019 alle 13:47

Concordo con Salvo. Ci si scandalizza per Fazio, ma se si contesta Fazio, che porta comunque pubblicità, allora la Rai non può reggere la concorrenza dei compensi multimilionari delle altre emittenti e risulta svantaggiata. La politica dovrebbe rimanere fuori dalle questioni dei compensi e lasciare liberi i dirigenti di fare il loro lavoro, stabilendo i contratti sulla base dei risultati.



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