17
giugno

Amica di salvataggio: su Rai2 un docufilm ricorda la giornalista Alessandra Appiano

Alessandra Appiano

Il legame occulto ma strettissimo tra gioia e male di vivere, i traguardi, gli slanci artistici e creativi, la malinconia. Un docu-film ricorda la storia e la figura di Alessandra Appiano, giornalista, scrittrice ed autrice televisiva purtroppo scomparsa, dopo un gesto estremo, nel giugno 2018, mentre era ricoverata in un ospedale milanese per una grave depressione. Assieme ad alcuni amici, la donna sarà al centro di “Amica di salvataggio“, un documentario realizzato in suo ricordo dal marito Nanni Delbecchi (che ne è autore e regista) e in onda oggi – 17 giugno – alle 23 su Rai2.

Presentato da Rai Documentari e Rai per il Sociale, il docufilm (disponibile anche su Rai Play) è stato affidato alla voce narrante di Lella Costa, che introdurrà il pubblico in casa di Alessandra, dove sarà la stessa giornalista a ricevere gli amici, a discutere con loro, a rievocare le tappe della sua vita, i traguardi e le delusioni.

Tutti gli amici di Alessandra, e ne avevamo tanti, si sono messi a disposizione senza condizioni, senza limiti e, se così si può dire, con gioia. Qualcosa di magico è accaduto davvero…

ha scritto Nanni Delbecchi in un commosso articolo sul Fatto Quotidiano in cui ha raccontato la genesi di questo lavoro nato come “un omaggio privato, intimo” e diventato poi pubblico. Così, nel documentario, alla voce di Alessandra Appiano si alterneranno le testimonianze degli amici, persone più o meno note, con cui la donna ha condiviso il suo percorso, da Renzo Arbore a Monica Leofreddi, da Diego Dalla Palma a Don Antonio Mazzi.

Nel docufilm, Alessandra confessa anche la sua battaglia contro la depressione e la sindrome bipolare, cominciata quando era ancora una ragazzina piena di sogni che, nonostante le difficoltà, si sarebbero realizzati. Depressione che l’ha portata ad un gesto estremo le cui circostanze sono ancora da chiarire e che ha lasciato un’onda di dolore in chi le è stato vicino.

Invecchiare è come salire su una collina, solo da un certo punto in poi si vede il panorama sotto di noi e si vede – o ci sembra di vedere – il senso della nostra vita. E anche il non senso

racconta la stessa giornalista di cui rivivrà il dolce ricordo.

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