15
novembre

INTERVISTA A RICCARDO POLIZZY CARBONELLI E MARINA TAGLIAFERRI, IL “DIAVOLO” E L’”ACQUA SANTA” DI UN POSTO AL SOLE (VIDEO)

Marina Tagliaferri e Riccardo Polizzy Carbonelli

Sul set le loro strade si sono incrociate poche volte. Del resto lei è la mamma per eccellenza mentre lui è il cattivissimo di Un Posto al Sole. In occasione dei vent’anni della soap partenopea, DavideMaggio.it però ha deciso di riunire il “diavolo e l’acqua santa” alias Riccardo Polizzy Carbonelli, che nella storia dà il volto al perfido Roberto Ferri, e Marina Tagliaferri, colei che dal 1996 impersona la mite Giulia Poggi. Ecco la nostra video intervista.

Il diavolo e l’acqua santa.

Marina: Io sono il diavolo e lui l’acqua santa.

Magari nella vita i ruoli si invertono, non lo so.

Riccardo: Non si dicono brutte cose su Marina Tagliaferri.

M: Si rischia molto.

R: Io? Forse qualche ex mi vorrebbe menare.

20 anni di Un Posto al Sole, tu, Marina, sei la storica.

M: La vecchia diciamo.

R: Noo.

La saggia di Un Posto al Sole, allora. Vent’anni fa ti aspettavi quello che sarebbe accaduto?

M: No, dovevo stare qui nove mesi. Anzi ho pensato: “nove mesi insieme, ci scanneremo, figurati”. Già le tournée che duravano sette mesi erano troppo e, invece, miracolosamente non ci siamo menati, ci siamo molto amati.

R: E, grazie al fatto che non si siano menati, cinque anni dopo io ho avuto la possibilità di entrare nel cast. Che meraviglia! Se si fossero menati…

M: Ma tanto non avrebbero chiuso lo stesso, ci avrebbero chiuso in qualche gabbia probabilmente.

Cattivo per eccellenza della soap, hai mai avuto dei “sensi di colpa” nell’interpretare Roberto Ferri?

R: Ti fai degli scrupoli a volte quando giri delle scene o quando le leggi prima di recitarle. Siamo abituati a non dare giudizi perchè altrimenti porteresti la critica sulla scena. Nel caso di Roberto Ferri, però, a volte, quando leggo alcune cose un po’ cattivelle, di perfidia o atrocità, la prima cosa che penso è: “Ammazza, però”. Credo che questo capiti anche a Marina.

M: A me capita qualche volta al contrario. Passavo per Siena, una signora mi ha fermato e mi ha detto: “La sua Giulia, Giulia… il nostro padre rimedio”. Proprio il massimo, l’aureola.

R: In un blog ti chiamavano Suor Giulia.

M: Sì, Suor Giulia, super Giulia, Santa Giulia.

Ti sei mai dissociata dal tuo personaggio, hai mai detto: “Questa cosa no”?

M: Io ne ho combinate di tutti i colori in vent’anni, non ho fatto solo cose rassicuranti. Forse pochi lo ricordano, perchè sto parlando di diciotto anni fa più o meno, ma ho fatto una specie di truffa quando ho preso Gianluca Palladini. Andai a dichiarare che l’avevo partorito io. Poi se l’è ripreso Alberto Palladini, io non sapevo che fosse suo figlio.

Pensavo ti riferissi al toy boy.

M: No, ne ho avuto uno ma avevo un’età ancora in cui chiamarlo toy boy non sarebbe stato giusto, oggi sarebbe un baby boy, all’epoca però poteva essere. Me le hanno fatte provare tutte, dal compagno di scuola in poi. Sono molto contenta di questo perchè a me diverte ogni cosa nuova e diversa. Anzi la cosa ferma a me non piace, sono molto mobile di natura.

Vent’anni nel cast ma c’è stato un periodo in cui avevi lasciato la soap.

M: Sì, ho fatto Zodiaco, sempre per la Rai.

Ma non era stata una tua scelta però lasciarla.

M: Ma questo è indipendente. Non siamo mai noi che scegliamo, sono sempre loro che ci scelgono, a meno che io non dica: “Addio, vi lascio, non voglio più stare qua”. Possiamo fare un altro lavoro anche rimanendo qua, se uno ha un’interruzione lunga, che fa, aspetta di rientrare senza fare niente?

R: Non bisogna mai darsi per scontato. Nei disegni della produzione se un personaggio funziona o non funziona non è dato sapere. Sicuramente, e lo confermerà Marina Tagliaferri, è uno degli ultimi luoghi lavorativi in cui un giovane può lavorare e fare pratica. L’esperienza, che noi acquisiamo ormai da tanti anni, ci permette di vivere la nostra realtà attoriale in altri set con grande ed estrema tranquillità.

M: Lo dico spesso ai giovani, noi quando avevamo vent’anni ma magari avessimo potuto rivederci, correggere, studiare, guadagnare. Ma non avevamo nulla di tutto questo, perciò adesso che voi ce l’avete non dovete darlo per scontato ma utilizzarlo, strizzarlo in tutti i modi per poter poi camminare e andare avanti. Ad esempio quando ho cominciato stavo girando in contemporanea Un Prete Tra Noi. Ho partecipato a due stagioni: mentre giravo la prima, avevo appena iniziato con la soap, quando ho fatto la seconda, dopo un anno di Un Posto al Sole, era un altro mondo, avevo un’altra sicurezza perchè a girare tutti i giorni ti sciogli, perdi quelle paure.

R: E acquisisci anche una competenza tecnica dal punto di vista della ripresa, tu sai quale telecamera ti riprende e sai come essere naturale per cui puoi recitare più serenamente e vivere il momento.

M: Cade la tensione negativa e sale quella positiva.

Marina avevi conosciuto l’allora esordiente Muccino?

M: Tutti abbiamo conosciuto Gabriele, era fantastico.



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