30
marzo

Son of Zorn: le piacevoli (dis)avventure di un eroe animato catapultato nel mondo reale

son of zorn

Son of Zorn

Lo si può presentare come “difensore di Zaphyria, conquistatore delle tribù di Agon e cacciatore di teste” oppure come “padre di Alangulon, ex marito di Edie e acerrimo nemico di Craig”, ma con qualsiasi formula si preferisca descriverlo, Zorn è più semplicemente un nerboruto guerriero cartoon trapiantato nel mondo reale. A raccontarne le (dis)avventure è la nuova sitcom Son of Zorn, da qualche settimana appuntamento fisso nel giovedì sera di FoxAnimation (Sky, canale 127, alle 22.40), che nei suoi primi 13 episodi unisce con un umorismo graffiante i canoni della comedy live-action ai disegni dell’animazione Anni 90.

Son of Zorn: La trama

Sosia quasi perfetto di He-Man, dotato però di un modernissimo smartphone, Zorn è un leggendario guerriero dell’isola animata di Zephyria, che abbandona per il diciassettesimo compleanno del figlio, Alangulon (Johnny Pemberton). Torso nudo, una lunga chioma fulva e un’enorme spada da sfoderare senza remore, Zorn parte così alla volta della soleggiata Orange County con unico obiettivo: riconquistare Alan e l’ex moglie, Edie (Cheryl Hines), che nel frattempo si è ricostruita una vita con il professore Craig (Tim Meadows). Ricomporre i frammenti della sua famiglia si rivelerà tuttavia una missione ben più ostica di qualsiasi epica battaglia; anche perché, lontano dalle sue terre, Zorn sembra decisamente un pesce fuor d’acqua.

Son of Zorn: la spassosa goffaggine di un invincibile guerriero

Prodotta da Phil Lord e Chris Miller (coppia creativa dietro i successi The Lego Movie, Piovono polpette, The Last Man on Earth), Son of Zorn porta dunque in tv una formula ibrida, basando il suo effetto comico sulle stranezze di un protagonista che, rude e ottuso, fatica ad abituarsi alle consuetudini moderne del mondo reale (dal ritiro bagagli in aeroporto al vegetarianismo), finendo per trasformarle in dilemmi incomprensibili da affrontare nella più battagliera delle maniere.

Se non si può certo negare che questa comedy abbia tentato con ottimi risultati la strada dell’originalità, è tuttavia quasi impossibile non chiedersi se la stessa freschezza possa durare nel lungo termine. Tutto poggia infatti sul piacevole infantilismo di Zorn e la mancanza di sottotrame significative potrebbe presto far cadere la serie in un meccanismo di forzata ripetizione. Al momento, però, poter finalmente osservare un valoroso eroe lasciarsi sopraffare con goffaggine dalle più piccole banalità della vita intrattiene e diverte. Meglio, quindi, rimandare i dubbi a un’eventuale seconda stagione.

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