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dicembre

Passato glorioso, presente non pervenuto

clerici portobello

Antonella Clerici

Il futuro della televisione in questo momento guarda all’indietro. Le nuove idee latitano ed è così che ci si affida sempre più spesso a programmi del passato, recente ma anche remoto, puntando sull’effetto nostalgia e sulla curiosità dei più giovani che hanno sentito solo parlare di quello che è stato. Peccato che però l’esito sia nella maggior parte dei casi deludente se non fallimentare.

Karaoke, Portobello, il sequel de Il Bello Delle Donne, Vuoi Scommettere?, Rischiatutto: sono solo alcune delle “resurrezioni” eccellenti che non hanno saputo rinverdire i fasti dell’età d’oro. I reboot di successo invece si contano sulle dita di una mano: I Soliti Ignoti e La Corrida, tornati in tv su Rai1, con Amadeus e Carlo Conti al posto di Frizzi e Corrado, nel marzo 2017 e ad aprile 2018, e Ciao Darwin, riproposto da Canale 5 due anni fa sempre con Paolo Bonolis (e che tornerà nel 2019).

Tutti programmi accumunati da un’assenza dal piccolo schermo durata in fondo meno di una decade, addirittura appena un lustro nel caso del game. Ciò ha indubbiamente favorito il buon esito dell’operazione revival (che forse è anche improprio definire tale), unitamente al fatto che i tre show avevano salutato il pubblico, a inizio decennio, con numeri tutt’altro che esigui. Nel caso poi di Ciao Darwin il programma è tornato nello stesso identico modo e con il medesimo conduttore.

A rendere la vita più difficile agli altri reboot è stata l’appartenenza dei programmi ad altre ere televisive, dagli anni ’70 di Rischiatutto ai ’70-’80 di Portobello, dai ’90 di Scommettiamo che? Karaoke, Sarabanda, Furore fino gli anni 2000 de Il Bello delle Donne, Cultura Moderna, Camera Cafè. Un’operazione rischiosa che ha dovuto fare i conti con l’obsolescenza dei formati, diventati quasi anacronistici nel nuovo contesto televisivo e/o sociale, e, in alcuni casi, con conduzioni e team autorali decisamente non all’altezza del passato.

E così a ben poco è servito cercare di non snaturare e di rendere contemporaneo il format, come sta facendo Antonella Clerici col programma che fu di Enzo Tortora, leggi studio più grande e raffinato, stile di conduzione più vivace, durata allungata a tre ore. Ma anche stravolgere l’originale, con trame e personaggi ultratrash (oltre che un cast non all’altezza), come è accaduto con Il Bello Delle Donne… Alcuni Anni Dopo, è stato un clamoroso errore.

Chi ha apportato solo piccoli correttivi ha invece avuto fortune alterne: decisamente male sono andati il Karaoke su Italia 1, dove Pintus ha sofferto il confronto, impossibile, con Fiorello, Camera Cafè, che su Rai2 non è riuscita più a intercettare i giovani che seguivano Luca e Paolo sulla seconda rete di Mediaset, e Chi Ha Incastrato Peter Pan? con Bonolis. Leggermente meglio, ma non è stato comunque sufficiente per la riconferma, è andata a Vuoi Scommettere? con Michelle Hunziker su Canale 5 e a Rischiatutto con Fabio Fazio su Rai3 (preceduto da due puntate speciali di grande successo su Rai1).

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10 Commenti dei lettori »

1. andi ha scritto:

4 dicembre 2018 alle 17:16

Ancora non ho capito perché un programma espressamente sottotitolato “il mercatino del venerdì” sia stato promosso al sabato sera contro una corazzata che supera sia a livelli di contenuti che di pubblico quel genere tv.
In ogni caso che Portobello non funzionasse era logico, secondo me sarebbe stato più interessante un reboot fatto bene de il treno dei desideri, al venerdì ovviamente e conti al sabato.



2. lorenzo ha scritto:

4 dicembre 2018 alle 17:53

Ottimo articolo ma manca all’appello Scherzi a parte un sonoro flop e quindi un programma ormai finito. Ma di questo i responsabili sono Le Iene, lo scherzo perfetto e tutti quei programmi Mediaset che hanno attinto al programma madre, indebolendolo.



3. aleimpe ha scritto:

4 dicembre 2018 alle 18:06

Una nuova edizione di “Colpo Grosso” è fattibile sulle reti mediaset ?



4. Marco ha scritto:

4 dicembre 2018 alle 19:00

Rischiatutto costa troppo, ma è andato bene. Su Rai Tre ha sempre superato il 10% abbondantemente. Certo, lungo andare sarebbe calato, ma un 3/4 puntate ogni tanto le potrebbero fare, magari su Raiuno. Ovviamente non una serie infinita di puntate, giusto qualcuna.

Portobello già sulla carta era flop. Vecchio, superato, già diviso in tanti altri programmi. Non se ne sentiva proprio il bisogno di rifarlo e ora se ne tornerà da dove era venuto. La Clerici flopperà anche col nuovo Sanremo young, che già quest’anno non è che abbia brillato…

Soliti Ignoti lo eliminerei dalla lista. È stato assente giusto qualche annetto, ma era già nato nei tempi moderni. Li bravi gli autori a mettere il gioco finale ma anche curarne la scenografia, quella dei primi anni avrebbe avuto un sapore di vecchio.

Purtroppo in tv mancano le idee e anche la consapevolezza che il pubblico non guarda più solo in base al nome, ma cerca altro. E certi programmi sono già flop in partenza, ma non se ne rendono conto.



5. Mattia Buonocore ha scritto:

4 dicembre 2018 alle 19:06

@lorenzo non credo però sia da considerare un revival o un reboot quello di Scherzi a parte.



6. Renzo ha scritto:

4 dicembre 2018 alle 19:20

Ma allora è sicuro che non ci sarà una seconda edizione di Vuoi scommettere?



7. Mattia Buonocore ha scritto:

4 dicembre 2018 alle 20:54

@renzo al momento in questa stagione non è previsto e ho qualche dubbio lo sia in futuro.



8. Kalinda ha scritto:

4 dicembre 2018 alle 22:47

Portobello è un programma perfetto per la Clerici ma andava completamente adattato al 2018 dagli autori.



9. Miko ha scritto:

6 dicembre 2018 alle 22:07

Non avete citato La TV delle ragazze, uno dei pochi reboot andati bene (io non me lo aspettavo), ho visto le puntate in streaming, devo dire che, al netto dell’ideologia che stava dietro (ma del resto la Dandini non ne ha mai fatto mistero), alla fine è stato gradevole



10. Miko ha scritto:

6 dicembre 2018 alle 22:17

Comunque il problema del fatto che non ci sono idee nuove in TV ha dietro un motivo: non ci sono più gli autori, da dieci-quindici anni l’unico lavoro che fanno gli ”autori” è andare a pescare format che hanno avuto successo all’estero e proporli in Italia; è vero che sin dal 1954 la TV italiana ha importato format stranieri, ma una volta si prendeva solamente il seme originale e poi gli autori ci costruivano sopra tutto il resto, creandoli in pratica quasi dal nulla, oggi invece le edizioni italiane dei format stranieri sono identiche a quelle di tutti gli altri Paesi: scenografie, musiche, grafiche, non italianizzano più nemmeno il titolo, mettono il nome originale seguito da Italia…….

In questo caso bene ha fatto la nuova dirigenza Rai a creare un’officina per nuovi format, perché come giustamente ha detto Salini ”Crea nuovi format TV l’Islanda non vedo perché non si dovrebbero crearne anche in Italia”.



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